Notre Dame de Paris: Fulcanelli e la Cattedrale


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La più forte impressione della nostra prima giovinezza – avevamo sette anni – quella di cui conserviamo ancora un vivo ricordo, fu l’emozione che provocò nel nostro animo di bambino la vista di una cattedrale gotica. Ne fummo subito sopraffatti, estasiati, colmi d’ammirazione, incapaci di sottrarci al fascino del meraviglioso, alla magia dello splendido, dell’immenso, del vertiginoso, che sprigionava quest’opera più divina che umana.
Da allora la visione si è trasformata, l’emozione resta. Se l’abitudine ha mutato il turbamento improvviso del primo incontro, non abbiamo mai potuto liberarci da una specie d’incanto di fronte a quei bei libri di immagini innalzati sui nostri sagrati, che estendono sino al cielo le loro pagine scolpite nella pietra.

In quale lingua, in che modo potremmo esprimere la nostra ammirazione, testimoniare la nostra riconoscenza, i sentimenti di gratitudine di cui il nostro cuore è colmo per tutto ciò che ci hanno insegnato ad apprezzare, a riconoscere, a scoprire, questi capolavori muti, questi maestri senza parole e senza voce? …

“… Se il raccoglimento sotto la luce spettrale e policroma delle alte vetrate, e il silenzio, invitano alla preghiera e predispongono alla meditazione, d’altra parte l’apparato, la struttura, l’ornamentazione emanano e riflettono, nella loro straordinaria potenza sensazioni meno edificanti, uno spirito più laico e, ammettiamolo, quasi pagano.
Vi si possono distinguere, oltre all’ardente ispirazione nata da una fede robusta, le mille preoccupazioni della grande anima popolare, l’affermazione della sua coscienza, della sua volontà, l’immagine del suo pensiero, complesso, astratto, essenziale, sovrano.

[Fulcanelli, Il Mistero delle Cattedrali – Ed. Mediterranee, Roma – 2005, p. 59-60]

La ‘Stryge’

2 Responses to “Notre Dame de Paris: Fulcanelli e la Cattedrale”

  1. Caro Capitano,
    ora che grazie al cielo la pietra ha resistito e meno male… Mi piacerebbe se lo vorrà; sapere quale è il suo pensiero sulla ricostruzione…
    Ricostruire come era prima o sbilanciarsi con nuove tecnologie moderne?
    Io passo continuamente dall’una all’altra.
    Per la Tradizione quale è la più giusta?
    Grazie in anticipo
    Saluti Gianni

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    • Mio caro Gianni,

      rispondo con un enorme ed esecrabile ritardo, di cui mi scuso.
      Sulla ricostruzione di Notre Dame: ho letto di molte proposte, la maggior parte orientate al moderno: alcune sono a mio avviso davvero ripugnanti, altre – poche, per la verità – al limite dell’accettabile.
      Spero davvero che Notre Dame de Paris venga riportata al suo stato pristino, così come l’abbiamo sempre conosciuta: per rispetto non tanto della storia, ma della Magia intima dell’Opera, nata da Spirito e Genio ormai smarriti, perduti.
      Sono però piuttosto scettico: gli architetti van di moda, ed il turismo (ormai marketing di bassissima lega) necessita di nuovi simulacri alla vanità.

      Sempre di buon cuore,

      Captain NEMO

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