Veritas & Scientia


Anche se il mondo attraversa uno dei tanti momenti di estrema incertezza e follia, capita di trovare pepite dimenticate in qualche frattura dell’asfalto che livella – e cancella – il profumo della terra e della vita: la lettura da parte di un grande attore di un brano tratto da un libro in uscita – qui – è un piccolo momento prezioso, per tutti utile all’emozione, ed alla riflessione. Riporto così quel brano di un dialogo magnifico tra Lucrezio e Seneca, l’Epicureo e lo Stoico, proposto da Ivano Dionigi, ex Rettore dell’Alma Mater di Bologna:

Lucrezio: “Io non ti rimprovero la mancanza di coerenza e virtù, ma di lucidità e conoscenza. Filosofia e Virtù non vanno insieme. Non si è morali o immorali ma consapevoli o ignoranti; la miseria non è etica ma intellettuale, e l’impotenza non è della volontà ma della ragione. A me interessa capire, non credere.“.

Seneca: “Non quello che siamo, ma quello che possiamo e vogliamo essere: questo mi è stato sempre a cuore. Tu, Lucrezio, fissi e pietrifichi utto: ma il sapere non è un algoritmo, è un dialogo dell’anima con se stessa; l’uomo non è un cristallo e la verità non è una conquista definitiva. Io cerco la verità e la cerco ostinatamente. Essa, la verità, è amica e alleata del futuro, perché ha sempre da essere, e ognuno dovrà cercarla da solo, senza interposta persona: non bisogna giurare sulla parola di nessun maestro. Io non mi sono reso schiavo di nessuno, non porto il nome di nessun filosofo: ho grande fiducia nel giudizio degli uomini insigni, ma rivendico qualche diritto anche al mio pensiero. Anche i grandi infatti ci lasciarono non verità scoperte, ma verità da scoprire; e dopo di noi altri scopriranno cose a noi sconosciute.

La mia pietas non è quella dell’universo, ma quella dell’uomo; una sorta di misericordia che non conosce dogmi, pregiudizi, schieramenti. A me interessa conoscere non per piacere o per scommessa, ma per imparare a vivere e a morire; prima che ammirare il cielo stellato, la filosofia giova a porre rimedio alla vita e a risollevarsi dai fallimenti. A prendersi cura di sé. …“.

Conciliare le due visoni è naturalmente impossibile, ed ognuno sceglierà la sponda del fiume che più gli sarà congeniale; l’importante, forse, è non dimenticare che il fiume scorre, al di là delle parole, le temperie, dei due amici-nemici.

Ed in tempi di preparazione per la nuova stagione dei lavori, anche l’alchimista innamorato potrà, o piuttosto dovrà, confrontarsi con le domande che sorgono dalle acque del fiume; verità e conoscenza, due facce dell’identica medaglia offertaci dal seguire le orme di Madre Natura. Qualunque fosse la risposta, sarà lo sporcarsi le mani e l’osservazione attenta della Creazione nel crogiolo incandescente che potrà fornire soluzione all’impossibile confronto. Magari sorridendo alle … legende !

Nuremberg. Silver medal, no year (ca. 1700), die cut by Philipp Heinrich Müller, from the Friedrich Kleinert medal mint. Luna-Diana over Mercury, lying on the burning stake. Rev. Winged Saturn chains fleeing Mercury with vine, between them Jupiter, sitting on an eagle and holding a torch.

 

 

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3 Responses to “Veritas & Scientia”

  1. Ma che strana questa medaglia!
    Al recto Un mercurio non più alato, ma ben fisso alla pira sta morendo sul rogo ed esclama: “ non sono stato quel che ero, [ma lo] sono adesso, mentre muoio”. Insieme a dense volute di vapore sembra sublimare la casta Diana come fosse la sua anima, E visto che la medaglia è d’argento, è questa forse l’Opera al bianco?
    Al verso e propedeuticamente al recto, il Mercurio (di cui sopra), è preso tra due fuochi, entrambi volatili (ohibò!): quello della torcia del sommo re Giove (coronato) che circola svolazzando in groppa alla fida aquila, e quello technis, dei subdoli espedienti, di un cupido alato (fecondo e rigoglioso) che lo prende saldamente al laccio mentre lui esclama: “così, mentre fuggo quelli che [mi sono] congiunti per sangue mi catturano con artifici”. Sembra che qui vada tutto al contrario, il mercurio viene fissato e gli zolfi volatilizzati, proprio secondo il precetto “fac fixum volatile et volatile fixum”.
    Devotamente,
    FC

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  2. Caro Capitano,
    questa medaglia è stata davvero un bel regalo di Natale. Tra le tante considerazioni e ipotesi che ho scritto e scriverò sui miei appunti di laboratorio – riguardanti ovviamente le precise operazioni alchemiche mostrate nelle due facce – ce n’è una che vorrei condividere qui: mi riferisco al verso della medaglia, in cui si vede bene ‘una corda’, un legame, che fissa il Mercurio. Filalete sul Legame ha scritto cose interessanti, e sarà mia cura studiare bene ciò che ha voluto indicare, ma appena vista quella immagine incisa mi è tornato in mente un Emblema che si trova accanto alla p. 80 del libro di Canseliet, ‘Alchimia spiegata sui suoi testi classici’, in cui si vede un putto con il braccio destro alato e rivolto verso il cielo e il braccio sinistro rivolto verso la terra e impugna una corda che tiene legato (fermo) un cubo (un ‘sale’). Il motto recita ‘Paupertas summis ingeniis obesse ne provehantur’. In questo Emblema mi sembra di rinvenire l’intera scena riportata nel verso della medaglia, in cui abbiamo qualcosa che ‘sta in alto’ (il Signore tra le nubi) e qualcosa che ‘sta in basso’, abbiamo un putto alato e allo stesso tempo vicino alla terra, abbiamo una corda, che tiene ‘ferma’ e fissa una materia salina. So bene che Giove e la sua Aquila e i grappoli d’uva accanto ad Eros presenti nell’incisione sono preziose indicazioni da non trascurare e che non figurano nell’Emblema, ma ho voluto comunque portarlo all’attenzione di tutti per via della corda che lega, del sale fissato e del putto dal braccio alzato e alato.
    N.B. Sempre a proposito del verso della medaglia, ho apprezzato la particolare traduzione del motto da parte di Fra’ Cercone: “così, mentre fuggo quelli che [mi sono] congiunti per sangue mi catturano con artifici”, dove la frase ‘quelli che mi sono congiunti’ getta nuova luce sulle parentele non solo tra Giove ed Eros (la mitologia ci dice che sono nonno e nipote), ma anche e soprattutto tra Giove, Eros e Mercurio stesso!

    Buon Anno a tutti i Cercatori!!!
    Compos Stellae

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    • Cara Madame Compostellae,

      grazie per il suo ‘acuminato‘ commento; more soilto, lei trova cose preziose e dato che la materia è delicata ed i quesiti numerosi, ho pensato utile preparare un Post alla bisogna; lo troverà tra poco più sopra. Magari, lo spero, potrà essere utile a lei ed ad altri nel corso della Quest e degli indspensabili lavori.
      Noto, con gran piacere, che la lectio di Fra’ Cercone di quel motto l’ha colpita. In effetti, a ben vedere, il buon Frate ha voluto dare un aiuto di grande Qualitas!

      A presto!

      CN

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