Archive for Introitus Apertus ad Occlusum Regis Palatium

Alchimia, ovvero della Philosophia Naturale e della Physica… – 1

Posted in Alchemy, Alchemy Texts, Alchimia, Alchimie, Fulcanelli with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on Monday, October 24, 2016 by Captain NEMO

Piccolo prologo:

Ora, lege, lege, lege, relege, labora et invenies

La pratica – ripeto: pratica – alchemica prevede obbligatoriamente lo studio profondo dei testi; i quali, pur talvolta poco comprensibili, costituiscono l’asse di fondazione di qualsiasi sperimentazione di laboratorio. Inoltre, come è noto, il risultato della sperimentazione del laboratorio alchemico obbliga il Cercatore onesto a ritornare sui testi migliori e confrontare/ri-trovare il risultato ottenuto – sia esso parziale o finale – con la solida teoria alchemica, racchiusa solo in quei testi migliori. Senza l’elaborazione di un modello teorico serio e canonico la sperimentazione in un laboratorio alchemico porta a risultati che paiono mirabili e/o canonici, ma che sono totalmente avulsi dalla unica verità indicata con chiarezza estrema dalla Scienza e dall’Arte alchemica. Non è un caso fortuito o altro che possa condurre l’essere umano verso la Conoscenza, ma unicamente lo studio tenace e umile, l’apprendere le basi della Philosophia Naturale prima sui testi e poi nel Laboratorio, e l’impegno solido nel processo del Conoscere studiando e praticando. Questo è il cambiamento – imprescindibile – del famoso ‘mantello gettato alle ortiche‘ da Fulcanelli, Scienziato ed Artista a tutto tondo.

Indipendentemente dal giudizio, o dal pre-giudizio, o dal pre-concetto della mente umana, che ignora la realtà vera ma “Coelata” dell’Alchimia, è bene chiarire che il cuore della Scienza e dell’Arte è stato, è, e sarà la CONOSCENZA, esatta, descritta come φυσικὰ καὶ μυστικά dagli antichi, molti secoli dopo studiata e rinnovellata da Sir Isaac Newton come Prisca Sapientia. Tale Conoscenza deriva precisamente dallo studio incessante dei testi migliori e dalla pratica ugualmente incessante del laboratorio alchemico (il quale, ça-va-sans-dire, nulla ha a che fare con quello chimico o fisico): questa possibilità – ovviamente di difficile accettazione per l’ignorante o il pigro o l’arrogante – giace perenne nel cuore della Natura, che la offre liberamente ad ogni essere libero dal giudizio, dal pre-giudizio, o dal pre-concetto. Questa triade costituisce l’Onestà del cercatore, nulla di più, nulla di meno.

Dico questo al solo vantaggio di chi inizia il viaggio, ma anche di coloro i quali si avventurano nel Bosco Incantato da tempo…

L’amico ‘caso’ mi ha portato a consultare – e poi studiare – un testo curioso, certo bizzarro, del quale pour-le-moment tacerò il titolo e l’autore, come in un gioco per bambini onesti – e che contiene alcune piccole perle; il testo, del 1871 –  è francese e proviene da quella terra orgogliosamente Celtica che è la Bretagna; a detta di alcuni chercheurs Francesi l’autore era piuttosto in confidenza con Fulcanelli, forse qualcosa di più che ‘en confidence‘. Certo, leggedolo e studiandolo, molte cose mostrano la base dello stile e della allure magistrale di Fulcanelli. E molto, molto altro del cammino di studi e pratica di Fulcanelli. Inizio questa piccola collana di perle con l’incipit del capitolo ‘Physique Hermètique‘. Eccone la mia traduzione:

Il Filosofo Ermetico modella le operazioni della sua opera su quelle della Natura, deve dunque prima di ogni cosa conoscere quest’ultima. Lo studio della Fisica fornisce questa conoscenza.

Dio parlò e tutto venne fatto, dice Mosé, nel libro del Genesi; … il suo racconto chiaro e preciso è quello di un uomo ispirato, di un grande Filosofo, di un vero Fisico. Se ci si allontana dai suoi dati si sragiona, e se vi si appoggia ci si trova sempre nella verità.

Nulla di più semplice della Fisica. Il suo scopo, per quanto molto composito agli occhi degli ignoranti, non ha che un solo principio, ma diviso in parti, le une più sottili delle altre. Le differenti proporzioni utilizzate nella miscela, la riunione e la combinazione delle parti più sottili con quelle che lo sono meno, formano tutti gli individui della Natura. E siccome queste combinazioni sono pressoché infinite, anche il numero dei misti è tale.

Dio è un essere eterno, una unità infinita, principio radicale di ogni cosa. … Nella Creazione fa emergere questa grande opera che aveva concepito da tutta l’eternità. Si sviluppa attraverso una estensione manifesta di sé stesso, e rende attualmente materiale questo mondo ideale, come se avesse voluto rendere palpabile l’Immagine della sua Divinità. Si tratta di ciò che Hermès ha voluto farci intendere quando dice che Dio cambia forma; che allora il mondo fu manifestato e cambiato in Luce. Sembra probabile che gli Antichi intendessero qualcosa di simile [parlando] della nascita di Pallade uscita dal cervello di Giove attraverso l’aiuto di Vulcano o della Luce. … il Creatore ha messo un così bell’ordine nella massa organica dell’Universo, in modo tale che le cose superiori sono mescolate senza confusione con quelle inferiori e divengono simili attraverso una certa analogia. Gli estremi si trovano legati molto strettamente attraverso un mezzo insensibile, o attraverso un nodo segreto di questo ammirevole operaio, in modo tale che tutto obbedisce di concerto alla direzione del moderatore supremo senza che il legame delle parti differenti possa essere rotto se non attraverso ciò che ne ha fatto l’assemblaggio. Hermès dunque aveva ragione …

Il passo, che ovviamente appare innocuo e banale, sebbene vi si adotti la consueta onesta perfidia, racchiude in sé alcuni assunti di primaria importanza per chi cerca, e che sono naturalmente identici – fatta salva la semantica – con la Tradizione vera; della quale avevo parlato, qualche mese fa, a proposito di Philalethe, qui, qui, qui e qui; ma che si ritrova anche in alcuni testi molto poco conosciuti di Sendivogius (ma che a mio avviso provengono da Sethon). Questa Tradizione, naturalmente, non ha nulla a che fare con la tradizione di cui tanto si sente parlare anche ai nostri giorni, frutto di un grave misunderstanding da parte di tanti addetti-ai-lavori, dal medioevo ai giorni nostri.

Una precisazione finale: un frammento della φυσικὰ καὶ μυστικά – che si attribuisce allo Pseudo-Democrito – recita l’insegnamento ricevuto dal Persiano Ostane:

ἡ φύσις τῇ φύσει τέρπεται, καὶ ἡ φύσις τὴν φύσιν νικᾷ, καὶ ἡ φύσις τὴν φύσιν κρατεῖ

La natura si rallegra della natura, la natura vince la natura, la natura domina la natura

Oltre la bellezza poetica evidente dell’Imago, si deve notare che questo è l’Assioma generale della Fisica fondamentale della Manifestazione, di ogni manifestazone, hinc&nunc; ed ha un esatto connotato di Scienza, con un preciso riflesso nella sperimentazione alchemica. Ritengo utile sottolineare che questa è la prima base di quella conoscenza pratica (vale a dire ‘Fisica’, nel senso antico e veritiero) che è l’Alchimia; l’ottimo Nicolas Valois lo ricorda bene a chi si abbassa a studiare il suo splendido testo. Per poi procedere con il Laboratorio, a lungo, in un processo di Studio&Pratica continua e continuata. Come purtroppo pochissimi hanno fatto, oggi come ieri.

Così è, se vi pare …

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Presentazione del Libro “Philalethe Reveal’d” – Pavia

Posted in Alchemy, Alchemy Texts, Alchimia, Alchimie, Various Stuff with tags , , , , , , , , on Sunday, May 15, 2016 by Captain NEMO

Domenica 5 Giugno, alle ore 16.00, Captain NEMO & Fra’ Cercone presenteranno a Travacò Siccomario (Pavia) presso la (Non) Scuola di Omeopatia Hahnemanniana il loro libro:

Philalethe Reveal’d

The Masterpiece of an English Adept, fully uncovered

Ecco la Locandina dell’incontro:

Philalethe Reveal'd

Philalethe Reveal’d – Pavia

Il libro – in lingua Inglese – è autopubblicato su Lulu, per un totale di 1500 pagine, in formato 21.59 x 27.94 cm, ed è disponibile in due Edizioni :

  • Copertina Morbida, Bianco&Nero, tre Volumi
  • Copertina Rigida, Colori, due Volumi

Chi fosse interessato potrà acquistare i Volumi OnLine (a Colori o In B/W), qui.

Per maggiori informazioni visitare le seguenti pagine Facebook:

Philalethe Reveal’d – (The Book)

Philalethe Reveal’d – Public Page

Vi aspettiamo!

Captain NEMO

‘Era dal nulla uscito il tenebroso caos…’ – 4

Posted in Alchemy, Alchemy Texts, Alchimia, Alchimie with tags , , , , , , , , , on Tuesday, May 3, 2016 by Captain NEMO

And what great one is this that is so wise, as to gather from these things, that a new King is born more powerful than all the rest, a Redeemer of his Brethen from original Defilements? for ‘twas expedient that he died to be exalted aloft, that he might give his Flesh and Blood for the Life of the World. Good God! How wonderful are these thy Works? ‘Tis thy doing and it seems miraculous in our eyes. Father I thank thee, that thou hast hidden these things from the Wise, and revealed to Babes.

“E quanto grande è colui che è così sapiente, da ricavare da queste cose, che un nuovo Re è nato più potente che tutto il resto, un Redentore della sua Fratellanza dalla sordidezza originale? Poiché era espediente che morisse per essere esaltato in alto, affinché potesse dare la propria Carne e Sangue per la Vita del Mondo. Buon Dio! Quanto meravigliose sono queste tue opere? É opera tua e pare miracoloso ai nostri occhi. Padre ti ringrazio, che tu abbia nascosto queste cose al Sapiente, e rivelato esse ai Bimbi.

Così si conclude il Capitolo V del Secrets Reveal’d, nel quale Philalethe ricorre alla retorica di carattere religioso, da buon Cristiano come era, e come era opportuno per sottolineare l’importanza del discorso che precede. Del resto, il parallelismo con l’operatività alchemica è attestato: la ‘nascita’ di un nuovo corpo, più nobile dei suoi genitori, calza a meraviglia con il racconto del miracolo della Redenzione. E senza nulla togliere allo stupore ed all’estasi contemplativa che rapirà il cuore dell’Innamorato all’effettivo apparire della sostanza tanto ricercata, sembra di scorgere nei termini di questa edizione (quasi certamente la Princeps) alcune peculiarità.

Gather‘ indica il ‘raccolto‘, il ‘raccogliere‘, come giustamente Paolo traduce il latino ‘colligat‘; viene dall’Old English ‘gadrian, gædrian‘, con il senso per l’appunto di ‘unire, assemblare, collazionare, immagazzinare‘; la radice è l’Indo-Europeo ‘*ghedh-‘, per ‘unire, legare assieme‘. Ancora una volta, pare una perfetta fotografia di un atto esiziale nel corso dei lavori alchemici.

Brethren‘ è ovviamente ‘Fratellanza‘: e mentre – nel contesto Cristiano – si riferisce naturalmente all’umanità di cui il Cristo è il Redentore, nell’ottica della pratica alchemica è la compagine minerale che il Dissolvente Universale potrà – eventualmente – ‘redimere‘. Ma altri significati sono sottesi. Curioso che ‘Redeemer‘ sia ‘un‘, e non ‘il‘; una precisione da parte di Philalethe per indicare l’ambito operativo cui intende riferirsi.

original Defilements‘: se la versione Latina di Modena parla di ‘labe originali‘, ad indicare il ‘peccato originale‘, il termine Inglese vale senza dubbio ‘ciò che è sordido, deturpante, sporco, corrotto, inquinato‘, una scoria legata all’ Origo, insomma. Si tratta dell’identico termine usato da Philalethe nel Capitolo III: “… there shalt thou see a fair Infant by removing the defilements, …”

L’explicit del Capitolo – in corsivo nell’originale Inglese – si può leggere su due livelli: il primo è quello del rapporto profondo che lega l’uomo al suo Creatore ; l’altro è quello dell’operativo stupefatto dalla magnificenza di Madre Natura, unica vera artefice di ogni processo alchemico. E l’ultima frase suona come un severo monito ai tanti ‘saggi‘ che non potranno mai accedere a ciò che i ‘parvuli‘ possono vedere, con innocenza e gioia. La seriosità conduce a straordinari vicoli ciechi, e l’allegria ed il sorriso dei Bimbi rendono la vita ben più armonica. Tanto più in Alchimia.

‘Era dal nulla uscito il tenebroso caos…’ – 3

Posted in Alchemy, Alchemy Texts, Alchimia, Alchimie, Fulcanelli, Various Stuff with tags , , , , , , , , , , , , , on Sunday, April 24, 2016 by Captain NEMO

The Earth is an heavy body, the Matrix of Minerals, because it keeps them occultly in it self, although it brings to light Trees and Animals. It is the Heaven wherein the great Lights together are rowled about and it sendeth down its virtues through the Air, unto inferior things; but in the Beginning all being confounded together, made a Chaos. Behold, I have just opened to them the truth; for our Chaos is as ‘twere a Mineral Earth in respect of its own coagulation; and yet notwithstanding is indeed volatile Air, within which the Heaven of the Philosophers is, in its Centre; which Centre is truly Astral, shining upon Earth with its Beams, even to the very superficies.

La matrice – la Mater – di ogni minerale in manifestazione è dunque, a sentir Philalethe, Terra; essa ‘porta alla luce‘ le specie Vegetali ed Animali, e tiene ‘occulti‘ al suo interno i minerali. Per questo, è naturalmente un ‘corpo pesante‘, nel senso che ha massa (sia in termini di Fisica che di Alchimia: cosa sia la ‘massa’ – ben diversa dal ‘peso’ – lo ha ben spiegato Newton all’inizio dei suoi magnifici Principia, sebbene con delle sottigliezze alquanto ermetiche che – lo dico con rispetto – sfuggono persino agli alchimisti più navigati ed esperti. Dimenticano, costoro, che Newton era un alchimista appassionato della Prisca Sapientia, l’unica fonte per una pratica alchemica avanzata come la sua; e forse ignorano che del suo secondo periodo alchemico, durato una decina d’anni spesi chiuso in laboratorio, non si sa quasi nulla. Ma di questo ho già parlato a iosa).

A tal ‘corpo pesante‘ – Terra – fa da naturale contraltare Cielo, nel quale sono ‘in revolutio’ i grandi Luminari, i quali ‘inviano in basso‘ le sue virtù, la vis, la forza (del Cielo, si noti, please …) attraverso Aria. Così, il sistema è costituito da Cielo sopra (con i Luminari, in moto: delle meraviglie del moto in Natura parlerò magari in un altro momento), Aria nel mezzo e Terra sotto. Manca Fuoco, pare: ma no, se ne è parlato nel Post precedente a sufficienza. Philalethe è un perfetto Scienziato di Natura, ed il suo metodo di trasmissione tradizionale è straordinario. Infatti, ora torna al protagonista di questo Capitolo: il Chaos; esso, lo ha già detto parafrasando in modo ammiccante le parole del Genesi, è costituito dai tre Elementi ‘confusi assieme‘. La ‘forma‘ del Chaos, di questo Chaos, è ovviamente determinata da quelle dei suoi componenti: il ‘nostro Chaos‘ – dunque ci si sta spostando sul tavolo del Laboratorio – è ‘come se fosse una Terra Minerale‘. Ma non è esattamente una ‘terra’, si tratta di qualcosa di diverso, pur simile nelle apparenze. Se il ‘nostro Chaos‘ appare come ‘terra’ a causa della sua coagulazione, nonostante questo è davvero Aria volatile, ‘all’interno del quale‘ (del Chaos) sta il Cielo dei Filosofi. Dove? … ovviamente, nel Centro. Ora è chiaro, per ciò che è stato sin qui comunicato da parte di Philalethe, che siccome il Cielo contiene i grandi Luminari (Sol e Luna) ‘in moto’, quel centro nascosto è ‘Astrale‘, assimilabile dunque al potere di radianza delle stelle (Astrum indica sia la dispersione spaziale, quanto la capacità di ‘dardeggiare’): per questa possanza, sempre secondo Natura, quel centro irradia Terra (quella terra ci sui sopra) con i suoi raggi, persino sino alla ‘vera e propria‘ superficie.

Paolo aggiunge qui una nota, più che preziosa: “Canseliet notava a questo proposito: ‘… il caos dei Filosofi è una terra minerale, più esattamente un solfuro, ma ciò che Fulcanelli non dice è che occorre rendere a questa materia bruta lo spirito di vita indispensabile e latente che possedeva nella miniera quando il Grande Principio la spingeva dal centro alla periferia.'”.

Beh, se su questo punto essenziale Fulcanelli ha taciuto, pare che Philalethe abbia parlato chiarissimo, seppur nel modo tradizionale: si può ‘intuire’ facilmente di cosa si tratti, ma in questo caso basta abbassarsi a leggere e studiare. Senza paraocchi, senza pre-giudizi. Con Joie.

Paradiso_Canto_31

ma già volgeva il mio disio e il velle,
sì come rota ch’ugualmente è mossa,
l’Amor che move il sole e l’altre stelle.

[Dante, Paradiso, Canto XXXIII, vv. 143-5]

‘Era dal nulla uscito il tenebroso caos…’ – 2

Posted in Alchemy, Alchemy Texts, Alchimia, Alchimie, Various Stuff with tags , , , , , , , , , , , , on Sunday, April 17, 2016 by Captain NEMO

Therefore, In the Beginning God created the Heaven and the Earth, and the Earth was void and empty, and Darkness were upon the face of the Deep; and the Spirit of the Lord was carried upon the face of the Waters, and God said, Let there be Light, and there was Light. These words are sufficient for a Son of Art, for the Heaven ought to be conjoined with the Earth upon the bed of Friendship and Love: so shall he honourably Reign all his Life.“.

Perciò, All’Inizio Dio creò il Cielo e la Terra, e la Terra era vuota e cava, e le Tenebre erano sopra il volto dell’Abisso; e lo Spirito del Signore era portato sopra il volto delle Acque, e Dio disse, Che sia Luce, e vi fu Luce. Queste parole sono sufficienti per un Figlio dell’Arte, poiché il Cielo deve essere congiunto con la Terra sul letto dell’Amicizia e dell’Amore: così egli Regnerà onorevolmente per tutta la sua Vita.“.

Bene, bene: apprendiamo così che ‘nel Principio’ Cielo e Terra erano già stati creati; ma che Terra era vuota e cava, e che le Tenebre – l’oscurità, vale a dire la totale assenza di Luce – stavano sopra il volto dell’Abisso, del Profondo.

Qualche notula a questo proposito:

A) ‘nel Principio‘ non pare indicare esattamente un atto preciso di ‘partenza’; Canseliet in L’Alchimie expliquée sur ses textes classiques, Capitolo ‘La Matière prochaine et sa préparation‘ sottolinea che il Latino ‘In Principio‘ o il greco ‘ν ρχ‘ del Prologo del Vangelo di San Giovanni non debbano esser tradotti con ‘All’inizio‘ – che indica una temporalità – quanto come ‘Dans le Principe‘, ‘Nel Principio‘; uno ‘stare‘. Ove il Principio vale come ‘Origo‘, ‘Origine; nel contesto suggestivo utilizzato da Philalethe, l’osservazione di Canseliet vale tanto oro quanto pesa: la cosiddetta ‘Creazione’ di Cielo e Terra è già avvenuta, e risiede – dall’eternità – all’interno del Principio Creante. Provo a dirlo meglio: la Creazione di Cielo e Terra, che evidentemente non valgono qui come elementi filosofici, bensì come Entes originati e fondanti, è continuamente in atto, e risiede e agisce al’interno del Principio Creante. Chiamiamolo Verbo, chiamiamolo Logos … è qualcosa di ben preciso, e universale. Vale cioè come base materiale e spirituale per ogni atto creativo, al di fuori dello spazio e del tempo, i quali hanno valore soltanto locale, specifico dell’universo in manifestazione.

B) Tutti sappiamo che ‘la Terra era inane e vacua‘. Che cosa diamine può voler significare? ‘Inanis‘, oltre a ‘vuoto‘ significa ‘privo di mezzi‘, ‘esanime‘, ‘privo di vita‘, ‘mancante di‘, ‘vano‘; e pare provenire, in una variante, da ‘In-ac-nem‘, con il senso di ‘inetto a raggiungere un fine‘. E ‘vacuus‘, d’altro canto, indica ‘il vuoto‘ cioè qualcosa che non è occupato da alcuna materia. Paolo traduce l’inciso come ‘cava e vuota‘, quasi a fotografare quella Terra.

C) Oscurità, Tenebra stavano sul ‘volto‘ del Profondo; Canseliet – nella sua lectio dice ‘… et les ténèbres ètaient sur l’extérieur de l’abîme;‘. Parrebbe insomma di capire che quel ‘cavo’ di cui sopra fosse avvolto dalle Tenebre: come abbiamo visto, il ‘cavo mancava di vita’; l’assenza di Luce (quale?) è Oscurità, assenza di ‘vita’, intesa come vitalità e – credo molto importante per chi studia e pratica Alchimia – come capacità di vivificare.

D) Non è questo il luogo per approfondire il tema dell’apparire dell’Acqua; fiumi di inchiostro sono stati scritti in proposito. Il punto è che l’acqua pare non ‘creata’. Nel Genesi Acqua fa la sua apparizione come il locus sull’esterno del quale lo Spirito si muove. Ancora una volta si parla di ‘esterno’; ergo, è lapalissiano che esiste un ‘interno’. Acqua e Spirito sono dunque intimamente legati, interconnessi. Il soffio di Dio – Ruach – aleggia sull’Acqua. Paolo legge ‘…lo Spirito di Dio poggiava sull’orlo dell’acqua‘. Ancora una volta, una precisa fotografia; ‘orlo’ è ‘il margine’, ‘il confine’, che in Greco è ‘Ωρος’ – da cui il nostro ‘Orizzonte’, ‘Oriente’ – ma forse anche il Latino ‘os‘, ‘bocca’.

Una scuola di pensiero sostiene che Cielo e Terra siano derivati dalla separazione compiuta da Dio tra Acque superiori ed acque inferiori: il confine tra le due acque è chiamato ‘firmamento‘, vale a dire ciò che fornisce ‘stabilità‘. Il che significherebbe che quel Principio abbia come sostanza su cui agire … un’Acqua. Che non ha nulla a che fare con l’acqua cui siamo abituati: la sua morfologia, dovuta al Locus del Principio, è ineffabile. Il che non significa che non esista. Anzi.

Insomma, in quest’ottica, Cielo e Terra sono il risultato di una precedente Separatio delle Acque. Terra è però ‘inane e cava’, perché manca ancora il Principio vitale: lo Spirito, che in quanto ‘alitato’, ‘soffiato’, porta in evidenza l’Elemento classico dell’Aria. Finora, abbiamo così tre degli Elementi degli antichi: Acqua, Terra, Aria.

E) Ed eccoci al ‘Fiat Lux‘, che traduciamo sempre con ‘Che la luce sia‘. Eppure si tratta di Lux e non della luce che conosciamo. Lux non si vede, eppure causa l’effetto luminoso. Cardano e Grosseteste ne hanno parlato perfettamente: i loro testi sono indispensabili a chi voglia prima studiare di che si tratta e poi praticare in laboratorio (e di nuovo, ritornare sui testi). Tornando al testo del Genesi, nella lectio di Philalethe, si nota che al comando di Dio seguì Lux. Tutto è compiuto. Se nel racconto delle Scrittura ora appare la vita grazie all’azione extra-ordinaria di Lux (Lux produce istantaneamente lo spazio, che è ‘pieno’ della sua sostanza invisibile), per ‘un figlio dell’Arte‘ – come dice Philalethe – l’insegnamento è completo: Lux – forse ‘agendo’ assieme allo Spirito poggiato sul confine dell’acqua, forse su quel ‘firmamento’?) – è Fuoco. Le quattro Qualitas ora hanno “vita” (meglio “vis”?) nella Quantitas.

F) Così, il Cielo (‘ciò che è celato‘, perché sono le Acque superiori, separate dalle inferiori – le nostre – dal ‘firmamento’, ciò che ‘stabilizza’) va unito alla Terra, cava e vuota, ma ora ‘viva’, fecondata da Lux. L’unione è compiuta sul letto dell’Amicizia e dell’Amore. Amicizia e Amore, merce rarissima nel nostro povero mondo che ‘veste’ questi termini, ignorandone completamente l’essenza e la funzione. Che cosa ha voluto dire l’Adepto Britannico con questi due termini? Non ne bastava uno?

Per oggi mi fermo qui, a riflettere: il Chaos di cui parla Philalethe è ben chiaro, ben ‘illuminato’, a testimonianza della raccomandazione di d’Espagnet: pochi libri, ma buoni. E studiare, e poi pedalare in laboratorio. Avanti ed indietro.

Il Chaos è legato ad una cosa che è ‘acqua’: il risultato felice di chi riuscisse a risalire al Chaos originario, per gradi, e poi lavorarlo alchemicamente secondo le leggi di Madre Natura è ovviamente un’acqua che – qui – è secca e che – come è noto – non bagna le mani. Acqua divina.

Mentre contemplo la bellezza dell’Arte e delle sue semplici, poche, leggi, mi sento di consigliare a latere la lettura ponderata delle due opere di d’Espagnet, bellissime; due trattati di Fisica della Natura che ben si sposano con l’opera preziosa di Philalethe. Ci vorrà tempo, perché lo studio richiede sacrificio non facile. Ma la melodia dell’Alchimia permea in profondità il testo, e investe l’anima.

Non la mente, il nostro cuore.

‘Era dal nulla uscito il tenebroso caos…’ – 1

Posted in Alchemy, Alchemy Texts, Alchimia, Alchimie, Various Stuff with tags , , , , , , , , , on Tuesday, April 12, 2016 by Captain NEMO

The Chaos of the Sophi.

“Let the Son of the Philosophers hearken to the Sophi unanimously concluding, that this Work is to be likened to the Creation of the Universe.”.

Il Chaos dei Sapienti

“Che il Figlio dei Filosofi presti attenzione ai Sapienti che concludono unanimemente, che quest’Opera è da paragonarsi alla Creazione dell’Universo.”.

L’eterno dibattito  tra creazionisti ed evoluzionisti, con il consueto, noioso, scontro di pensiero tra Scienza e Religione trova in questa frase semplice e pulita, la prova della sua innata inutilità, della protervia dei Balanzoni vari, siano essi dotti, ignoranti, santi, saggi o ignavi.

Due note:

A) ‘Hearken‘ (oggi sintetizzato in ‘Harken‘) significa ‘prestare attenzione‘, ‘dare ascolto‘: il senso antico viene dall’Old English ‘heorcnian‘, il drizzar le orecchie dei segugi quando il cacciatore ‘abbaia’ ai cani perché ritrovino la pista perduta.

B) ‘likened‘ indica il nostro ‘paragone‘ e proviene dall’Old English ‘gelik‘, a sua volta originato dall’Old Saxon ‘gilik‘ (‘ga-‘ = ‘con‘ + ‘*lik‘ = ‘corpo, forma‘); in Latino è il nostro ‘conforme‘, che racchiude il senso originario legato alla ‘forma‘.

Da qui, per chi fosse interessato a meglio prepararsi tanto nello studio&ricerca come nella pratica indispensabile, l’avvertimento di Philalethe è inequivocabile: l’Opera Alchemica non è la Creazione di un Universo, bensì una serie di operazioni che utilizzano la medesima ‘forma‘ con cui ogni cosa entra in manifestazione. Il fatto che questa frase così precisa, diremmo noi ‘scientifica‘, venga posta come incipit del Capitolo V dell’Introitus costituisce il punto di repere per la esatta comprensione di cosa sia/possa essere Alchimia; e – soprattutto – di qual fatta debba essere l’attitudine dell’Artista veritiero. Non c’è trucco, né inganno: Philalethe – mentre offre un sontuoso argomento (la ‘Creazione dell’Universo’) a chi cerca belle parole che si usano nei salotti buoni – parla ammiccando di una ‘forma‘, di un ‘corpo‘ che è alla base di quel sontuoso argomento; il ‘conforme‘ non è soltanto ‘simile‘ (e potrebbe non esserlo in taluni stati, Hahnemann lo aveva ben percepito), bensì è della medesima appartenenza della sostanza che caratterizza l’entrata in manifestazione della Materia; in termini più vicini a noi e meglio – con buona pace dei punti di singolarità ed altre amenità della Fisica di oggi, che tenta di scalare la propria immagine riflessa in uno specchio con i ramponi –  si parla delle ‘forme’, dei ‘corpi‘ con cui Materia Pura si ‘addensa’ in Manifestazione, sotto forma di Materia Combinata (si veda il modello offerto da Pannaria e Severi). Ripeto: l’alchimista non creauniversi‘, ma ne studia l’origine attraverso la ‘forma‘ utilizzata da Madre Natura, ne indaga la funzione, ne ipotizza la modalità di azione ed elabora un protocollo sperimentale – fatto di operazioni semplici e ‘basiche’ – che dovrà sottoporre alla propria, privata, verifica sperimentale. Paolo Lucarelli lo sottolineò immediatamente, e la sua nota 12 (Opere, Ed. Mediterranee, 2001 – p. 35) è esemplare: “Il Filosofo ermetico … avrebbe nelle sue mani il mondo delle cause, degli Archetipi e potrebbe perciò esercitare la sua curiosità in una vera e propria metafisica sperimentale.“.

Temo che pochi, molto pochi, si domandino perché abbia voluto usare il tempo condizionale; temo che ancora meno che pochi abbiano l’onestà intellettuale di Paolo per rispondere a tal domanda, senza contare – per sovrappiù – l’umile capacità di accettare il senso positivo, allegro e felice della curiositas, che forma i bimbi e i Bambi. D’altro canto, il carattere della Scienza e dell’Arte è proprio la curiosità fine, intemerata e sorridente, non altre cianfrusaglie che oscurano la bellezza della Queste.

Philalethe Reveal’d

Posted in Alchemy, Alchemy Texts, Alchimia, Alchimie, Pietra Filosofale, Various Stuff with tags , , , , , , , , , , , , , on Saturday, December 12, 2015 by Captain NEMO

C’è voluto un po’ di tempo per concludere il lavoro di creazione degli Indici per l’edizione Hardcover a Colori, ma per chi sceglie l’autopubblicazione è una cosa che fa parte del gioco.

Ecco dunque finalmente completata la pubblicazione dei due Volumi Hardcover a Colori, in lingua Inglese. Questa è la copertina del Volume 2:

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Chi fosse interessato potrà acquistare il Volume 2 OnLine sul sito di Lulu, qui.

Mentre  il Volume 1 (768 pagine, con un ricco corredo di immagini, tra cui alcune poco conosciute) è dedicato all’analisi critica ed al confronto delle tre prime edizioni del trattato di Eireneo Philalethe (Secrets Reveal’d in Inglese – 1669, Introitus Apertus ad Occlusum Regis Palatium in Latino – 1667, L’Entrée Ouverte au Palais Fermé du Roi in Francese – 1672) – cui è annesso un Capitolo sulla Filosofia Naturale, il Volume 2 (750 pagine, con un numero maggiore di immagini, che riteniamo interessanti) ha un taglio diverso: nel corso delle ricerche condotte sull’origine del Secrets Reveal’d in Inglese – che sia io che Fra’ Cercone consideriamo l’edizione più fedele dell’opera di Philaethe – ci siamo via via imbattuti in uno scenario storico straordinario, in cui l’Alchimia tradizionale e non è stata l’indiscussa protagonista di un ultimo, possente tentativo per donare all’umanità una visione ‘scientifica’ esatta dell’ordine Naturale e delle leggi della Creazione, ancora oggi sconosciute tanto alla Fisica che  – probabilmente – a chi si interessa alla pratica alchemica. Il secolo XVII ha visto alcune tra le maggiori figure alchemiche (Seton, Sendivogius, Basilio Valentino, Maier, Eugenius Philalethe e molti altri), infiammate dal Furor Rosacrociano, percorrere l’Europa dilaniata dallla sanguinosa Guerra dei Trent’Anni nel tentativo di condividere e diffondere la Dottrina alchemica come strumento di vera Conoscenza, sia a livello teorico/filosofico che sperimentale. Nel bel mezzo di un confronto religioso drammatico che spaccherà l’Europa, in una condizione sociale, politica ed economica estremamente precaria, la fioritura di trattati alchemici è impressionante. L’Alchimia è studiata e praticata ovunque: si cerca la Pietra Flosofale, ma vi sono moltissime opere che parlano, più o meno velatamente di altre mete, di altre opportunità, celate.

Un gruppo di learned men, capeggiati da Samuel Hartlib, costituirà un incredibile e capillare network informativo internazionale e raccoglierà, nel tempo, una mole enorme di manoscritti, di inventions e scoperte, con lo scopo manifesto di fondare un nuovo modello di Società, basato sulla Prisca Sapientia. Il giovane John Wintrhop Jr. verrà conivolto – più o meno consapevolmente – in questo progetto ambizioso che lo vedrà diventare – sul piano pubblico – uno dei primo Founding Fathers dei futuri Stati Uniti, come primo Governatore del Connecticut; sul piano personale, diventerà uno dei maggiori alchimisti di ogni tempo.

Poi, il sogno di farsi guidare da Madre Natura si infrangerà contro gli interessi di chi, al contrario, vede l’opportunità dello sfruttamento della Natura e di una economia basata dull’industria e sulla futura tecnologia. L’uomo abbandonerà la Filosofia Naturale, vera scienza, e svilupperà l’illusione di una conoscenza paradigmatica e dogmatica, che chiamerà – con deliziosa ironia – ‘metodo scientifico‘. Pochi, pochissimi, resteranno fedeli al sogno. Uno di questi sarà Eireneo Philalethe che affiderà al tempo un trattato alchemico di grandissimo valore.

I capitoli del Volume 2 sono questi: The Alchemical Context, The Elias Artista’ century, The Rosicrucian Forerunners, Four Men under the Lens, e Alchemical Lab & Chemical Lab: two worlds apart; concludono il Volume 19 Appendici dedicate ad alcuni documenti e nostre ipotesi legati alla incredibile storia del Secrets Reveal’d, e una Bibliografia completa delle opere cui facciamo riferimento in questo volume.

Philalethe Reveal’d è nato dallo studio dell’Introitus Apertus tradotto e commentato da Paolo Lucarelli, pubblicato nel 2001 dalle Edizioni Mediterranee; Paolo scelse come opera di riferimento l’edizione di Modena del 1695, in Latino. Studiandola con attenzione ci siamo resi conto – ancora una volta – che le note da lui accluse alla traduzione erano magistrali, ma anche suggestive, affascinanti. Ed è anche per questo che decidemmo – ormai otto anni fa – di proporre il nostro studio in Inglese nella speranza di far conoscere anche all’estero il nome e l’opera straordinaria di Paolo Lucarelli.

Il nostro libro non ha alcuno scopo, né pretesa, se non quello di tentare di fornire uno strumento che ci auguriamo possa essere utile a chi fosse davvero interessato all’Alchimia del XVII secolo ed allo studio del testo di Philalethe. Niente di più, niente di meno.

Come detto in altro Post, oggi io e Fra’ Cercone presenteremo Philalethe Reveal’d a Roma.

Presto, inoltre, completeremo l’Edizione in Bianco&Nero (Paperback, più economica), pubblicando a breve il Volume 2 ed il Volune 3 (il contenuto è naturalmente identico all’edizione a Colori, ma con una paginazione diversa per motivi legati al tipo di rilegatura da parte di Lulu).

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