Archive for Natale

Natale, 2018

Posted in Uncategorized, Various Stuff with tags , , on Monday, December 24, 2018 by Captain NEMO

Felice ed allegro Natale, nella speranza che la bontà e la gentilezza non siano solo offerte in questi giorni! …

Deck the Halls

O Come, All Ye Faithful

Natale 2017: “…End?… And beyond, the far green country, …

Posted in Alchemy, Alchimia, Alchimie, Philosophia Naturalis, Various Stuff with tags , , , , , , , , , , , on Friday, December 22, 2017 by Captain NEMO

Hogmanay: oggi, il ciclo di luce&tenebra apparente si inverte; ma è Lux – in continuum – la sorgente di ogni manifestazione. Alchimia 1, le basi.

Da millenni, ci ripetiamo angosciati che “…tutto è perduto, non vedi che è tutti-contro-tutti?“. Comoda stolidità di chi ha distolto lo sguardo dalla Natura per coltivare il possesso ed il controllo del proprio orticello. La solita commedia, vecchia-vecchia.

Non c’è fine, mai … e  – – c’è molto altro, da fare.

Pippin: “I didn’t think it would end this way.” Gandalf: “End? No, the journey doesn’t end here. Death is just another path. One that we all must take…The gray rain curtain of this world rolls back, and all turns to silver glass. And then you see it.” Pippin: “What, Gandalf? See what?” Gandalf: “White shores. And beyond, the far green country, under a swift sunrise.” Pippin: “Well, that isn’t so bad.” Gandalf: “No. No, it isn’t.

Sul palco della medesima commedia, in questo  peculiare giorno di rivoluzione ci si augura sempre un Buon Natale, ma nulla – mai – cambia veramente: … perché esser buoni solo a Natale?

Così, val meglio forse il consiglio del Cappelaio Matto per i prossimi 364 giorni, ammantati di Lux: serenità, pace vera, uguaglianza, comunanza, fratellanza. E la Joie! … tanta!

Buon Non-Natale a voi tutti!

… nessuna buona azione resta impunita!

Sereno Natale …! God rest ye merry gentlemen.

Posted in Alchemy, Alchimia, Alchimie, Various Stuff with tags , , , , , , on Saturday, December 24, 2016 by Captain NEMO

Dies Natali: qualunque sia la fede, il credo, il sentimento, auguro a tutti di viverlo – anche solo per un attimo, raccolti – come una riflessione leggera dell’animus, ricordando il senso della Tradizione antica. Ed unica. Liberi, per una volta, dalla prigione pesante che ognuno veste a suo modo, ritenendo di essere ‘libero’.

It’s better to light a Candle,
than curse the darkness

Natale, 2015…

Posted in Alchemy, Alchimia, Alchimie, Various Stuff with tags , , , , , on Thursday, December 24, 2015 by Captain NEMO

Capita talvolta di dimenticare il senso del Mistero legato al Natale: e credo, con rispetto parlando, che vada ben oltre l’aspetto Religioso. Quelli che noi chiamiamo “Miracoli” … avvengono sempre, forse per ricordare a noi piccoli granelli di sabbia quanto sia grande il mare delle possibilità.

Solida Fratellanza, tanta Serenità e dolce Allegria siano i compagni di queste Feste, e dell’intero 2016:

…che Luce sia con noi tutti. Sempre.

Nos Galan, per danzare assieme…

Posted in Various Stuff with tags , , , , , , on Sunday, January 4, 2015 by Captain NEMO

Ho un ricordo nel cuore di qualche passeggiata nell’inverno natalizio Scozzese, quando il vento gelido taglia la faccia, con la neve abbagliante che copriva con una coperta bianca il rosso autunnale dell’erica: da qualche parte, da qualche angolo, da qualche casa o bottega, emergeva una melodia dolce ed allegra, che accompagnava il rumore degli scarponi nella neve; Nos Galan viaggiava nel vento, e ancora oggi le sue note danzano dentro, naturalmente a Natale. Il vecchio canto – ma è una Carol, cioé una Carola – è antico, pare risalga a prima del ‘600. Oggi, il ritornello ‘Fa la la la la, la la la la‘ è conosciuto in tutto il mondo AngloSassone come Deck the Hall, ed il vecchio testo tradizionale è stato adattato allo spirito del Natale moderno. Ecco Nos Galan in Gaelico (Gallese), seguito dall’Inglese Deck the Hall:

Il testo si traduce più o meno così:

Freddo è l’uomo che non ama
Fa la la la la, la la la la,
le vecchie montagne dell’amato Galles,
Fa la la la la, la la la la,
a lui ed ai suoi più caldi amici
Fa la la la la, la la la la,
una festa gioiosa il prossimo anno,
Fa la la la la, la la la la,

Agghiaccianti sono i conti
Fa la la la la, la la la la,
che arrivano durante le Vacanze,
Fa la la la la, la la la la,
Ascolta la lezione in un verso:
Fa la la la la, la la la la,
non spender mai più di quel che guadagni,
Fa la la la la, la la la la,

Fredda è la neve sul Monte Snowdon,
Fa la la la la, la la la la,
anche se sulla cima c’è una coperta di lana.
Fa la la la la, la la la la,
fredde sono le persone che non si preoccupano
Fa la la la la, la la la la,
di incontrarsi assieme alla Vigilia dell’Anno Nuovo,
Fa la la la la, la la la la.

Per chi vuole seguire lo spartito, ecco un gioioso arrangiamentodi Deck the Hall  di John Rutter:

In origine, la Carola veniva danzata attorno al fuoco a YuleTide (il Solstizio d’Inverno), e nel mondo Celtico segnava il momento di massima festa perché l’ autre monde era in quei giorni spazialmente più a portata di mano: si bruciava il tronco di quercia, si compivano sacrifici e si festeggiava l’inversione del percorso della Luce; dal culmine della tenebra, dal cuore dell’inverno rappresentato dal ceppo di quercia, si poteva ora risalire verso la Primavera…dal rosso dell’erica coperto dal bianco della neve sarebbe nato il verde dei prati; la neve delle montagne sarebbe diventata l’acqua cristallina degli streams e dei brooks

Nos Galan – oggi Deck the Hall – è una di quelle melodie così semplici che ti entrano dentro come il bianco della neve nel bosco, una melodia per bambini, che evoca l’allegria e lo spirito di compagnonaggio perduto: oggi non danziamo più davanti al fuoco dell’Inverno, non ci prendiamo per mano allegri e felici, sul serio.

Più che ai regali ed ai banchetti, la festa antica era quella della rinascita della Luce, e questo faceva ‘Fratelli‘ tutti gli uomini del villaggio. Vecchie tradizioni…

Una danza davanti al Fuoco, stretti per mano, felici di riveder la Luce nascosta brillare – come le ‘monachine‘ – nel ceppo di Yule, il vecchio Odino/Wotan.

Ecco, per concludere, una versione strumentale Irlandese: dopo l’inizio tradizionale, a metà assume il tempo e la movenza di una tipica danza Celtica; anzi, quasi una Taranta

Buon Anno ancora, un po’ Celtico stavolta…!

Venite, adoremus Dominum

Posted in Alchemy, Alchimia, Alchimie, Various Stuff with tags , , , on Tuesday, December 24, 2013 by Captain NEMO

Come ogni anno, è Natale

…e ogni anno, la mattina della vigilia, mi emoziono come un bimbo nel ricordare il mio babbo che mi portava per mano ad ascoltare i Canti di Natale.

E anche quest’anno – dopo tanto tempo – ancora mi scorrono lacrime nell’ascoltare un inno tra i più dolci, che ti aprono il cuore, nel cantare rapito le bellissime parole latine di Wade.

Vi auguro, di cuore, di ricordare che sempre siamo tutti semplici fratelli in cammino; non solo il giono di Natale.

E ancora, ascoltando e cantando, mi capita di pensare: se solo fossimo mai riusciti su Terra a comprendere quel che tutti siamo chiamati a vivere.

Che la pace, la gioia, la fratellanza semplice dei pellegrini in cerca riempia il vostro cuore lungo tutto l’anno a venire.

Natum, videte Regem angelorum

Deum de Deo, lumen de lumine,
gestant puellae viscera.
Deum verum, genitum non factum

Sempre di buon cuore,…Buon Natale!

Captain NEMO

Le Voyage d’Eugène Canseliet…and the Gulliver’s Travels.

Posted in Alchemy, Alchemy Texts, Alchimia, Alchimie, Various Stuff with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on Sunday, December 16, 2012 by Captain NEMO

Amo rileggere i libri che mi sono piaciuti, perché il passare del tempo apre spazi nuovi e inaspettati; tanto più quando si pensa di aver già ricavato il massimo da un’opera. In effetti – e forse è un piccolo miracolo – un libro, quando si ‘accorge‘ di essere ripreso in mano, si adopera per produrre un nuovo succo, una nuova piccola linfa: potrei dire che ai buoni libri piace essere studiati di nuovo.

Ho riletto ultimamente un libro di Eugène Canseliet, probabilmente tra i meno noti e famosi, e che viene generalmente menzionato dagli studiosi come un saggio sulla Cabala Fonetica: L’hermétisme dans la vie de Swift et dans ses voyages. Si tratta in origine di un articolo apparso nel n° 344 dei Chaiers du Sud, nel 1957: senza dubbio si tratta di un testo magnifico in cui il buon Maitre de Savignies propone alcune mirabili interpretazioni fonetiche su alcuni termini tratti dal bellissimo I Viaggi di Gulliver, di Jonathan Swift. Canseliet riprenderà più tardi questo tema nel capitolo ‘Langage et Cabale hermétiques‘ del suo preziosissimo L’Alchimie Expliquée sur ses Textes Classiques. E l’articolo originale verrà ristampato nel 1983 con una serie di illustrazioni da parte di Jorge Camacho (1934-2011), nella collana Hermés, edito da Fata Morgana (e nel 1998, nella sua ‘edition definitive‘), qui.

Jorge Camacho

Il libro merita, a mio avviso, un posto d’onore sugli scaffali di ogni studente d’Alchimia. Canseliet si prodiga in un crescendo di allusioni e calembours, alla sua maniera: non farò un esame dei tanti passaggi che meriterebbero ognuno un Post, ma credo possa essere di una qualche utilità accennare a due aspetti che mi hanno colpito nel corso di quest’ultima rilettura.

Il primo: chi ne conosce l’opera infaticabile di divulgazione, sa che Eugène Canseliet ha vissuto una vita dedicata alla Dama; studiando i suoi testi, qualcuno avrà forse delineato lo sviluppo del percorso filosofico e operativo di un uomo che ha camminato con amore, con tenacia, con passione totale, lungo i sentieri più noti e nascosti dell’Alchimia antica: il più vecchio étudiant di Francia, come amava definirsi, ha iniziato in giovane età la propria ricerca ed ha lasciato questo mondo nel 1982; ogni volta che si parla di questo nobilissimo alchimista, pare che nessuno riesca ad evitare il ‘commentino‘ finale, che si può riassumere nella frasetta ‘è stato un grande, ma…nonostante tutto, non è riuscito a raggiungere la Pietra Filosofale…‘.

Non starò qui a spiegare perché sono convinto che il tagliente e trito ‘commentino‘ sia non solo un tantinello acido e banale, ma persino risibile; dobbiamo a Canseliet ogni rispetto ed ogni lode, e per l’aiuto amorevole e per la profondità del suo insegnamento. Ma, a mio avviso, c’è molto altro. La storia alchemica vissuta da Canseliet è un esempio straordinario per ogni studente, e ritengo – per di più – che pochi abbiano veramente percepito il senso delle sue riflessioni alchemiche, specialmente quelle legate ai suoi ultimi anni. Anche soltanto leggendo l’evoluzione filosofica – e di conseguenza operativa – compiuta da Canseliet, qualcuno si sarà reso conto che Canseliet ha sperimentato tutto l’arco del cammino di laboratorio. Nell’intervista rilasciata a J. Chancel (qui), nel 1978, il Maestro ‘confessa‘ di non aver ancora raggiunto il Donum Dei, ma di sperare sempre di poterlo raggiungere. Certo, il suo cuore doveva essere ricolmo di emozioni di ogni tipo: ma ritengo – ed è beninteso una mia personale opinione – che qualcosa di unico sia poi accaduto; qualcosa di risolutivo e capitale, che ha portato quell’uomo straordinario a ripercorrere la propria strada operativa, fino a ritrovare ciò che cercava. Non ho dati, né certezze su quando questo evento sia potuto accadere; ma forse – ed è il motivo di questo mio Post di oggi – molte tracce erano nell’aria di alcuni suoi passaggi precedenti, mirati – all’epoca della loro scrittura – a quanto allora sperimentato. Filosofia & Pratica costituiscono un luogo di continua evoluzione, e capita talvolta di vivere una rivoluzione.

Eugène Canseliet

Come in una favola, amo immaginare che forse lo stesso Canseliet abbia potuto rileggere le sue stesse parole di un tempo, e scoprire la possibilità di un nuovo significato di ciò che aveva già scritto. Avrà sobbalzato, sorriso, imprecato?…Non lo so, ma immagino che un’intuizione lo abbia riportato nel proprio amatissimo laboratorio. Chissà…

Il secondo: il libro è uscito nel 1983, un anno dopo la sua partenza per il Pardesh dei Maestri. E contiene una serie di illustrazioni di Camacho, un artista prolifico e dai molti interessi, appartenente alla scuola surrealista; partito dalla nativa Cuba, Camacho conobbe Breton a Parigi nel 1959, e in seguito Canseliet. Il suo interesse per l’Alchimia è notevole, visto le opere che pubblica più tardi (ringrazio l’amico Archer per il suo bel Post su Camacho, qui). L’estroso pittore conserva un ricordo affettuosissimo per Canseliet (qui, una sua intervista), che gli farà da prefatore per L’Héraldique Alchimique Nouvelle (1978). Ebbene, per ritornare ad res, le sue illustrazioni sono non soltanto belle, ma rivelano una curiosa e sottile ‘ri-cor-danza & con-cor-danza‘, tanto per giocare un po’ con le parole. Senza dubbio, Camacho sarà stato ispirato dal Maestro, ma – a mio avviso – alcune immagini sono sorprendentemete ‘parlanti‘, e non soltanto allusive. In ogni caso, pur mute, valgono la riflessione del lettore. Eccone alcune:

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Dal bel libro di Canseliet traggo un paio di passaggi che illustrano bene i giochi Cabalistici dei poveri Foux:

L’important est d’avoir connaissance de l’agent essentiel, générateur des phénomènes naturels que chante généreusement le Romanz de la Rose.

Où l’art d’Amors est toute enclose.

De Cyrano Bergerac avait cherché ce moteur dans la rosée, tandis que le vieil Hélie, qu’il rencontre sur la Lune, lui confie qu’il le tira de l’aimant ‘purgé, précipité et dissous’. Ce meme minéral, sans doute, que dépeignit Eyrenée Philalèthe, un demi-siècle avant que le Doyen de Saint-Patrick le choisit à son tour pour son ile volante…l’ile volante ou flottante qui reste le domaine du Roi de Laputa, est exactement circulaire, – is exactly circular, – et elle est un plateau de diamant uni et régulier, – is one even regular plate of adamant. Ce disque monte, descend et se déplace par le moyen de l’aimant naturel, – by means of the loadstone, – abrité au centre de l’ile, sous un grand dome qui est par conséquent appelé Flandona Gagnole, ou la Cave des Astronomes, selon que Jonathan explique son jeu de langage, cette fois d’une naiveté tellement bouffonne, nonobstant la constance dans l’esprit philosophique, que nous préférons en réserver l’amusante solution.

Mia rapida traduzione:

L’importante è conoscere l’agente essenziale, generatore dei fenomeni naturali che canta generosamente il Romanz de la Rose.

Où l’art d’Amors est toute enclose.

De Cyrano Bergerac aveva cercato questo motore nella rugiada, fin quando il vecchio Elia, che incontra sulla Luna, gli confida che lo estrae dall’aimant ‘purgato, precipitato e dissolto’. Questo stesso minerale, senza dubbio, che descrive Eireneo Philalethe, mezzo secolo prima che il Decano di Saint-Patrick lo scegliesse a sua volta per la sua isola volante…l’isola volante o galleggiante che resta il dominio del Re di Laputa, è esattamente circolare, – is exactly circular, – ed è un piatto di diamante unito e regolare, – is one even regular plate of adamant. Questo disco sale, scende e si muove per mezzo dell’aimant naturale, – by means of the loadstone, – protetto nel centro dell’isola, sotto una grande cupola che è di conseguenza chiamata Flandona Gagnole, o la Grotta degli Astronomi, come Jonathan spiega il suo gioco di parole, questa volta di una naiveté talmente buffona, nonostante la consistenza nello spirito filosofico, che preferiamo riservarne la divertente soluzione.

E ancora:

Citons encore, d’une très savante Introduction à la Vraie Physique, traduite et imprimée dans l’Isle des Sages, en 1760, ces quelques lignes en si troublant rapport avec la description du satellite Laputien:

‘Je décrirai en deux mots, autant qu’il est permis, le siège principal, le plus certain et le plus spécifique du Sel de nature.

Il est dans le Règne du Milieu. Je l’appelle une Caverne au séjour de tristesse et de joie. L’habitant de cette demeure l’appelle son Aimant, son Chaos, son Hyle ou premier Etre

Mia rapida traduzione:

Citiamo ancora, da una sapientissima Introduction à la Vraie Physique, tradotta e stampata nell’Isola dei Saggi, nel 1760, queste poche linee in relazione così stupefacente con la descrizione del satellite Laputiano:

‘Descriverò in due parole, per quanto è permesso, il luogo principale, il più certo e il più specifico del Sal di natura.

E’ nel Regno di Mezzo. Lo chiamo una Caverna dove soggiorna tristezza e gioia. L’abitante di questa dimora lo chiama il suo Aimant, il suo Chaos, il suo Hyle o primo Essere

Il buon Maitre de Savignies cita qui un testo quasi sconosciuto ai più, sul quale – quando lessi il libro la prima volta – non potei fare alcuna ricerca. Oggi, l’ho ritrovato: si tratta dell’ INTROITUS in veram atque Inauditam PHYSICAM, Epistola ex India Orientali in Europam ad Celeberrimam Sacri Romani Imperii Academiam Naturae Curiosorum transmissa, apertus (Heidelberg, 1680); l’autore è una tale Johannis Ottones Helbigius, Filosofo & Dottore in Medicina, della Turingia. Il passo in questione recita:

Digito tamen os comprimens paucis praecipuam, proximam, & specificam SALIS NATURAE sedem, quod licet, penna indicabo.

Haec est in regno medio; nomino illam SPELUNCAM, DOMUM TRISTITIAE & LAETITIAE. Incola suus magnes, Chaos, ac Hyle audit, tantaque SALIS NATURAE fertilitate, quanta nullum in toto mundo corpus, gaudet

Lascio agli appassionati la facile traduzione, non tralasciando, però, di sottolineare che Helbigius (cioé il Barone Johann Otto von Hellwig) era un dotto medico che scrisse alcuni trattatelli medico-alchemico-spagirici; ma il testo in questione è degno di un certo interesse, se non altro perché – curiosamente – è indirizzato alla Fratellanza Rosacroce, trattando – con il linguaggio ed il tono enfatico dell’epoca – di una cosa ‘surreale’ da lui chiamata ‘TESSA‘, che possiederebbe una ‘Vis Aliena‘!…Per chi fosse interessato a consultarlo, il testo è OnLine qui.

Sia come sia, ho riscoperto un testo che avevo letto come un essay sulla famosa Cabala Fonetica; vi ho trovato, oggi, anche altro. Ogni pellegrino sa che prima o poi, ritroverà le proprie orme. E talvolta le orme sono sovrapposte, mescolate, a quelle di altri pellegrini. C’è da sorridere sempre, perché la Tristitia & la Laetitia sono i segni della stessa Luce che tutti cerchiamo, da sempre ben nascosta nella Caverna: lo spirito vive nel cuore intimo della materia. A questo proposito, Canseliet ricorda che Cristo non è affatto nato in una stalla, ma in un ‘luogo sotterraneo‘. Questo, per quanto possa suonare singolare per molti, è il magnifico Mysterium del Natale.

Auguro a tutti, dunque, di ri-trovare Natale, sentendo nel cuore il richiamo del merveilleux; la Cabale è un mezzo per l’appunto meraviglioso per rompere gli schemi della logica, pur essendo certo un gioco. Ed è lo stesso Canseliet che ricorda una frase tratta dall’Amphitheatrum Sapientiae Aeternae:

Fons est illimis SOPHIAE: DIVINA CABALA.

Quamque tenent MAGI, redolentes thura Sabaei.

Cuique dedit VIRIDE, & tacitum SAL fusile nomen

Auguri di un sereno e dolce Natale !!!

Natale

Posted in Alchemy, Alchimia, Alchimie, Various Stuff with tags , , , , , on Thursday, December 22, 2011 by Captain NEMO

Arriva la notte più dolce di ogni anno: si dice che è Natale e stringe il cuore il ricordo incantato della piccola processione familiare che improvvisamente si snodava lungo le stanze di casa, cantando tutti assieme – con qualche lacrima, mano nella mano, una candela nella mano di mio fratello più piccolo – Tu scendi dalle Stelle; a mezzanotte, qualunque cosa si stesse facendo, mio padre guidava i nostri passi verso il presepe, dove – sotto la Stella – si posava il Bambino Divino sulla greppia, tra Maria adorante ed il forte Giuseppe, attorniati dal bue e l’asinello: sopra, appuntati con uno spillo, due Angioletti proclamavano la Gioia del miracolo del mondo, il ‘Gloria in Excelsis“.

Oggi, mi manca molto tutto questo e spero tanto che si possano ancora percorrere – magari separati, ma pur sempre assieme – quei pochi semplici passi da bambini, in cammino verso la meraviglia, lo stupore, affidandosi a quell’ineffabile e continuo miracolo, sentimenti sentiti e donati dal dentro, dall’interno luminoso di ogni animo: lo Spirito Divino, che gli alchimisti hanno sempre chiamato Spirito Universale, scende su questo nostro mondo, sempre povero e sempre smarrito, in un atto d’Amore che sempre dimentichiamo, e che mai viene percepito nella sua presenza straordinaria.

Eppure, pur conoscendo nei minimi dettagli la storia del Natale, nessuno pensa che il senso che aleggia in questo racconto sia lo stesso che rende possibile e tangibile l’Opera del Filosofo della Natura, alla ricerca del Mistero della Madre. Un miracolo, quello del Natale, cui si crede per mille ragioni; ma se si parla di quello dell’Alchimia, lo scetticismo, subito, impedisce di acconsentire a quel ‘crede mihi‘ che talvolta emerge in qualche testo antico dell’Arte.

Ma il miracolo più incomprensibile, pur verissimo e perenne, avviene nove mesi prima, quando l’Angelo Gabriele rassicura la Vergine con queste parole:

…et respondens angelus dixit ei Spiritus Sanctus superveniet in te et virtus Altissimi obumbrabit tibi ideoque et quod nascetur sanctum vocabitur Filius Dei.

Beato Angelico - Annunciazione, ca. 1430 - Madrid, Museo del Prado

Beato Angelico - Annunciazione, ca. 1430 - Madrid, Museo del Prado

Sembra ormai una cosa trascurabile, eppure quelle parole – superveniet e obumbrabit – sono forse il punto più alto e più semplice; è un intervento Celeste, segnato dal Divino, che proviene dall’esterno di questo mondo, ciò che rende possibile la nascita: e tale nascita, quella nascita, è per questa ragione l’unica vera chiave per liberarsi dalla prigione.

E tutti sappiamo come, a Natale, sia importante ‘essere buoni’. Ma, in realtà, occorre esserlo sempre, senza mai attendersi per forza una ricompensa. Altrimenti, che senso avrebbe cantare “Tu scendi dalle Stelle?

Auguro a tutti di vivere un dolce Natale,

pieno di serenità e Amore…senza dimenticare il Cielo, nostra provenienza e nostra destinazione.

Merry Christmas !

Posted in Various Stuff with tags , , , , , on Saturday, December 25, 2010 by Captain NEMO

Oggi è Natale.

Che tutti possano ritrovare il Suono e la Luce dell’inizio.

Oíche Chiún

Oíche chiúin, oíche Mhic Dé,
Cách ‘na suan dís araon,
Dís is dílse ‘faire le spéis
Naoín beag gnaoigheal
ceananntais caomh.

Críost, ‘na chodhladh go séimh.
Críost, ‘na chodhladh go séimh.

Oíche chiúin, oíche Mhic Dé,
Aoirí ar dtús chuala ‘n scéal;
Allelúia aingeal ag glaoch.
Cantain suairc i ngar is i gcéin.

Críost an Slánaitheoir Féin,
Críost an Slánaitheoir Féin.

Oíche chiúin, oíche Mhic Dé,
Cách ‘na suan dís araon,
Dís is dílse ‘faire le spéis
Naoín beag gnaoigheal
ceananntais caomh.

Críost, ‘na chodhladh go séimh.
Críost, ‘na chodhladh go séimh.

Silent Night

Silent night, night of God’s son,
Soundly in slumber, the pair together,
The pair and love, watching with affection
The small bright beautiful child,
darling little one.

Christ, calmly asleep.
Christ, calmly asleep.

Silent night, night of God’s son,
Shepherds first heard the tale;
The angels crying out Alleluia.
Lovely chanting near and far.

Christ, the saviour himself,
Christ, the saviour himself.

Silent night, night of God’s son,
Soundly in slumber, the pair together,
The pair and love, watching with affection
The small bright beautiful child,
darling little one.

Christ, calmly asleep.
Christ, calmly asleep.

Fate tesoro del Silenzio:

la dolcezza alberga nel cuore della nostra purezza.

Adeste Fideles

Posted in Alchemy, Various Stuff with tags , , , , , , on Friday, December 25, 2009 by Captain NEMO

Oggi, oggi, oggi…è Dies Natalis!

'Natività' - Ghirlandaio, 1485

'Natività' - Ghirlandaio, 1485

Sin da bambino questa melodia mi colpiva: non saprei dire esattamente perché, ma era un canto quasi angelico, forse mi immaginavo l’Angelo che annunicava la nascita del Piccolo Re, ed esortava gli uomini, ignari, all’adorazione . Poi, più grande, ho scoperto il testo, e la meraviglia, la dolcezza, lo stupore si sono sommati.

Adeste Fideles è un’emozione antica, ispirata, e che muove il Cuore, al di là di ogni credo o non credo religioso. Sembra sia opera di John Francis Wade, composta attorno alla metà del XVII secolo…la storia è come sempre appassionante: i curiosi troveranno qui una possibile pista storica (con gli spartiti dell’epoca), che sembrerebbe legata – e qui il mio stupore è aumentato ancora – all’ambiente Giacobita che ruotava attorno a Bonnie Prince Charlie.

James Francis Edward Stuart, Bonnie Prince Charlie

James Francis Edward Stuart, Bonnie Prince Charlie

Il Prof. Bennett Zon, a capo del Dipartimento di Musica della Durham University, sostiene – addirittura – che il testo nascondesse una facile cabala fonetica: una sorta di inno per chiamare a raccolta gli Scoti ‘fideles‘ attorno allo Young Pretender (qui, un articolo della BBC con all’interno un audio del Prof. Bennett), dove il Regem Angelorum diventa il Regem Anglorum…!

Sia come sia – e gli Stuart erano molto legati all’Antica Tradizione, alla Prisca Sapientia di cui poi si innamorò Sir Isaac Newton – ecco qui una versione molto bella, interpretata da Andrea Bocelli:

Adeste fideles læti triumphantes
Venite venite in Bethlem.
Natum videte Regem Angelorum,
Venite adoremus, venite adoremus,
Venite adoremus Dominum.
En grege relicto, humiles ad cunas,
Vocati pastores adproperant:
Et nos ovanti gradu festinemus,
Venite adoremus, venite adoremus,
Venite adoremus Dominum.
Æterni Parentis splendorem æternum,
Velatum sub carne videbimus:
Deum infantem, pannis involutum:
Venite adoremus, venite adoremus,
Venite adoremus Dominum.
Pro nobis egenum et foeno cubantem,
Piis faveamus amplixibus:
Sic nos amantem, quis non redamaret?
Venite adoremus, venite adoremus,
Venite adoremus Dominum.
Ergo qui natus die hodierna,
Jesu, tibi sit gloria,
Patris æterni, Verbum caro Factum est.
Venite adoremus, venite adoremus,
Venite adoremus Dominum.

Pare che vi siano state diverse mani che si sono susseguite nell’elaborazione del testo, che potrà quantomeno incuriosire l’appassionato dell’Arte; vi sarebbe anche un’altra strofa, di chiaro stampo Biblico e probabilmente destinata alla celebrazione dell’Epifania, ma anch’essa intrigante:

Stella duce, Magi Christum adorantes,
aurum, thus, et myrrham dant munera.
Jesu infanti corda praebemus:
venite, adoremus Dominum.

Un’interpretazione come al solito eretica potrebbe essere la seguente:

Siate presenti, ‘fedeli’, lieti e trionfanti venite, venite, alla Casa della Pietra, ammirate il nato Re degli Angeli.
Ecco, lasciato il gregge,  si avvicinano all’umile nido i pastori ‘chiamati’, e noi ci affrettiamo pian piano esultanti. Vedremo l’eterno splendore dell’ origine eterna nascosto dentro il corpo, il Dio Infante oscurato nei cenci.

Lascio a chi vuole ogni possibile riflessione sul versante alchemico di questo canto emozionante: è Natale, ed oggi ognuno si raccoglie nella propria famiglia. Talvolta anche un semplice canto fa venire qualche lacrima agli occhi…!

Oíche chiúin…Buon Natale !

Posted in Alchemy, Alchemy Texts, Various Stuff with tags , , , , , , , , on Tuesday, December 22, 2009 by Captain NEMO

Tra poco sarà di nuovo Natale, e tutti ci sentiremo più buoni. Sarebbe davvero più bello che tutti riuscissimo a vivere sempre, ogni giorno dell’anno, questa bontà d’animo. Mi è sempre parso un po’ strano che – finite le Feste – tutti improvvisamente ritorniamo a perdere il contatto con i buoni sentimenti: l’amore, la pace, la tolleranza, la dolcezza, la serenità, la sincerità, la fratellanza, l’innocenza…dieci giorni di ‘bontà’, e poi si getta via tutto. Per questo ho sempre trovato il ‘Buon Non-Compleanno‘ del Cappellaio Matto un augurio molto più veritiero delle solite usanze.

Comunque il ricordo del Natale è legato all’atmosfera che si viveva in famiglia, leggera e magica. E silente, prima dell’arrivo dei regali…e nel Nord Europa, forse perchè il clima è più freddo, e la neve una compagna deliziosa,(“…ah, les neiges d’antan!“, diceva un amico) e la Natura rurale più densa, la Tradizione natalizia è antica quanto quella nostra. Enya, irlandese di nascita ed appartenenza, mi ha sempre colpito per la qualità della voce, capace di evocare nell’animo piccoli movimenti antichi e soffusi, dolci. Qui vi propongo un pezzo che trovo meraviglioso, un classico: Silent Night, che in Gaelico è Oíche Chiún. Provate a lasciarvi andare al suono di una lingua per noi sconosciuta, ma la cui armonia, la cui bellezza, la cui vibrazione parla al Cuore…

Oíche chiúin, oíche Mhic Dé,
Cách ‘na suan dís araon,
Dís is dílse ‘faire le spies
Naoín beag gnaoigheal
ceananntais caomh
Críost, ‘na chodhladh go séimh.
Críost, ‘na chodhladh go séimh.
Oíche chiúin, oíche Mhic Dé,
Aoirí ar dtús chuala ‘n scéal;
Allelúia aingeal ag glaoch
Cantain suairc i ngar is i gcéin
Críost an Slánaitheoir Féin.
Críost an Slánaitheoir Féin.
Oíche chiúin, oíche Mhic Dé,
Cách ‘na suan dís araon,
Dís is dílse ‘faire le spies
Naoín beag gnaoigheal
ceananntais caomh
Críost, ‘na chodhladh go séimh.
Críost, ‘na chodhladh go séimh.
Silent night, night of God’s son.
Soundly in slumber, the pair together
The pair and love, watching with affection
The small bright beautiful child,
darling little one
Christ, calmly asleep.
Christ, calmly asleep.
Silent night, night of God’s son
Shepherds first heard the tale
The angels crying out Alleluia.
Lovely chanting near and far.]
Christ, the saviour himself.
Christ, the saviour himself.
Silent night, night of God’s son.
Soundly in slumber, the pair together
The pair and love, watching with affection
The small bright beautiful child,
darling little one
Christ, calmly asleep.
Christ, calmly asleep.

Mentre ascoltatiamo questa melodia struggente, proviamo a ritornare a ‘Casa’, al senso profondo dell’evento che si celebra. Una Vergine, un miracolo, un Bimbo, una Stella. Tutti gli Innamorati della Gran Dama conoscono bene il perfetto parallelismo dei Simboli del Natale e dell’Arte: per questo vi ripropongo un piccolo passo di Fulcanelli, in cui il Maestro si lascia andare ad una delle sue straordinarie letture a doppio senso; l’ho ritrovata, trascritta a mano,  sul primo foglio del mio primo quaderno d’appunti:

“Prosternez-vous, mages de l’Orient, et vous, docteurs de la Loi ; courbez le front, princes souverains des Perses, des Arabes et de l’Inde ! Regardez, adorez et taisez-vous, car vous ne sauriez comprendre. C’est là l’OEuvre divin, surnaturel, ineffable, dont jamais aucun mortel ne pénétrera le mystère. Au firmament nocturne, silencieux et profond, brille une seule étoile, astre immense, resplendissant, composé de toutes les étoiles célestes, votre guide lumineux et le flambeau de l’universelle Sagesse. Voyez : la Vierge et Jésus reposent calmes et sereins, sous le palmier d’Egypte. Un nouveau soleil irradie au centre du berceau d’osier, corbeille mystique que portaient jadis les cystophores de Bacchus, les prêtresses d’Isis ; nouveau soleil qui est aussi l’Ichtus des Catacombes chrétiennes. L’antique prophétie s’est enfin réalisée. O miracle ! Dieu, maître de l’Univers, s’incarne pour le salut du monde et naît, sur la terre des hommes, sous la forme frêle d’un tout petit enfant.”

(Fulcanelli, Les Deméures Philosophales, Tome I, p. 469 – J.J. Pauvert)

Con questa magica Oíche chiúin…Auguro a tutti un sereno, dolce, forte, vivo, sentimento di Felice Natale…!

Perchè sia sempre

Natale !

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