Archive for Tolomeo

L’oratoire de ce bijou de la Renaissance…à ses débuts.

Posted in Alchemy, Alchemy Texts, Alchimia, Alchimie, Fulcanelli with tags , , , , , , , , , , , , , , on Wednesday, May 15, 2013 by Captain NEMO

Primo: “Nell’oratorio di questo gioiello architettonico del Rinascimento nei suoi inizi, si nota, su uno dei compartimenti del soffitto, una sfera armillare che sembra posta nel seno di lunghe fiamme che si elevano da un focolare unico e gigantesco… Il fuoco che avviluppa così la sfera di Tolomeo, nella sua metà inferiore, ci appare al tempo stesso celeste e magnetico, poiché, privo di combustibile apparente, esso emana da un punto invisibile dell’Universo esterno.

Palazzo Lallemant, Cassone 5

Palazzo Lallemant, Cassone 5

Secondo: “Da ciascun lato sono due bambini, alati e paffuti, portatori dello stesso fluido giustiziere che quello di destra, che si apparenta ad uno degli angeli dell’Apocalisse, soffia e ravviva, al suono della sua tromba. Piccoli Eros, che incarnano anche il principio vitale e creatore, il cui arco infallibile, privo della sua corda staccata e incrociata a X con un filatterio, proclama, sul cassone vicino, che la loro funzione sovrana sarà sospesa per un tempo.

Palazzo Lallemant, Cassone 4

Palazzo Lallemant, Cassone 4

Palazzo Lallemant, Cassone 6

Palazzo Lallemant, Cassone 6

Palazzo Lallemant, Cassone 3

Palazzo Lallemant, Cassone 3

Terzo: “Grazie alle note del Maestro che ci restano…grazie a queste note, sappiamo che l’emisfero boreale subirà l’arrostimento, mentre l’altro sarà sottomesso all’inondazione. Di conseguenza, non potremmo comprendere che Jean Lallemant ci abbia mostrato il polo australe del Mondo esposto al braciere universale, se ignorassimo che egli volle tradurre in immagine la portata cabalistica del vocabolo topico in questo luogo. Questo non si applica affatto al doppio cataclisma in sé, come si potrebbe credere, ma alla causa che lo provoca e che costituisce la terribile convulsione geologica. In effetti, il bouleversement è il versement de la boule, esattamente il capovolgimento delle due estremità dell’asse o la capriola dei poli, dei quali l’uno prende bruscamente il posto dell’altro.

Quarto: “Nei due cassoni che seguono, l’Adepto espresse, con i punti di vista alchemico e ciclico, l’associazione dei due elementi antagonisti per un’azione simultanea: è ancora un angioletto, non meno grassoccio dei precedenti, che mantiene, al centro di un focolare irradiante come un sole, una conchiglia di San Giacomo, ricettacolo consacrato dell’acqua alchemica: poi un aspersorio, agganciato sotto una banderuola, che lascia cadere delle gocce enormi sulle fiamme identiche, sempre prodotte senza corpo di combustione.

Palazzo Lallemant, Cassone 2

Palazzo Lallemant, Cassone 2

Palazzo Lallemant, Cassone 1

Palazzo Lallemant, Cassone 1

Questi passi (e le belle immagini, di cui debbo ringraziare l’ami J.) sono tratti dalla seconda Prefazione di Eugéne Canseliet a Les Demeures Philosophales; e seguono dappresso altri famosi passi a proposito dello zolfo nero, l’oro filosofico di Philalethe e curiose note cabalistiche, che tralascio per non essere troppo lungo. Magari qualcuno, più volenteroso, le vorrà rileggere…

Ma un commento di Fulcanelli mi pare sottolinei meglio di che cosa si stia parlando:

Così, l’oro filosofico, tutto pieno di impurità,, avvolto da tenebre spesse, coperto di tristezza e di lutto, deve nondimeno essere considerato come la vera e unica prima materia dell’Opera, così come ne è la la vera e unica materia prima, il mercurio, da cui quest’oro invisibile, miserabile e sconosciuto ha preso la nascita. Questa distinzione, che non si è soliti fare, è di un’importanza capitale; essa facilita grandemente la comprensione dei testi e permette la risoluzione delle prime difficoltà.

Come si sa, Fulcanelli commentò brevemente solo diciassette dei trenta cassettoni del Palazzo Lallemant, soffermandosi su quelli che riteneva più interessanti; in questa Prefazione, Canseliet punta la sua attenzione – in modo quantomeno curioso – sui famosi angioletti, sempre indaffarati e giocosi. Il suo riferimento al terribile Bouleversement, ricordato da Fulcanelli in chiusura della sua seconda opera, è ben noto e Jean Laplace lo sottolineò a sua volta in seguito (ne ho parlato qui); ebbene, senza dimenticare le gravi considerazioni a proposito di quest’evento catastrofico che minaccia il nostro povero pianeta, credo che si possa tentare anche una lettura  – per così dire – più ‘disincantata‘. Naturalmente, il Major Grubert sorride sempre in questi casi e mi ricorda che Paolo Lucarelli spesso ripeteva quanto Canseliet amasse essere cabalistico. Lo sarà stato anche in questo caso?

Da parte mia non posso che sottoporvi la mia traduzione personale di questi passi, visto che quella italiana disponibile è piuttosto ‘freddina‘, se non talvolta imprecisa; certo, il ritmo del fraseggio così flamboyante del buon Maitre di Savignies si perde in italiano, ma ho preferito una traduzione piuttosto letterale. Di ‘poli‘, lo ricorderanno i Compagni di Viaggio, spesso ha parlato l’onestissimo e perfidissimo Philalethe; e la lettura calma di questa Préface – nell’originale francese – credo che sarà utile: Canseliet ricorda, infatti, che Les Demeures Philosophales si aprono con in frontespizio ‘La Salamandre de Lisieux‘ e si chiudono con il ‘Sundial di Holyrood Palace‘ in quarta di copertina (nell’edizione originale del 1930), a significare l’evoluzione ‘…della stessa sostanza, il cui studio approfondito… è l’espressione meticolosa della pena enorme che essa inflisse al nostro Maestro per la sua invention, degli sforzi inauditi che essa gli aveva richiesto per la sua perfetta preparazione‘. E’ da ricordare che questa Prefazione porta la data del Febbraio 1958. Ma, secondo il Major Grubert, ‘…a date is a date‘, vale a dire che ‘…una data è un appuntamento‘!

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