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Calor et Humiditas

Posted in Alchemy, Alchemy Texts, Alchimie with tags , , , , , , , , on Wednesday, July 29, 2009 by Captain NEMO

“Sappi dunque, figlio della Dottrina, e il più caro dei miei Figli, che il Sole e la Luna e le Stelle gettano in perpetuo le loro influenze nel centro della Terra, per pervenire alla quale è necessario per prima cosa passare per le regioni mediane dell’Aria, nelle quali le dette influenze sono assemblate; le quali, mescolate ed unite l’una all’altra, sono poi distillate nei pori della Terra, fino al suo centro, depurandosi di sabbia in sabbia, fino all’ultima goccia della loro umidità aerea; l’Aria è dunque tutta piena di queste influenze, la Terra ne è anche tutta formicolante, e non vi è nulla nel Mondo che non ne sia pieno; perché è il centro di tutte le cose, e l’Anima universale di tutti i Corpi; ma questa semenza è grandemente abbondante di due qualità, cioé calore ed umidità, dalle quali vediamo uscire tutte le cose che sono al Mondo, grazie tuttavia all’avvicinamento del primo Maschio che è il fermento che si unisce alla detta semenza, il quale attira e converte questa alla sua Natura; dividendo così le specie ed ordinandole seguendo la volontà ed il primo ordine dell’Onnipotente, affinché nulla sia confuso e perché ogni cosa produca dei frutti della sua Natura.

Il calore della detta semenza è nascosto nel suo centro, e pertanto è invisibile. Ma la detta umidità è il Corpo o il suo  Sperma (NdT.: “d’icelle“, dell’umidità), il quale ingravidandosi nell’Aria, richiede una separazione e purgazione fisica, che è la preparazione degli estremi; la quale deve essere considerata con riflessione sull’operazione di Natura in questo modo.

La detta semenza, chiamata da Hermès ‘Mercurio Trismegisto‘, a causa della sua tripla Virtù, passando da un luogo all’altro nelle  vie e vene della Terra, purga e pulisce i suoi luoghi attraverso una reiterazione infinita; poiché queste umidità si susseguono come le onde del mare, sino a che esse giungano alla loro fine o termine, che è il focolare o centro della Terra.”

(Nicolas Valois – Les Cinq Livres ou La Clef du Secrets des Secrets, Livre Second – Ed. La Table d’Emeraude, Paris, 1992, pp. 187,188 – mia libera traduzione)

Non è qui il caso di riproporre il grande interesse degli storici dell’Alchimia sull’identità e l’operato dei tre alchimisti di Flers; ma il libro di Nicolas Valois, il quale pare morisse strozzato da un’ostrica nel corso di un sontuoso banchetto nel suo magnifico Hotel du Grand Cheval¹ nel 1541, è decisamente uno dei più belli, se non addirittura più utili, per chi studia Alchimia. Nel 1867 il chimicoChevreul sostenne che si sarebbe trattato di una rielaborazione della Clavis Majoris Sapientiae di Artephius, ma personalmente non condivido questa opinione. Si tratta a mio avviso di un’opera ricchissima, molto amorevole e lontana dalle prose magniloquenti dei secoli posteriori, e che certo venne influenzata dai Filosofi arabi precedenti. Ho scelto questo piccolo passo perchè parla in modo poetico ma estremamente chiaro del perchè lo Spirito Universale sia la vera Anima del Mondo. Mi riallaccio alle risposte di alcuni ospiti al Post sul Finis Gloriae Mundi, dove – credo giustamente – ci si interroga sulle qualità di questo Spirito, sul perché la sua eventuale assenza provoca la giusta rivolta di Madre Natura e sulla sua funzione ineluttabile, inequivocabile e irrinunciabile. Tralasciando qui le visioni apocalittiche – ma Apocalisse viene da Apò-Kaliptein, cioè rivelazione di ciò che è arcano, celato, nascosto – vorrei sottolineare qualche punto che mi pare di possibile interesse per chi studia e pratica l’Arte della Gran Dama:

  • L’influenza perpetua di ciò che è ‘esterno’ alla nostra Terra; per i Filosofi è il loro Mare, eterno, silenzioso, immutabile, disponibile, senza inizio e senza fine; è la loro Mére, la Madre, la Madre Celeste.
  • Queste influenze, che qualcuno ha voluto immediatamente identificare con i Raggi Cosmici (potrei concordare, ma vi è di più: l’essenza reale della cosiddetta radiazione è ancora sconosciuta alla Fisica), si assemblano nell’Aria, e da qui sono attratte dal centro della Terra. E’ un fenomeno di attrazione naturale. La Terra è un Magnete che attira lo Spirito, grazie all’azione costruttiva dell’Aria: nasce la semenza.
  • Questa semenza ha due qualità: calore e umidità. E’ il famoso Vapore Umido degli antichi, e sembra proprio quello che aleggiava sulle acque secondo i miti della Creazione. Non posso non ricordare che la parola che esprimeva l’azione di moto è ‘ferebatur‘, cioé portato. Chi porta lo Spirito, se non una forma di sostanza adatta all’uopo, cioé una sostanza Spirituale? Osserverei anche che bisognerebbe chiedersi: ma perchè, persino prima del Fiat Lux, qualcosa si muoveva sulla terra inane e vacua?
  • Non si da dove venga e chi sia (ma in realtà chi studia con umiltà e passione Alchimia non può non saperlo) il primo Maschio attira a sè la semenza. Ovviamente non si tratta di Adamo, quello del Paradiso terrestre, ma di altro. E’ per l’appunto il fermento, che agisce come fa il lievito nella pasta di pane, che grazie al calore esterno ed a quello che possiede per sua prima Natura, trasforma e specifica  la semenza, convertendola. Dunque la semenza NON è specifica, e necessita – naturalmente – di qualcosa che possa portare l’informazione corretta, dando per l’appunto la forma. Si dovrebbe pensare dunque, che i miti della Creazione abbiano sottaciuto la presenza discreta ed oscura del primo Maschio? Se così fosse, verrebbe da chiedersi perchè tacere su questo punto. Perché tanto segreto su questo Zolfo primigenio? Un altro punto importante è che nell’Aria – dunque in Cielo – avviene una prima attrazione, informale, che precede quella seguente, formale, tra Cielo e Terra, di cui sopra.
  • L’umidità è un corpo – il Vapore Umido – che è di natura generativa, grazie al calore innato; il quale calore è ben nascosto nel centro della semenza; sembra dunque stabilito che la semenza abbia un aspetto formale esterno, l’humiditas o sperma, ed uno occulto, interno, il calor.
  • Dato che la semenza viene ingravidata del seme maschile nell’Aria, come sopra descritto, Valois indica qualcosa di operativo: l’artista ha necessità di poter disporre dei due principi, Zolfo e Mercurio, allo stato primitivo, puro, prima della specificazione (per esempio, prima della specificazione minerale). E dunque occorre separare e purgare; questo si fa, secondo lui, tramite l’enigmatica ‘preparations des extremes‘. La quale operazione deve essere condotta con molto discernimento basandosi su ciò che viene fatto da Madre Natura. Proprio come è stato descritto, occorre liberare l’umidità nascosta, perché portatrice di calore generativo, occulto, segreto ma indispensabile, purificando la terra, attraverso la reiterazione del procedimento. Si tratta del percorso contrario rispetto a ciò che viene descritto: “…dalla Terra al Cielo…”, come direbbe Jules Verne!…grazie all’opera mirabile, perenne, amorevole di Madre Natura, che dagli spazi ‘esterni, porta semenza verso il focolare della Terra, l’artista può ottenere quel Fuoco di origine Celeste, attratto dal Sole centrico della Terra (vide Cosmopolita, ma anche Filalete et alia), grazie ad un percorso inverso, un percorso di liberazione.

Per ciò che riguarda ‘les extremes‘, riporto qui un passaggio tratto da un altro degli alchimisti di Flers, Nicolas Grosparmy:

“Les extremes de nostre Vif argent sont en un premier costé Eau de Lion verd, c’est à sçavoir menstrual ajouté au Corps; et l’austre costé est le Souffre qui est dit nostre Pierre. Et le Moyen d’iceux extremes est nostre Vif Argent.”

(Nicolas Grosparmy – Les Trésor des Trésors, Chapitre Treizeiesme – Ed. La table d’Emeraude, Paris, 1992, pag. 86)

Va notato che qui si parla dell’extreme dell’Argento vivo; evidentemente ve n’è anche un altro, facile ed opposto, che il lettore potrà trovare leggendo di persona l’opera citata. Avverto che Grosparmy è senza dubbio più complesso ed un pochino envieux rispetto al suo compagno Valois!

Se si riflette su quanto scritto da Nicolas Valois, ci si potrebbe rendere conto di quanto sia meravigliosamente semplice la Grande Opera, e per qual motivo si ripeta sempre che l’alchimista imita la Creazione. E perché solo a pochi è permesso arrivare silenziosamente …là dove si deve arrivare.

L’Arcano maggiore dell’Arte è il misterioso Fuoco Segreto, che – come si sa – è proprio un’acqua ignea ed un fuoco acquoso; e per restare nell’ Air-du-Temps sin qui evocata, vi trascrivo, senza traduzione, quest’ultimo magnifico passo di Nicola Valois:

“…S’il n’avoit cette humidité, il ne seroit pas fusible, laquelle humidité donne entreé a nostre Eau et convertit tout le Corps en Elle, comme le Levain convertit tout la masse en sa substance, puis peu à peau, ainsy que l’Eau a fait le Corps Eau, laditte Eau soit faite Corps, par la vertu dudit Levain. Mais premier se fait un combat entr’eux, ensorte que l’un et l’autre se dévorent par une putrefaction apre et violente.

C’est cette Eau prisonnière, qui crie sans cesse, Ayde-moi et je t’ayderay. C’est à dire Eslargis-moi de ma prison, et si une fois tu m’en peux faire sortir, je te rendray Maistre de la forteresse où je suis. L’Eau donc, qui est dans ce Corps enfermeé est la mesme nature d’Eau que celle que nous luy donnons à boire, qui est appeleé Mercure Trismegiste, dont entend parler Parménide, quand il dit: Nature s’esjouit en Nature, Nature surmonte Nature, et Nature contient Nature.

(Nicolas Valois – Les Cinq Livres ou La Clef du Secrets des Secrets, Livre Premier – Ed. La Table d’Emeraude, Paris, 1992, pp. 174)

Le cose sono semplici, come si vede, siamo noi che siamo complicati; siamo noi che leggiamo il complicato nelle cose semplici, ammalati come siamo di materialismo e logica.

Per fortuna, una vera fortuna, l’Alchimia è destinata agli umili ed ai poveri foux…come ripeteva un Amico:

“La Patience est l’eschelle des Philosophes, et l’Humilité est la porte de leur Jardin. Car quiconque persévérera, sans orgueil et sans envie, Dieu luy fera miséricorde.”

(Nicolas Valois – Les Cinq Livres ou La Clef du Secrets des Secrets, Livre Second – Ed. La Table d’Emeraude, Paris, 1992, pp. 195)

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Nota: ¹ L’Hotel d’Escoville era chiamato Hotel du Grand Cheval ai tempi di Nicolas Valois; ecco perché:
Il y a deux représentations en bas relief, l’une en haut où est représenté ce grand cheval en l’air, ayant des nuées sur ses pieds de devant. L’homme qui est dessus avait une épée devant lui, mais elle n’y est plus. Il tient dans sa main une longue verge en fer, et derrière lui il y avait en l’air des cavaliers qui le suivent, et devant lui et au dessus un ange dans le soleil.
Au dessus du rond de la porte, il y a encore une représentation d’un homme à cheval, en petit sur un tas de corps morts et de chevaux que les oiseaux mangent. Il est tourné du côté de l’Orient, à l’opposite de l’autre, et au devant de lui le faux prophète y est représenté et le dragon à plusieurs têtes, et des cavaliers contre lesquels le cavalier semble aller. Il tourne la tête en derrière, comme pour voir la représentation du faux prophète et du dragon qui entre dans un vieux château d’où il sort des flammes dans lesquels ce faux prophète est déjà à moitié corps.
Il y a de l’écriture sur la cuisse du grand cavalier et à plusieurs endroits, comme le “Roi des rois, le Seigneur des seigneurs” et d’autres tirées du XIXe chapitre de l’Apocalypse. Comme ces lettres ne sont pas gravées, je crois qu’elles sont écrites il n’y a pas longtemps ; mais il y a un marbre tout en haut où il est écrit : “Et c’était mon nom, la parole de Dieu.”

(Estratto da una lettera del medico Dubourg indirizzata a Pierre-Daniel Huet – 1699)

Le Grand Cheval

Le Grand Cheval

Hotel dEscoville

Hotel d'Escoville

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