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Una Materia Verde…

Posted in Alchemy, Alchemy Texts, Alchimia with tags , , , , , , , , , , on Sunday, January 3, 2010 by Captain NEMO

Debbo ad una segnalazione di un Filosofo della Natura di origine Belga la rilettura di un piccolo trattato che giaceva sepolto nella mia biblioteca:

Louis Grassot - La Lumière Tirée du Chaos

Louis Grassot - La Lumière Tirée du Chaos

Si tratta di La Lumière Tirée du Chaos, di Louis Grassot, dottore in Medicina all’Università di Montpellier, edito originariamente nel 1784 ad Amsterdam. L’edizione qui riprodotta è quella del 1930 di Chacornac, da cui poi Bailly ha tratto l’edizione che oggi si può consultare in ristampa. Non si ha, ovviamente, alcuna notizia su questo alchimista (Ferguson non ne dà notizia), che appare tuttavia legato a quel misterioso movimento degli Illuminati d’Avignone, cui – forse – un altro misterioso iniziato, Kerdanec de Pornic, apparteneva assieme ad alcuni altri. Proprio alcune sere fa, rileggendo le Opere di Thomas Vaughan, mi ha colpito che Didier Kahn proponesse nella sua Introduzione un curioso parallelismo tra alcune opere alchemiche apparse in quegli anni, apparentemente legate tra di loro dal riproporsi di un carattere tipografico particolare usato nel frontespizio, che fu poi ripreso in ambito massonico.

Sia come sia, il trattatello è molto interessante, anche se – tutto sommato – piuttosto ‘classico’. A titolo di curiosità di inizio dell’anno, riporto l’incipit:

Clef de la Nature – De toute chose matérielle il se fait de la cendre, de la cendre on fait du sel, du sel on sépare l’eau et le mercure, du mercure on compose un elixir ou une quintessence; les corps se met en cendre pour etre nettoyé de ses parties combustibles, en sel pour etre separè de ses terrestréités, en eau pour pourrir et se putrefier, et en esprit pour devenir quintessence.

Les sels sont donc les clés de l’art et de la nature; sans leur connaissance, il est impossibile de l’imiter dans leur opérations; il faut  savoir leur sympathie et leur antipatie avec les métaux et avec eux-memes: il n’y a proprement qu’un sel de nature, mais il se divise en trois sortes pour former les principes des corps; ces trois sont les nitre, le tartre et le vitriol, tous les autres en sont composes.

Chiave della Natura – Da ogni cosa materiale si fa la cenere, dalla cenere si fa il sale, dal sale si separa l’acqua e il mercurio, dal mercurio si compone un elisir o una quintessenza; il corpo si mette in cenere per essere pulito delle sue parti combustibili, in sale per essere separato delle sue terrestrità, in acqua per marcire e putrefarsi, e in spirito per divenire quintessenza.

I Sali sono dunque le chiavi dell’arte e della natura; senza la loro conoscenza è impossibile imitarla nelle loro operazioni; occorre conoscere le loro simpatie e le loro antipatie con i metalli e tra di loro: non vi è propriamente che un sale di natura, ma si divide in tre tipi per formare i principi dei corpi; questi tre sono il nitro, il tartaro e il vetriolo, tutti gli altri ne sono composti.

E’ una bella descrizione della semplicità di Madre Natura e, per estensione, dell’Opera: la progressione corpo-cenere-sale-acqua e mercurio, e poi elisir, è perfetta e indica con precisione adamantina il percorso cui ogni artista è chiamato in Laboratorio. Grassot spiega anche quei semplici ‘perché’, che dovrebbero aprire molte riflessioni per ogni étudiant, utili quando si leggono trattati più complessi e famosi. Quanto all’affermazione su quel Sale unico di Natura, che è evidentemente assimilabile al Primum Ens dei Sali, di cui ho parlato in altro Post, è perentoria e indicativa del contenuto Sacrale dell’Opera, vero ostacolo ad ogni razionale comprensione umana. Che poi tutti i Sali siano composti di ‘quei’ tre Sali di cui si parla nel passo è cosa certamente vera, anche se consiglio di astenersi da qualunque conclusione troppo ovvia; sono i Principia che vengono indicati, non le forme.

Grassot si dedica anche, ovviamente, alla sua descrizione della Materia Prima, da lui chiamata Materia Primitiva; eccola:

…si vous voulez réussir, cherchez en son nom, et vous trouverez une matière, fille du Soleil et de la Lune, qui contient en elle les quatre Elements, ainsi que les trois règnes de la Nature par qui tout esiste. Cette matière n’a point de forme déterminée, sinon qu’elle est plate, verte, membraneuse, gélatineuse, sans racine, ni branche; en un mot, sa forme et sa manière de naitre, ainsi que son essence, lui fait donner le nom de Spermaterre, Flos Coeli ou Nostoc; en effet, elle ressemble à une sperme vert qui est répandue sur la terre en parcelle plus ou moins grande. Elle se trouve dans les terrains qui ne sont point cultivés et un peu humides et mousseux, et plus abondamment le long des chemins et des endroits pierreux et sablonneux, et près de montagnes; en un mot, elle se trouve partout.

…se volete riuscire, cercate nel suo nome [quello del ‘Grand Architect de l’Univers, auteur de la Nature’, dove è divertente pensare al ‘progettista dell’Uni-verso’, un ‘autore’ che direziona il verso della manifestazione], e troverete una materia figlia del Sole e della Luna, che contiene in sé i quattro elementi, oltre ai tre regni della Natura per cui tutto esiste. Questa materia non ha alcuna forma determinata, se non che essa è piatta, verde, membranosa, gelatinosa, senza radici, né rami; in una parola, la sua forma ed il suo modo di nascere, così come la sua essenza, le hanno fatto dare il nome di Spermaterre, Flos Coeli o Nostoc; in effetti, assomiglia ad uno sperma verde che è sparso sulla terra in particelle più o meno grandi. Essa si trova nei terreni che non sono affatto coltivati ed un po’ umidi e schiumeggianti, e più abbondantemente lungo i sentieri e nei luoghi pietrosi e sabbiosi, e vicino alle montagne; in una parola, essa si trova ovunque.

Paul Chacornac inserisce una nota sul Nostoc: “Il Nostoc è un’alga che appare sulla terra, dopo le piogge, sotto forma di una membrana trasparente, dispersa, pieghettata irregolarmente, gelatinosa, verdastra, racchiudente una moltitudine di piccoli filamenti simili a dei rosari, e di cui l’ultimo anello è ordinariamente più grande degli altri.

Fulcanelli e Canseliet hanno ben chiarito il perché si sia scelto, tra i tanti, il nome Nostoc per descrivere la Materia su cui operare, ma questo non ha impedito che molti vadano in giro per i prati dopo la pioggia alla ricerca dell’alga miracolosa! Segnalo che la parola ‘mousseux’ è tipica del vino, ad indicare le bollicine che i sudditi dell’Impero indicano per caratterizzare gli ‘sparkling wines’. Del resto, Grassot, nel più puro stile degli autori ermetici che si divertono a parlare a chi già sa, dice con chiarezza che questa materia benedetta è figlia del Sole e della Luna, che si trova in terreni mai coltivati, lungo luoghi ‘pietrosi’ e ‘sabbiosi’ e – se qualcuno non avesse ancora ben capito – vicino alle montagne !…

Non so chi fosse Louis Grassot, ma mi è decisamente simpatico!…c’è chi dice che il suo sia una pseudonimo, leggendo il suo nome come ot-Grass, cioè acqua-Grazia!…o anche acqua-grassa…et pourquoi-pas?

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