Archive for Solstizio d’Inverno

Natale 2017: “…End?… And beyond, the far green country, …

Posted in Alchemy, Alchimia, Alchimie, Philosophia Naturalis, Various Stuff with tags , , , , , , , , , , , on Friday, December 22, 2017 by Captain NEMO

Hogmanay: oggi, il ciclo di luce&tenebra apparente si inverte; ma è Lux – in continuum – la sorgente di ogni manifestazione. Alchimia 1, le basi.

Da millenni, ci ripetiamo angosciati che “…tutto è perduto, non vedi che è tutti-contro-tutti?“. Comoda stolidità di chi ha distolto lo sguardo dalla Natura per coltivare il possesso ed il controllo del proprio orticello. La solita commedia, vecchia-vecchia.

Non c’è fine, mai … e  – – c’è molto altro, da fare.

Pippin: “I didn’t think it would end this way.” Gandalf: “End? No, the journey doesn’t end here. Death is just another path. One that we all must take…The gray rain curtain of this world rolls back, and all turns to silver glass. And then you see it.” Pippin: “What, Gandalf? See what?” Gandalf: “White shores. And beyond, the far green country, under a swift sunrise.” Pippin: “Well, that isn’t so bad.” Gandalf: “No. No, it isn’t.

Sul palco della medesima commedia, in questo  peculiare giorno di rivoluzione ci si augura sempre un Buon Natale, ma nulla – mai – cambia veramente: … perché esser buoni solo a Natale?

Così, val meglio forse il consiglio del Cappelaio Matto per i prossimi 364 giorni, ammantati di Lux: serenità, pace vera, uguaglianza, comunanza, fratellanza. E la Joie! … tanta!

Buon Non-Natale a voi tutti!

… nessuna buona azione resta impunita!

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Nos Galan, per danzare assieme…

Posted in Various Stuff with tags , , , , , , on Sunday, January 4, 2015 by Captain NEMO

Ho un ricordo nel cuore di qualche passeggiata nell’inverno natalizio Scozzese, quando il vento gelido taglia la faccia, con la neve abbagliante che copriva con una coperta bianca il rosso autunnale dell’erica: da qualche parte, da qualche angolo, da qualche casa o bottega, emergeva una melodia dolce ed allegra, che accompagnava il rumore degli scarponi nella neve; Nos Galan viaggiava nel vento, e ancora oggi le sue note danzano dentro, naturalmente a Natale. Il vecchio canto – ma è una Carol, cioé una Carola – è antico, pare risalga a prima del ‘600. Oggi, il ritornello ‘Fa la la la la, la la la la‘ è conosciuto in tutto il mondo AngloSassone come Deck the Hall, ed il vecchio testo tradizionale è stato adattato allo spirito del Natale moderno. Ecco Nos Galan in Gaelico (Gallese), seguito dall’Inglese Deck the Hall:

Il testo si traduce più o meno così:

Freddo è l’uomo che non ama
Fa la la la la, la la la la,
le vecchie montagne dell’amato Galles,
Fa la la la la, la la la la,
a lui ed ai suoi più caldi amici
Fa la la la la, la la la la,
una festa gioiosa il prossimo anno,
Fa la la la la, la la la la,

Agghiaccianti sono i conti
Fa la la la la, la la la la,
che arrivano durante le Vacanze,
Fa la la la la, la la la la,
Ascolta la lezione in un verso:
Fa la la la la, la la la la,
non spender mai più di quel che guadagni,
Fa la la la la, la la la la,

Fredda è la neve sul Monte Snowdon,
Fa la la la la, la la la la,
anche se sulla cima c’è una coperta di lana.
Fa la la la la, la la la la,
fredde sono le persone che non si preoccupano
Fa la la la la, la la la la,
di incontrarsi assieme alla Vigilia dell’Anno Nuovo,
Fa la la la la, la la la la.

Per chi vuole seguire lo spartito, ecco un gioioso arrangiamentodi Deck the Hall  di John Rutter:

In origine, la Carola veniva danzata attorno al fuoco a YuleTide (il Solstizio d’Inverno), e nel mondo Celtico segnava il momento di massima festa perché l’ autre monde era in quei giorni spazialmente più a portata di mano: si bruciava il tronco di quercia, si compivano sacrifici e si festeggiava l’inversione del percorso della Luce; dal culmine della tenebra, dal cuore dell’inverno rappresentato dal ceppo di quercia, si poteva ora risalire verso la Primavera…dal rosso dell’erica coperto dal bianco della neve sarebbe nato il verde dei prati; la neve delle montagne sarebbe diventata l’acqua cristallina degli streams e dei brooks

Nos Galan – oggi Deck the Hall – è una di quelle melodie così semplici che ti entrano dentro come il bianco della neve nel bosco, una melodia per bambini, che evoca l’allegria e lo spirito di compagnonaggio perduto: oggi non danziamo più davanti al fuoco dell’Inverno, non ci prendiamo per mano allegri e felici, sul serio.

Più che ai regali ed ai banchetti, la festa antica era quella della rinascita della Luce, e questo faceva ‘Fratelli‘ tutti gli uomini del villaggio. Vecchie tradizioni…

Una danza davanti al Fuoco, stretti per mano, felici di riveder la Luce nascosta brillare – come le ‘monachine‘ – nel ceppo di Yule, il vecchio Odino/Wotan.

Ecco, per concludere, una versione strumentale Irlandese: dopo l’inizio tradizionale, a metà assume il tempo e la movenza di una tipica danza Celtica; anzi, quasi una Taranta

Buon Anno ancora, un po’ Celtico stavolta…!

Emozioni del Solstizio d’Inverno…

Posted in Alchemy with tags , , , on Sunday, December 21, 2008 by Captain NEMO

Secondo la tradizione popolare oggi, 21 Dicembre, siamo entrati in Inverno. Come ogni anno.

Non starò a dilungarmi sulle infinite tradizioni legate ai quattro momenti zodiacali più famosi: ve n’é amplissima letteratura.

Però, per un alchimista, il Solstizio d’Inverno è il segnale di un vero e proprio rimettersi in moto. Sembra quasi che un rintocco dolce, e profondo, e struggente, un richiamo dell’anima, corrisponda con questo giorno. Dalla tenebra, ricomincia il cammino periodico verso la Luce.

Oggi, e spero possa essere creduto, ho sentito come un click. L’orologio del nostro sistema ha marcato ancora una volta quel passaggio essenziale, quasi a ricordare che il Ciclo ricomincia.

E’ ora di prepararsi e di preparare.

L’appartenenza al Ciclo marca nel profondo il cuore di ogni artista. Certo, si possono dare molte spiegazioni; di ogni tipo. Ma, alla fin fine, resta il senso di un mistero mai veramente svelato.

Se si volesse indagare il cosmo alla ricerca di un modello, emergerebbe sicuramente quello del cerchio. Tutto, nel cosmo, ruota. Ruotano stelle, pianeti, galassie ed ogni cosa che esiste ovunque. Si ruota su sé stessi e si ruota attorno ad un’altra ‘cosa’, che a sua volta ruota. E’ una danza ciclica, lungo circoli ed ellissi, dove i centri, tutti i centri, si muovono a loro volta in movimenti lungo traiettorie curve. Certo questa descrizione Newtoniana potrebbe essere arricchita dalla curvatura dello spazio-tempo di Einstein e dei suoi eredi; ma sempre di danze si deve parlare. Oltre le tre dimensioni classiche si aggiunge quella del tempo, sfuggente incognita della misura periodica di ogni evento manifesto.

Senza il Cyclum nulla si muoverebbe mai. E’ un eterno iniziare ed un eterno finire. Un meraviglioso Mysterium.

Chiederne regione è impossibile. Preferisco prendere atto che è una Legge di Madre Natura. Non mi serve un’equazione per ammirare la meraviglia di un’armonia spietata e dolce allo stesso tempo.

Speculum aut Cyclum ?
Speculum aut Cyclum ?

L’alchimista percorre il suo ciclo personale, nella speranza di poter cogliere il momento magico di uscita; ma se si è certi – forse – di che cosa ci si potrebbe lasciare alle spalle, nessuna certezza esiste sul dove, o sul quando o sul come. Forse un altro ciclo. Che importanza ha, in fin dei conti?

L’importante è solo conoscere e percepire, cogliere, con il cuore puro e libero, il senso nascosto del mistero. Abbandonarsi. Ed è solo una pia speranza, sorretta da una fede inusuale e un po’ aliena al comune sentire.

Spesso mi chiedo: “…ma su un altro pianeta, esisterà la Primavera?

La risposta non potrà avere alcuna conferma oggettiva, lo so: ma penso che Primavera esista ovunque vi sia manifestazione, per forza di Natura.

Si tratta di un affresco mirabile e inspiegato, ma funzionale e funzionante, che costituisce il terreno delle opportunità e delle possibilità. E’ la Creazione. E cogliere quelle opportunità richiede un impegno totale ed un affidamento ugualmente totale. C’è tutto ciò che occorre, qui e altrove, per varcare la Porta ed entrare in nuove (o forse antiche?) emozioni. La Creazione, così come la viviamo noi umani, è frutto di una percezione forzatamente razionale, di una connessione causa ed effetto che probabilmente ne costituisce l’immediata, automatica, prigione. Non riusciamo proprio a liberarci della ragione quando guardiamo il cosmo alla ricerca di un perché tutto sia Cyclum; certo, ci emozioniamo, il cuore palpita impazzito di fronte allo spettacolo enorme, troppo enorme, della Creazione, nel suo corso, continua. Ma poi, sconsolati dall’impotenza, dalla vera e propria incapacità di comprendere questo abisso senza limiti di sfrenata meraviglia, torniamo ai nostri piccoli mondi personali, alle cose più alla nostra portata, sprofondati nell’eterno ciclo, anche qui, di dolore e d’amore. Morte e Vita.

Ogni anno quattro click del nostro orologio del nostro zodiaco terrestre scattano silenziosamente, senza posa: da sempre e per sempre.

Perché sempre guardiamo l’orologio da polso e mai sentiamo l’orologio della Creazione?

Anche questo fa parte dei giochi con cui gioca ogni alchimista in cammino: solitudine.

Scoprire di essere sempre alla ricerca di qualcosa che è sotto gli occhi di tutti e pur sempre accantonato, trascurato; di sentire suoni e rumori diversi, di osservare colori e forme diverse, pur se tutto questo è davanti a noi ogni giorno; di emozionarsi per piccoli eventi banali e di perdere via via i solidi punti di riferimento di una vita.

Molti amano sostenere che l’alchimista è una sorta di fortunato eletto, quasi una casta superiore, persino un po’ superba. Si apparterrebbe ad una sorta di setta bislacca che parla una lingua astrusa. Sarà vero?….può essere. Ma non lo credo troppo. Anzi. Sorrido sempre, che posso farci?

Quando senti nel cuore quel click, si muove tutto in fretta e torni bambino, e cerchi il Cielo, e corri in Laboratorio per vedere se tutto è ancora lì, per rassicurare qualcuno che – anche quest’anno – il click lo hai percepito, che ci sei e che – di nuovo – ti appresti ad accogliere meglio, con ogni possibile meglio, l’Anima del Mondo.

L’appuntamento con la Dama Danzante si appresta. Impossibile mancare quando sei innamorato.

Una grande malinconia, mista a gioia inesprimibile, prende il cuore e ti sconquassa.

Noi non siamo davvero nulla.

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