Eugène Canseliet – Intervista, 1974

Intervista a

E u g è n e C an s e l i e t

per Ouvrez les guillemets / TF1

con Gilles Lapouge

11 Marzo 1974

(Traduzione italiana e trascrizione: Captain NEMO – 2020 – Vers. Alfa_01)

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All’interno del Magazine televisivo di Bernard Pivot, Gilles Lapouge presenta una video-intervista di Eugène Canseliet, realizzata da Nicolas Ribowsky a casa di Canseliet.

GL – “… alchimia … e naturalmente l’alchimia è piena di enigmi … di enigmi … e vi è anche un enigma più moderno, che è contemporaneo e che a mio avviso merita di essere esaminato; è Fulcanelli.

Fulcanelli nel 1925 pubblica un libro, che si chiama Le Mystère des Cathédrales, e poi quattro anni più tardi … è firmato Fulcanelli … quattro anni più tardi un secondo libro che si intitola Les Demeures Philosophales, firmato Fulcanelli. Questi libri non hanno alcun successo …. passano inosservati, credo che alla soglia della guerra ne furono vendute, nel ’39, poco più di trecento copie per ognuno di questi titoli. Dopo la guerra le cose cambiano, c’è gente che si interessa a Fulcanelli, e da allora c’è un interesse incessante su Fulcanelli, al punto tale che si ebbero delle riedizioni di questi due libri, ed una riedizione molto interessante presso Jean Jacques Pauvert. Detto questo, ancora non sappiamo chi sia stato Fulcanelli, sono stati proposti dei nomi per decrittare questo segreto, nulla di convincente, e c’è una persona che dice di essere il discepolo di Fulcanelli, che dice di aver conosciuto Fulcanelli molto, molto bene; è un altro alchimista che si chiama Eugène Canseliet.

Allora, per tentare a nostra volta di entrare su questa pista, allo scopo di scoprire il profilo di questo misterioso personaggio, siamo andati a trovare Eugène Canseliet nella piccola casa in cui vive nei pressi di Beauvais: ecco dunque Eugène Canseliet, l’alchimista, in un filmato di Nicolas Ribowsky.”.

EC – “Così potremmo afferrare, malgrado l’apparente paradosso, vale a dire con orgoglio ed altrettanta umiltà, che siamo certamente il più vecchio studente che vi sia in  Francia. Non è questo il titolo, in fede il più umile e il più glorioso che il filosofo possa rivendicare? … nella serenità, nell’onore.

L’alchimia è una scienza positiva, essa domanda, richiede il lavoro di laboratorio. Gli alchimisti lavoravano nei laboratori, e là soltanto può essere cercata la verità, la verità alchemica. Non bisogna credere, come si dice comunemente, che l’alchimia consista nel trasmutare i metalli vili, i metalli inferiori come il piombo, come lo stagno, il mercurio, l’argento vivo, il mercurio colante … di trasmutare questi metalli in oro. É un errore. L’alchimia ha come scopo la medicina universale.

L’alchimia è una scienza positiva, … una scienza, no, non è nemmeno esatto, … è ‘la’ Scienza, con una esse grande; la Scienza, l’alchimia è la vera chimica-fisica; ed ha la sua filosofia, ecco ciò che importa; essa ha la sua filosofia. Nei tempi antichi il filosofo designava l’alchimista, ma in verità il filosofo è l’alchimista; l’alchimista che diventa Adepto – dal latino Adeptus – che indica … Sommo Adepto … colui che ha ottenuto, colui che ha raggiunto, colui che ha acquisito, è arrivato, ha ricevuto il Dono di Dio, vale a dire la Pietra Filosofale o la Medicina Universale.

Fulcanelli. Senza dubbio è un enigma. Un enigma, a livello dell’umano; si è potuto credere, in seguito alla mia prima prefazione al Mistero delle Cattedrali … si è potuto credere che fosse morto. É un errore. É davvero ancora vivente: perché? … ma, molto semplicemente, perché egli è arrivato all’Adeptato, perché ha la Pietra Filosofale, … egli vive sempre, ha ucciso il vecchio uomo, non poteva più restare al nostro livello, poiché ha guadagnato un altro livello, molto più elevato; diciamo persino, non temiamo di dirlo, ha guadagnato il piano, il piano del divino; là, ove è l’eterno presente.

I libri d’alchimia, i trattati, appaiono essere oscuri (?), … sono stati resi tali, di proposito; perché – lo dice Cosmpolita in particolare, che è stato un Adepto incontestabile – … Cosmopolita dice che se l’Opera fosse esposta in termini chiari, non vi si crederebbe … non si crederebbe … tanto, tanto, tanto è, questa Grande Opera, tanto è semplice. Ci si lamenta sempre di aver detto troppo. Si lamentano sempre che i loro scritti hanno rivelato troppo.

Le Mystère des Cathédrales, evidentemente, tratta soprattutto di Notre Dame di Parigi. delle sculture della facciata; d’altronde, Gobineau de Mont-Luisant, prima di Fulcanelli, ne aveva già parlato; ma Fulcanelli ha spinto più lontano, molto più lontano, lo studio delle sculture della facciata; in particolare, lo studio, la spiegazione dell’esoterismo dei graziosi, dei bei medaglioni che sono, buon dio, relativamente in eccellente stato di conservazione … li ha studiati, li ha spiegati, dal punto di vista dell’alchimia, che non possono essere spiegati altrimenti … sono dei piccoli bassorilievi, che non hanno nulla a che vedere con la religione, che non sono affatto edificanti, ma che si sa bene, sappiamo bene – persino per un profano – che si tratta di tutt’altra cosa di ciò che è religioso, non direi di ciò che è sacro, poiché l’alchimia è, essa stessa, sacra. L’alchimia era chiamata l’arte sacerdotale.

La … Le Mystère des Cathédrales, in seguito LesDemerures Philosophales, parlano, studiano, esaminano la decorazione non soltanto degli edifici religiosi, ma anche degli edifici civili, per esempio il Palais Jacques Coeur a Bourges, … il Palais Jacques Coeur a Bourges dove vediamo che la religione, che il rituale religioso, religioso e magico della Messa, affianca, affianca il lavoro al forno. Jacques Coeur aveva nella parete, nel muro, ricavato nel muro della cappella, uno stambugio con un forno, e si occupava di lavoro alchemico mentre, allo stesso tempo, seguiva, seguiva con l’udito, con le orecchie, e persino visivamente, seguiva l’Officio, si regolava su di esso durante l’esecuzione del suo lavoro alchemico, delle sue manipolazioni.

L’alchimia è la base stessa della religione. L’alchimia assicurava la perennità della Chiesa. Del resto, l’Antico Testamento, come il Nuovo, i due, Antico e Nuovo, sono dei trattati di alchimia; Gesù dice bene ‘sei proprio pietra, pietra pietra pietra, e su questa pietra costruirò la mia Chiesa, di questa pietra‘. Petrus e Petra, è proprio la pietra ed è d’altro canto la Pietra Filosofale, d’altro canto allorché si costruivano tutte le Cattedrali, nel Medio Evo, si deponeva sempre … vicino al Maître d’Hôtel, sulla pietra dell’edificio, un po’ … un po’, insomma, una certa quantità di Pietra Filosofale; veniva deposta in un matraccio, ma era necessario che l’edificio venisse costruito su questa pietra, la quale – essa stessa – era uscita dai lavori, dai lavori della Grande Opera, in Laboratorio.

L’alchimia costituisce l’esoterismo della Chiesa, della chiesa di pietra; questi sono gli esoterismi, ed è proprio, è proprio ciò che ha messo in luce Fulcanelli, senza dubbio il Maestro degli alchimisti attuali. La Chiesa non ha mai, mai, perseguitato gli alchimisti; salvo qualche falso che si trovava tra degli sventurati, delle sventurate, che si dedicavano alla stregoneria. La stregoneria era, naturalmente, condannata severamente dalla Chiesa. Ma non l’alchimia. E come, come provarlo? …beh,  per prima cosa, perché non abbiamo dei precedenti nella storia dell’alchimia che degli alchimisti siano stati perseguitati dalla Chiesa; ma, al contrario, abbiamo, possediamo un’intera lista sin da tempi lontani, nel Medio Evo, quasi fino ai nostri giorni, una quantità di ecclesiastici, di ogni ordine, che si sono succeduti, essendosi dedicati lungamente al lavoro d’alchimia; per esempio, non abbiamo forse avuto un Papa, un Papa che si dedicava al lavoro di Laboratorio, un Papa d’Avignone, Giovanni XXII. Giovanni XXII che ha scritto un trattato, peraltro molto curioso, molto singolare, l’Ars Trasmutatoria, l’Arte Trasmutatoria; questo Papa ha lasciato nelle segrete del Palazzo di Avignone un tesoro fantastico, persino per l’epoca, a fortiori per noi, che arrivava ad essere [NdT – composto di] mucchi d’oro, e un piccolo lingotto, e persino il piccolo testo che lo accompagnava, è conosciuto, ci sono documenti ufficiali, dell’oreficeria, una quantità di oreficeria … e … non si può sostenere che il peculato, che le esazioni, che le imposte enormi, pesanti, potevano addirittura – ma soprattutto a quest’epoca – riunire un tale, un tale ammasso di ricchezze.

L’alchimia compie la sua opera. Con un’azione certamente salvatrice. Essa affascina molto la giovinezza, ed in profondità. In ogni caso, senza dubbio anch’essa essa deve la sua rinascita in gran parte grazie alle scoperte della chimica fisica, che la affianca. La rinascita alchemica è dovuta ad un intervento cosmico, si solleva da questi processi cosmici che gli antichi chiamavano ‘gli universali‘; l’alchimia ritorna con una grandissima potenza; è tempo perché siamo in un periodo profondamente disturbato, ove la perturbazione è grande … e … la prove collettive sono annunciate per dei segni premonitori che non ingannano affatto. L’alchimia può, grazie soprattutto alla sua filosofia, può evitare le conseguenze disastrose che la tribolazione – diciamo la parola, che ci è promessa, ahimè – … e nemmeno forse, ma certamente …essa può, questa filosofia alchemica, apportare agli uomini la potenza per resistere alla grande tribolazione.”.

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