Eugène Canseliet – Intervista, 1980

Intervista a

E u g è n e C an s e l i e t

per TF1

con Nicole Brisse

1980

(Traduzione italiana e trascrizione: Captain NEMO – 2020 – Vers. Alfa_01)

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Il colophon su INA.fr recita:

Un’arte sacra

Al tempo delle cattedrali, la vetrata è prima di tutto sacra e tinta d’alchimia. Nel 1980, Eugène Canseliet evoca l’importanza di questa scienza millenaria nella fabbricazione delle vetrate nel Medio Evo. Si parla di pietra filosofale, di colore e di magia.”.

NB – “Al momento di lasciare un atelier di restauro delle vetrate del XII° [NdT – secolo] e quando ci si ritrova d’un tratto nella dimora di un alchimista del XX° secolo, evidentemente ci si re-immerge nuovamente otto secoli fa. Eugène Canseliet, c’è qualcosa che mi ha molto sorpreso a proposito dei giovani vetrai di Chartres che mi hanno detto che l’arte della vetrata del XX° secolo è equivalente a quella del X°, e che non vi è un mistero nelle vetrate del Medio Evo, e che tutto questo è stato demistificato.”.

EC – “É … è un errore …”.

NB – “Questo non vi urta?”.

EC – “… sarebbe indubbiamente una mistificazione il tentarlo …. come è possibile? … ma l’alchimia, è l’alchimia che presiedeva alla fabbricazione delle belle vetrate … “.

NB – “Ma se guardo questo libro, che mi è parso molto serio, è di Louis Grodecky, vedo … che … l’ossido di ferro da solo poteva dare – a seconda della temperatura di cottura – diverse colorazioni, il porpora, il giallo ed il verde; il rame dà il rosso, nel color blu del XII° scopriamo del cobalto, del manganese, ed anche del cromo…”.

EC – “… sì …”.

NB – “… tutto questo non ha nulla di misterioso … allora dove erano …”.

EC – “… ma no … non è misterioso … c’è questo, certo, che d’altro canto prova, se lo si crede, prova bene che conoscevano un po’ i metalloidi e senza dubbio il cadmio; ma questa è un’altra cosa, tutti i rossi sono basati su della …, non della pietra filosofale … attenzione … ma della pietra trasmutatoria; vale a dire, è la pietra filosofale, che è destinata agli umani, naturalmente all’artista in particolare, e che viene diretta sul regno metallico, sul regno minerale, attraverso l’oro; si proietta la medicina sull’oro e si ottiene la polvere trasmutatoria, … non la polvere, la pietra trasmutatoria; è un bel rubino, ed è questo rubino che colorava i rossi …”.

NB – “… É per questo che il Bleu de Chartres si chiamava ‘zafirha‘?”.

EC – “… veniva preso al momento della progressione dei colori che passano per … i colori del prisma, … si succedono esattamente come i colori del prisma, … e dunque …, … e ogni colore corrispondente ad un pianeta, ed i pianeti passano seguendo il sistema di Tolomeo, … e …”.

NB – “Per concludere, voglio farvi una confidenza; è che questi giovani che sbeffeggiano, che l’alchimia fa sorridere, hanno in ogni caso aggiunto  che quando si trovavano di fronte ad una vetrata del XII°, del XIII°, e persino del XIV° [NdT – secolo], più che commossi erano sottosopra …”.

EC – “Ciò non mi sorprende, perché vi è in più un’influenza magica certa, che li prende ancor meglio quando si interessano, si interessano alla cosa …”.

NB – “… anche se mentalmente la negano …”.

EC – “… importa poco … importa poco, … è come – un tempo – l’Officio cattolico romano, no?, … il magistero era compiuto nell’istante in cui il rituale era stato osservato da parte, da parte del prete indegno…”.

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