Archive for Alchemy

Notre Dame de Paris: Fulcanelli e la Cattedrale

Posted in Alchemy, Alchemy Texts, Alchimia, Alchimie, Fulcanelli with tags , , , , , , on Tuesday, April 16, 2019 by Captain NEMO

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La più forte impressione della nostra prima giovinezza – avevamo sette anni – quella di cui conserviamo ancora un vivo ricordo, fu l’emozione che provocò nel nostro animo di bambino la vista di una cattedrale gotica. Ne fummo subito sopraffatti, estasiati, colmi d’ammirazione, incapaci di sottrarci al fascino del meraviglioso, alla magia dello splendido, dell’immenso, del vertiginoso, che sprigionava quest’opera più divina che umana.
Da allora la visione si è trasformata, l’emozione resta. Se l’abitudine ha mutato il turbamento improvviso del primo incontro, non abbiamo mai potuto liberarci da una specie d’incanto di fronte a quei bei libri di immagini innalzati sui nostri sagrati, che estendono sino al cielo le loro pagine scolpite nella pietra.

In quale lingua, in che modo potremmo esprimere la nostra ammirazione, testimoniare la nostra riconoscenza, i sentimenti di gratitudine di cui il nostro cuore è colmo per tutto ciò che ci hanno insegnato ad apprezzare, a riconoscere, a scoprire, questi capolavori muti, questi maestri senza parole e senza voce? …

“… Se il raccoglimento sotto la luce spettrale e policroma delle alte vetrate, e il silenzio, invitano alla preghiera e predispongono alla meditazione, d’altra parte l’apparato, la struttura, l’ornamentazione emanano e riflettono, nella loro straordinaria potenza sensazioni meno edificanti, uno spirito più laico e, ammettiamolo, quasi pagano.
Vi si possono distinguere, oltre all’ardente ispirazione nata da una fede robusta, le mille preoccupazioni della grande anima popolare, l’affermazione della sua coscienza, della sua volontà, l’immagine del suo pensiero, complesso, astratto, essenziale, sovrano.

[Fulcanelli, Il Mistero delle Cattedrali – Ed. Mediterranee, Roma – 2005, p. 59-60]

La ‘Stryge’

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Notre Dame de Paris : un’inconsolabile tristezza …

Posted in Alchemy, Alchemy Texts, Alchimia, Alchimie, Fulcanelli with tags , , , on Monday, April 15, 2019 by Captain NEMO

Equinozio – Primavera 2019

Posted in Alchemy, Alchimia, Alchimie, Philosophia Naturalis, Various Stuff with tags , , , , , , on Wednesday, March 20, 2019 by Captain NEMO

Quest’anno abbiamo una Luna magica: non accadeva dal 1905 la corrispondenza tra Luna Piena e l’Equinozio di Primavera, e non riaccadrà prima del 2144!

L’alchimista non potrà che accogliere con allegria questa sincronicity: che i Foux, dunque, si apprestino a coccolare i loro Feux, con Amore, Gioia e Passione!

Buona Primavera, a tutti!

Veritas & Scientia

Posted in Alchemy, Alchimia, Alchimie, Philosophia Naturalis, Various Stuff with tags , , , , , , , , , , , on Wednesday, December 5, 2018 by Captain NEMO

Anche se il mondo attraversa uno dei tanti momenti di estrema incertezza e follia, capita di trovare pepite dimenticate in qualche frattura dell’asfalto che livella – e cancella – il profumo della terra e della vita: la lettura da parte di un grande attore di un brano tratto da un libro in uscita – qui – è un piccolo momento prezioso, per tutti utile all’emozione, ed alla riflessione. Riporto così quel brano di un dialogo magnifico tra Lucrezio e Seneca, l’Epicureo e lo Stoico, proposto da Ivano Dionigi, ex Rettore dell’Alma Mater di Bologna:

Lucrezio: “Io non ti rimprovero la mancanza di coerenza e virtù, ma di lucidità e conoscenza. Filosofia e Virtù non vanno insieme. Non si è morali o immorali ma consapevoli o ignoranti; la miseria non è etica ma intellettuale, e l’impotenza non è della volontà ma della ragione. A me interessa capire, non credere.“.

Seneca: “Non quello che siamo, ma quello che possiamo e vogliamo essere: questo mi è stato sempre a cuore. Tu, Lucrezio, fissi e pietrifichi utto: ma il sapere non è un algoritmo, è un dialogo dell’anima con se stessa; l’uomo non è un cristallo e la verità non è una conquista definitiva. Io cerco la verità e la cerco ostinatamente. Essa, la verità, è amica e alleata del futuro, perché ha sempre da essere, e ognuno dovrà cercarla da solo, senza interposta persona: non bisogna giurare sulla parola di nessun maestro. Io non mi sono reso schiavo di nessuno, non porto il nome di nessun filosofo: ho grande fiducia nel giudizio degli uomini insigni, ma rivendico qualche diritto anche al mio pensiero. Anche i grandi infatti ci lasciarono non verità scoperte, ma verità da scoprire; e dopo di noi altri scopriranno cose a noi sconosciute.

La mia pietas non è quella dell’universo, ma quella dell’uomo; una sorta di misericordia che non conosce dogmi, pregiudizi, schieramenti. A me interessa conoscere non per piacere o per scommessa, ma per imparare a vivere e a morire; prima che ammirare il cielo stellato, la filosofia giova a porre rimedio alla vita e a risollevarsi dai fallimenti. A prendersi cura di sé. …“.

Conciliare le due visoni è naturalmente impossibile, ed ognuno sceglierà la sponda del fiume che più gli sarà congeniale; l’importante, forse, è non dimenticare che il fiume scorre, al di là delle parole, le temperie, dei due amici-nemici.

Ed in tempi di preparazione per la nuova stagione dei lavori, anche l’alchimista innamorato potrà, o piuttosto dovrà, confrontarsi con le domande che sorgono dalle acque del fiume; verità e conoscenza, due facce dell’identica medaglia offertaci dal seguire le orme di Madre Natura. Qualunque fosse la risposta, sarà lo sporcarsi le mani e l’osservazione attenta della Creazione nel crogiolo incandescente che potrà fornire soluzione all’impossibile confronto. Magari sorridendo alle … legende !

Nuremberg. Silver medal, no year (ca. 1700), die cut by Philipp Heinrich Müller, from the Friedrich Kleinert medal mint. Luna-Diana over Mercury, lying on the burning stake. Rev. Winged Saturn chains fleeing Mercury with vine, between them Jupiter, sitting on an eagle and holding a torch.

 

 

Riflessioni Lunatiche

Posted in Alchemy, Alchemy Texts, Alchimia, Alchimie, Philosophia Naturalis, Various Stuff with tags , , , , , , on Wednesday, April 4, 2018 by Captain NEMO

Ogni volta che entro in Laboratorio sto bene, per quanto Locus Terribilis est iste. L’alchimista operoso ritrova la pace del silenzio, e si abbandona – finalmente – al poter domandare e rispondere non più ad un essere umano, ma ad esseri di natura silente, come i minerali. Stupiti? .. Non serve a nulla lo stupore: ogni minerale continuerà a vivere serenamente, con o senza lo stupore nostro. Ma dicevo dell’alchimista, nel suo privato luogo di studio e pratica: egli domanda ed interloquisce con Madre Natura, in un colloquio intimo, ma profondissimo, continuato, animato. Sempre più sorprendente, a dispetto della consuetudine serale. La Pace è con l’alchimista che segue Natura. Non v’è altro. Osserva, attento, il succedersi delle ‘comunicazioni’, delle informazioni che ‘in-formano’ la Materia in evoluzione. Ogni volta, ogni istante, ogni notte, incontra Luna e le sue meraviglie. Si dice che la Force sia una forma romantica propria del raccontar fiabe, si dice che il meraviglioso resti racchiuso nella scatola delle chimere, delle quali abbiamo bisogno per crederci ‘viventi’, acculturati, credenti, sapienti. Eppure la Force è proprio ciò che permette e spinge la Vita, ogni vita; siamo abituati ad elucubrare, secondo arguzia e fine dialettica, su ogni minuzia che la mente apparecchia per affermare il proprio dominio sul ‘come-stanno-le-cose’. Si dicono molte cose sul meraviglioso. Ma pochi, persino tra chi si occupa manualmente di Alchimia, si rendono conto che l’Opera è all’opera, sempre, in ogni vivente. Meraviglia non è un sogno, ma, semplicemente, una ‘cosa-da-guardare’: mirabile. Basta guardare per vibrare, letteralmente e persino fisicamente, come sta scritto nei libri antichi della Philosophia; i quali non sono quisquilie intellettuali, ma veri ‘manuali’. Noi elaboriamo sovrastrutture del tutto inutili, e poi protestiamo perché non comprendiamo. Mirare, ammirare, per fare. Invece, protestiamo, contestiamo, ci ergiamo. E stabiliamo. Eppure, è tutto già qui, tutto già lì, tutto, da sempre. In Opera. Luna attrae e Force scorre, potente. Se Luna piena è sintomo di massima forza, dovremo aumentare o diminuire i fuochi? Se Luna cala, perché mai non tenerne conto anche quando volessimo porger acqua ad un fiore che chiudesse quelle notte la corolla? La corolla, non assomiglia forse alla corona di un Re o di una Regina, piccoli o grandi che essi siano? Se un sasso, o ciò che ‘noi’ crediamo solo un sasso, ‘sente’ Luna e muta nel proprio divenire, e si sposta lungo l’asse del proprio luogo e del proprio tempo (non i nostri, ça-va-sans-dire), perché in armonia di fase con la frequenza del battito lento Lunare; se esso sasso ‘sente’ e muta, e si orienta e si occidenta, e mostra nuovo colore, se tutto “si” cangia senza parole e senza pensare, senza mente; se Madre Natura guida serena il cammino di ogni cosa vivente, incurante del nostro abbaiar sentenze dotte o dogmi ingannevoli o lamentazoni infinite … ebbene, perché mai continuiamo a sostenere che  – per esempio – Luna non induca mutamenti concreti anche in noi esseri umani? … mutamenti che non assecondiamo, né seguiamo più? … il ‘fiatar’ “…AMO!” (viene da quel ‘Fiat’ !!) in Luna che sale non avrà un grado ed una direzione specifica differenti (funzionalmente!) se Luna scende? L’andar su e l’andar giù, un alto e un basso, il battere, il periodo: definizione di un circuito, di un percorso, mirabile. Il periodo è alla base di ogni frequenza, alla base di ogni ciclo, di ogni circolo, di ogni ruota, di ogni irraggiamento, di ogni interazione del Campo (John Dee docet!), di ogni sentire, di ogni Musica: non è forse arcinoto che è “l’Amor che move il sole e l’altre stelle“? Dice: ma dai. Dico: guarda, studia e fai. Degnati di ‘fare’, di agire, MA … secondo Natura! Dico ancora: se un sasso ‘sente’ il ‘fiatar’ di Luna e si accorda a quell’Amor di cui sopra, possiamo ancora sostenere che il nostro ‘fiatar’ non debba accordarsi con quello di Natura? E poi ci si chiede “cosa” sia Ri-Sonanza, e ‘… come-si-fa’, o ‘… a che serve’? … e si dovrebbe continuare, più nel profondo delle cose nostre, ma scopriremmo scomodi altari sui quali la nostra mente non potrebbe mai posarsi indenne. Eppure così è, se vi pare.

L’alchimista è testimone del divenire in atto, in Opera. Non è difficile accorgersene quando si è soli, in pace, danzando con il battito lento di Luna. Si dimentica, l’alchimista, dei propri affanni, delle proprie convinzioni, dei propri graniti, delle proprie certezze: e osserva, sorridente, la facilità con cui tutto volge verso il vert, dans le Printemps. Magia? Fantasia? Esoterismo? Rosa Croce? … ma va là, non diciamo sciocchezze. Ogni vivente è un Servant di Madre Natura, unica vera guida di ogni mutamento. Il Progetto, il Blueprint, è il suo; siamo bimbi Servant. Tutto qui. Qualcuno potrebbe chiedere, con presupponente arguzia: “Servant? … saremmo ‘servitori’ di una vaga entità, frutto del nostro intelletto? … Non sarà che siamo noi, al contrario a dover guidare il nostro cammino, secondo Scuola, Ordine e Rito?” Potrei rispondere, in tutta serenità, che il vero arciere non è colui che si fregia di un titolo, o del Badge del XII° Gruppo Arcieri di Magister San Gelasio, Suprema Cripta 21 ‘La Foudre du Soleil“; no, sono ormai certo che il vero arciere, il vero Arjuna, sia in semplicità il Servant dell’Arco. Nulla di più e nulla di meno. Quando, e se, si raggiungesse questa serena consapevolezza, allora – forse – uno può essere (non ‘chiamarsi’) arciere. Servant. Dell’Arco. Dice: “… ma … lei intende il Royal Arch? … ‘quel’ Royal Arch’?“. Totò, Principe di Bisanzio, risponderebbe: ” … ma mi faccia il piacere!“.

Luna batte, ed il sasso e l’alchimista seguono il corso indicato, né dal luogo, né dal tempo.

Anche questa, credetemi, è la bellezza dell’Alchimia operativa:  dopo più di quarant’anni miei, danzo l’antica danza dei semplici. Il resto, consentitemelo, è privato. Tra me e la Regina Bianca.

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Primavera 2018

Posted in Alchemy, Alchemy Texts, Alchimia, Alchimie, Philosophia Naturalis with tags , , , , , , , on Wednesday, March 21, 2018 by Captain NEMO

Sakura

Mentre fuori piove, nevica, soffia il vento freddo, i Cuori degli Innamorati – dentro – sono caldi e sintonizzati sul maestoso orologio cosmico, che gli Antichi conoscevano e vivevano meglio di noi.

La stagione è propizia ed i Fucohi silenziosi si sono accesi in piccoli Laboratori, sparsi, pronti all’abbraccio; sono dei Foux gli alchimsiti, e sono dei bimbi; guardano il Cielo con gli occhi dell’abbandono alla grandezza di Madre Natura, ed il fiammifero accende la Lampada fedele, sull’accordo del primo giorno di Primavera.

E’ un gesto che ripetiamo ogni anno, come ogni Cercatore ha fatto e farà: in silenzio, in umiltà, con Gioia fraterna, grande. Con un sorriso sereno.

Che il Cieo, gentile, protegga chi viaggia nel Bosco Incantato della Dama!

Il Sogno dei Filosfi

Posted in Alchemy, Alchemy Texts, Alchimia, Alchimie, Philosophia Naturalis with tags , , , , , , , , , , , , , , on Wednesday, March 7, 2018 by Captain NEMO

Se un lettore si imbattesse in un libro titolato Il Sogno dei Filosofi, e considerasse il sottotiolo ‘dall’Hylè di Aristotele alla Materia Pura di Severi-Pannaria, ovvero, La Fisica alla luce della Filosofia Perenne‘, potrebbe non accorgersi di avere di fronte a sé una rara opportunità; nel panorama di oggi è ben difficile leggere un testo che abbraccia con perizia e dovizia l’argomento periglioso della Materia in una Manifestazione; certo, vi sono fior fiore di opere di filosofi gallonati, di scienziati rinomati, di divulgatori di vario ordine e grado, di experiti con blasone e medaglie, di Soloni sapienti, e via dicendo.

Ma questo lavoro di Claudio Cardella e Stefano Costa offre con grande coraggio una visione nuova, consistente e intelligente, dell’evento più misterioso ed appassionante che ci sia:

cosa è Materia?, e … come ‘funziona’?

Da uomini di scienza, ma anche – e forse, soprattutto, onesti e leali Cercatori – l’approccio dell’impresa è quello di mettere sul tavolo lo stato attuale delle nostre idee, dei limiti intellettuali, filosofici ed oggettivi, e coniugare più fil-rouges che diano modo al lettore di comprendere il modello teorico proposto: Aristotele, le immani contraddizioni della Fisica moderna, gli echi solidissimi dei Filosofi antichi, le dizioni e contraddizioni dei paradigmi teologici disponibili, e la genialità del modello di Francesco Severi e Francesco Pannaria. Il risultato è un libro di respiro amplissimo, pur nella naturale difficoltà dell’argomento e delle argomentazioni, che illumina una serie di aree scientifiche e filosofiche essenziali per la comprensione dello scenario (ancora una volta, immane) proposto. Una miglior esplorazione di quelle aree potrebbe essere foriera, nel tempo, di nuova Conoscenza, e di una consonanza con il processo con cui Natura opera sempre. Quella Conoscenza non implica né potere, né controllo, i quali sono di fatto i valori tossici di questa nostra civiltà; implica, al contrario, rispetto ed uguaglianza, merce rarissima oggidì.

Va da sé che il mio interesse per Il Sogno dei Filosofi, oltre alla fraterna amicizia che mi lega a Claudio Cardella, è dovuto alla ricerca alchemica, ed ai risultati osservabili che il Laboratorio riserva a chi si toglie dalla testa la stolidità del pre-giudizio: l’Alchimia è l’aspetto pratico di una sensata e libera osservazione della Natura, poggiata sulle antiche  fondamenta della Filosofia Naturale. Leggendo il libro ho sorriso molte, molte volte ripensando ai ‘fatti’ che accadono in Laboratorio; ed alle conseguenze inevitabili di tali ‘ritrovamenti’. E di quanto lontani dalla Natura siano oggi la cultura della Scienza, i vari circoli esoterici e compagnia-bella, il modello sociale corrente, e – purtroppo – la nostra privata consapevolezza. Persino la piccola nicchia degli alchimisti, qui e altrove, ha perduto lampada, occhiali e bastone. Nonostante il ben conosciuto monito Dantesco, siamo solo dei poveri Bruti.

L’impianto del libro è senza dubbio complesso, come la materia richiede; l’esame razionale di quanto scritto è naturalmente ugualmente complesso, e al lettore è richiesta una non risibile padronanza dei temi scientifici di base esposti, ma anche della curiosità – quasi l’emblema del Cercatore – di consultare le tante fonti dei temi filosofici a sostegno, e la capacità non comune di elaborare un modello naturale ben diverso da quanto scuole ed accademie oggi passano per oro colato. Ma le opportunità di studio offerte dal libro sono outstanding: e meravigliose, se solo uno seguisse la rotta.

Parafrasando me stesso: … sono dei Ribelli i due autori? Mi par proprio di sì.

Il modello che prende forma man mano che procede la lettura è un oggetto semplice ed ingombrante: praticamente nessuno dei ‘sacri teoremi’ della Fisica moderna regge, ed emerge una visione nuova, animata da una logica più onesta e utile; la quale è oggi indispensabile per comprendere cosa sia Materia e come essa operi. La teoria del Principio di Scambio di F. Pannaria (si leggano, con calma ed attenzione le Memorie Scelte, qui) pare provenire da un altro mondo, tanto è semplice e chiara, rispetto alle attuali ‘trovate’ di chi asserisce di aver la patente-a-spiegare-come-stanno-le-cose (e non solo quelle scientifiche, ma pure alchemiche!). Certo, lo ripeto, il solo affacciarsi di tale semplicità, di tale efficacia nel descrivere il percorso della Materia nel suo eterno divenire (continuato nel discontinuo), genererà immediatamente steccati, palizzate, distinguo, reproches, e ignorante arroganza. Forse, però, qualcuno inizierà a studiare; scenderà dal suo piccolo palco umano, e si metterà in cammino verso Lux ed Amor, unici Agenti di Creazione in ogni universo. Dice: e Dio ? … rispetto chi vuol porsi la domanda e vuol darsi la sua risposta; non so dire, tuttavia, se si chiami davvero Dio, ma nel Bosco di Madre Natura si odono canti e si scorgono luci che parlano di semplicità ed amore. Sed de hoc satis.

A proposito del modello Severi-Pannaria, il lettore certo ricorderà che l’Accademia dei Lincei – che conserva gran parte dei manoscritti iniziali di Severi sulla Materia Pura e sui suoi sviluppi seguenti – appose ‘con un asterisco’ la seguente dicitura in calce alle Memorie:

I Soci Nazionali  della Sezione di Fisica dell’Accademia, a conclusione di lunghe discussioni avvenute tra loro, e col compianto Socio Severi, sul contenuto della Memoria [Nota] …, si accordarono, il 14 Novembre 1961, per accompagnare detta Memoria [Nota] con la dichiarazione seguente:

‘I Soci Nazionali Amaldi, Bernardini, Carrelli, Ferretti, Occhialini, Persico, Perruca, Polvani, Wataghin, desiderano render noto che essi non condividono quanto è espresso nella Memoria [Nota] del Socio’.

Ecco, questo è un esempio di quanto volgare, miope e dogmatica – terribile a dirsi in un contesto di ricerca veritiera – possa essere la visio del mondo accademico, così noiosamente auto-referenziale. Per non dire inelegante, visto che all’epoca ‘il Socio Severi’ stava per lasciare questo mondo.

Il Sogno dei Filosofi (edito da Lulu, acquistabile qui) val la pena di essere ben letto, con assoluta calma e con estremo impegno: l’argomento lo richiede; poi, andrà letto ancora, e poi studiato, a lungo. La conclusione? … essa spetta al Cercatore, che adotterà la sua propria postura, sia di sviluppo del proprio studio, sia della propria  ricerca, sia della sperimentazione.

Mi sento tuttavia di avvertire, in assoluta umiltà, e senza volermi in alcun modo sostituire ai due autori, che la verifica sperimentale di tal modello geniale, pur nei suoi limiti naturali, implica l’abbandono totale del metodo scientifico corrente: forse, quando l’accademico cesserà di guardare un alchimista come un povero deficiente, quella agognatissima ‘Teoria Unificata’  vedrà finalmente – negli anni – una sperimentazione più vera, più Naturale; ma quest’abbraccio, temo, non avverrà mai. Il canonico non abbraccerà mai l’eretico. Paradossale, n’est-ce pas ?

Conoscere porta alla Contemplazione della Bellezza suprema, nel silenzio della semplicità.

L’essere umano tende in genere ad altre mete, ad altre utilità.

Il formidabile apparato di analisi, elaborazione e sviluppo contenuto in questo libro merita ogni plauso, ma richiederebbe anche, nel lettore, e ancor più nello studente, una rivoluzione interiore: i mondi, gli universi, le stelle, le creature non sono come li descriviamo, come li vendiamo, come li passiamo ai nostri figli. Accadrà? … chi può dirlo?

Ai due autori va la mia riconoscenza per l’enorme mole di lavoro offerto; al Cercatore appassionato, al lettore di questo libro, al Ribelle all’Imperium del mondo parruccone e bardato in ogni modo e stile, lascio il piacere e l’onere di leggere, studiare e praticare.

Il Sogno dei Filosofi non è una chimera, bensì l’azione nostra – meglio: il nostro mutare; quasi un capovolgimento – verso Madre Natura.

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