Paolo …

Caro Paolo,

qui tutto scorre more solito, vale a dire secondo gli usi e costumi degli uomini; uno strano miscuglio di stupidità e intelligenza, di stoltezza e saggezza, di arroganza e di irresponsabilità. Nonostante gli enormi lamenti dei Geremia, le grandi sofferenze, le grandi ineguaglianze, le intolleranze di ogni tipo, la violenza di ogni fatta, l’egoismo mascherato, il fanatismo della verità comprata al bar,… beh, Terra va avanti, passando in uno dei consueti, periodici, tempi di disperazione. Nulla è cambiato, nulla cambierà. Saperlo accora e sostiene. Succederà, ancora …

Ma questo lo sai. Ne parlammo a lungo, e concludemmo ridendo che vi sono altri luoghi ed altri tempi in cui val la pena di continuare ad imparare, divertendosi. Ti immagino preso dalla tua nuova ricerca, dal tuo nuovo compito. Alchimia, ne parlammo, qui si è naturalmente ‘immersa’, come un delfino allegro che corre lungo il mare del divenire [… so long for all the fishes …]. Le solite parrocchiette, i soliti gruppetti bardati di costumi e grembiulini, altre amenità frutto del ‘social’, e via dicendo: tutti sono sicuri – che dico: certi! – di essere i veri ed unici ed ‘autorizzati‘ alfieri della ‘vera alchimia‘. Bah, … come se Alchimia potesse mai essere patrimonio e potestà di qualcuno. Così, guardo quel che succede – talvolta resto stupefatto – e studio e lavoro, esattamente come ne parlammo.

Manchi, manca il tuo spirito, la tua verve, la tua cultura, il tuo eterno sorriso sotto i baffi. Tutti si dan da fare per farti ‘santo&beato‘ nelle parrocchiette, nelle logge, nei libri, sul web. La santa corsa alla ‘patente’ da metter tra le proprie carte, da esibire, in cerca di un’esclusiva, per sopraffare l’altro: è il solito spettacolo indecoroso, che sporca Alchimia.

Mi hai mostrato la Via, mi hai parlato di cose che mai ripeterò, e mi hai spinto, con Amore, ad accendere il mio fuoco. Prima o poi ti rivedrò di nuovo, e ci metteremo a giocare il nostro gioco di fisici e alchimisti, molto bimbi, sdraiati sul pavimento, incuranti della noia di quel che sempre accade, del cicaleccio sgraziato di chi pretende di esser dotto&unto. Se uno non prova gioia – e dentro e fuori -, se uno non trova divertimento, che Alchimia è? … e qui son tutti con i musi lunghi, le ciglia aggrottate, gli occhi pieni di tristezza e vuoto. Ah, che scenario da manuale …

La Via è dolce, e forte, e semplice, e piena di meraviglie, e diversa da quel che viene – per così dire – ‘insegnato’. Il Campo è tutto, il Campo è Uber, e ti vedo sorridere contento. Di quel Campo, unico e indispensabile, parlò anche quel tale che si presentò a Parigi, a quel matacchione di Berger. Sento di dover in qualche modo spiegare ai giovani che Alchimia è esatta e affatto casuale, e che la nuova conoscenza – profonda – di Madre Natura che ne deriva va di pari passo con lo studio accorto dei buoni testi e la continua pratica di laboratorio. Continuerò a farlo, da antico fratello di una Fratellanza che nessuno conosce. Non sono gli uomini a decidere chi è alchimista, ma Natura. Se questa vita me lo consentirà, ci vedremo là dove abbiamo stabilito. Ti abbraccio forte. Molto forte.

Captain NEMO

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7 Responses to “Paolo …”

  1. Un Abbraccio Captain Nemo! 🙂

    anto-az

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  2. Arriva, più che aspettata, la preghiera, lasciate la definisca cosi, di un Uomo ad un’altro Uomo…, anche perché credo essa sia una sorta di comunione con l’altro, con Altro…, dove Amore e Conoscenza sono gli innamorati fotografati…, i soli protagonisti!

    con generoso affetto,

    Flegreus.

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  3. Caro Capitano, diceva Paolo Lucarelli: ‘… i vostri crogioli sono malati, il vostro mercurio è malato…’ eccetera. L’uomo non si sottrae a questa regola del mondo duale. Anche i grandi cadono, a volte. Come dice bene lei, solo Alchimia decide chi può seguirla. Se i Fati ci saranno propizi, saremo – un giorno – una bella compagnia di matti.

    Un abbraccio

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  4. Caro Capitano,
    se si potesse dare una colonna sonora a questo post in ricordo di una Persona così bella come sembra sia davvero stata, io sceglierei questa canzone, che parla di una luce di fronte alla quale il rogo di Roma fu solo sprazzo.
    C’è qualcosa che non saprei descriverLe, che mi fa pensare con molta nostalgia al cammino di un Alchimista, anche se non ho la davvero la pratica dell’Alchimista, solo questo strano senso di disperazione per tutto quello che vedo intorno e dentro di me e che mi fa pensare ad una via d’uscita possibile, ma remota, remotissima.
    Cordialità

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  5. Caro Capitano, non l’abbiamo mai conosciuta ma le sue parole ci hanno commosso. Grazie da tutti noi che ad un cielo stellato di cartongesso preferiamo le vivide stelle della notte nell’aperta campagna. Non scriveremo mai un libro o una prefazione, non ci esalteremo con l’ennesima conferenza e terremo per sempre in serbo, come gelosi amanti, il grande dono dei “vaneggiamenti” fatti con Paolo. Forse siamo “vecchi” e forse anche un po’ stanchi per le complicazioni che la Vita offre ma ci chiediamo: ne vale la pena di preoccuparci così tanto di “andare in finale”? Abbiamo sempre preferito rilassarci parlando con qualche amico oppure coltivando l’orto, facendo del nostro meglio per rimanere noi stessi. Nella nostra società forse abbiamo sbagliato tutto: la felicità non è lo scopo ma è solo l’inizio. Quanti ci offrono le ricette per la felicità! Vediamo i nostri ragazzi allo sbando: per un selfie si suicidano, per un mancato Like cadono in depressione. Il ritorno alla semplicità sarà possibile o rimarrà per sempre nel nostro giardino segreto? Un saluto

    Federico

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