Archive for Pietra Filosofale

Eugène Canseliet / Un hommage …

Posted in Alchemy, Alchimia, Alchimie, Fulcanelli, Pietra Filosofale, Various Stuff with tags , , , , , , , on Thursday, January 2, 2020 by Captain NEMO

Ho pensato di offrire – in segno d’augurio – tre piccole interviste a Canseliet; sono sul Web da tempo, e le ho tradotte rapidamente per chi fosse interessato:

  1. Serge Hutin intervista Canseliet nel suo laboratorio, a Savignies, nel 1964, qui;
  2. Gilles Lapouge presenta un’intervista a Canseliet girata a casa sua, a Savignies, nel 1974, qui;
  3. Nicole Brisse intervista Canseliet sui colori delle Vetrate delle Cattedrali medioevali, nel 1980, qui.

Come per l’intervista più famosa, quella del 1978 per Radioscopie con Jacques Chancel, le ho poste in archivio nella Sezione ‘Pages‘ qui a destra.

Tutti coloro che in questi tempi si sono avvicinati all’Alchimia, hanno sicuramente letto i suoi libri ed i suoi numerosi articoli; al di là della solita ridda d’opinioni sul ‘più vecchio studente di Francia‘ abbiamo – tutti – un dolce debito con lui. E sono contento di dedicargli il primo post di questo 2020.

Auguri, a tutti!

The Alchemist’s CookBook – Oro in Umido, avec Metaux, mais pas Metaux…

Posted in Alchemy, Alchemy Texts, Alchimia, Alchimie, Pietra Filosofale, Various Stuff with tags , , , , , , on Tuesday, January 1, 2013 by Captain NEMO

Molti di coloro che cercano di capire ‘come si fa‘ cercano le ‘ricettine‘; ve ne sono centinaia e centinaia. Ma occorre studiare; meglio: ‘saper studiare‘, con un metodo molto diverso da quello con cui si studia un testo al solo scopo di tenere celebrate conferenze. Ma anche questa è un’Arte in via di estinzione…

Poi, occorre mettersi al forno: non vi può essere alcuna speranza di verificare se una ‘ricetta‘ sia buona o fasulla, senza metterla in opera.

Ma, anche questo, è considerato da tutti una cosa da farneticanti, da persone matte, addirittura non necessaria: (Scena I – Un uomo di fronte allo Specchio; dice: ‘…ma non diciamo scemenze…quell’Oro sono io, io sono il centro e lo scopo della creazione; in me ho già mercurio e zolfo‘. E si avvia verso la cucina…).

L’Alchimia pratica, fatta con le mani, fa paura. Bene. Qualcuno direbbe: ‘Meglio così…‘.

Dunque, come un jeux d’enfants, riporto un passo di Philalethe, tratto dalla Manuductio ad Rubinum Coelestem:

In verità per arrivare all’ultima parte dell’incarico da me assunto, non mancherò di mostrare con quali mezzi si possa ottenere questa nostra pietra; infatti non si deve ricercare fabbricata dalla Natura; ma deve essere composta con lavoro secondo arte & ingegno, tuttavia con l’aiuto e la prestazione d’opera della natura: come infatti è già stato abbondantemente dichiarato, la materia di questa pietra non deve essere cercata altrove che nei metalli; nondimeno tuttavia questi metalli non sono la nostra pietra, ciò che risulta facilissimo da capire: infatti, hanno una forma diversa diversa da quella della nostra pietra. Cionondimeno, non nego che la nostra medicina si debba estrarre da essi, ma per estrarla bisogna prima togliere necessariamente la forma del metallo, e ciò sotto la conservazione della specie, sebbene mediante distruzione di questo specifico individuo metallico. Infatti la specie metallica risiede & si conserva nello spirito, il quale spirito non risiede altro che nell’acqua omogenea al proprio genere: l’acqua è infatti la dimora dello spirito, che innanzitutto bisogna mantenere nella conservazione della specie. Quindi l’Oro deve essere obbligato a lasciare la sua forma, e questo in un’acqua omogenea al suo genere, nella quale acqua si conservi lo spirito dell’Oro, il quale successivamente ricondensa la sua Acqua, e induce dopo la putrefazione una nuova forma, migliaia di volte più perfetta della forma dell’Oro (che ha perso con la reincrudazione).” [la traduzione è a cura del buon Frate; dal canto mio, ho messo qualche virgola e qualche nastrino.]

Affermo che questo è tutto quel che serve per fare quel che si deve fare. Posto che ci si sia accorti di quel che si deve fare. Il passo di quell’incredibile autore che è Philalethe – mai studiato abbastanza. Sulle fonti! – è perfetto, completo, chiarissimo. Ma se non lo si mette in Opera, non si saprà mai qual’è la trappola in cui è obbligatorio cadere per vedere.

E siccome nessuno mai si abbasserà così tanto da metter le mani nella terra dei Filosofi, non resterà altro che leggere e interpretare. Così, la mente resta piena, ed il piatto si riempirà delle più belle pietanze, per sé e per gli Hospites. Poi, terminata la lettura, si ripone il testo e si può tornare a vivere secondo diletto.

Intanto…è passato un treno che non era da perdere !?

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