L’Alchimia svelata dal mito – Un incontro a Roma…

Il sacrificio di Odino è un tema caro all’Alchimia. Il processo di apprendimento dell’operatore dell’Arte Regale lo porterà all’autoiniziazione: l’alchimista comincerà il suo percorso avvalendosi di una <formula> utile ma falsa, che gli servirà per estendere la propria sperimentazione a trecentosessanta gradi. Non troverà alcun aiuto da parte dei fratelli maggiori se non sul piano dell’esperienza psicofisica, nell’ambito del simbolo e dell’allegoria e nell’indicazione di testi utili. Nessuno che faccia parte di questa manifestazione potrà mai aiutarlo davvero.

Quando lavora al forno, l’alchimista chiede aiuto ad un’energia che non è di questo mondo. Ogni operatore deve far sua quell’immagine, poiché è solo in questa manifestazione e riceverà l’aiuto di cui necessita da un altro mondo, quello in cui regna l’energia intelligente idifferenziata, o Spirito universale o essenza della luce.

La materia iniziale che utilizza l’alchimista è da sempre paragonata ad un drago. L’operatore ermetico dovrà trafiggerlo con la sua lancia e impegnarsi in una lotta mortale per ottenere la parte del drago suscettibile di trasmutazione, che è la bava rilasciata nell’agonia dalla bocca aperta del mostro, prima della sua morte. É questo il primo lavoro operativo di una certa importanza che l’alchimista è chiamato a compiere. La sua preparazione deciderà l’esito dell’incontro.

Il drago non è uno sprovveduto, e conosce ogni deboleza del suo nemico. Il cavaliere alchimista si è preparato all’uso della lancia e della spada, e rimanendo saldo in sella nel condurre il suo destriero avrà qualche probabilità di riuscita. In seguito, quando non avrà più a disposizione armi per difendersi dovrà escogitare una nuova strategia fondata sulla perseveranza e sull’abbandono al Progetto della Natura.

Le tre divinità rappresentano le tre materie dell’alchimia: Brahma è lo zolfo che dà forma al mondo, Vishnu il mercurio nelle sue molteplici incarnazioni, Shiva il risultato delle manipolazioni delle materie precedenti. É distruttore, procreatore, asceta dal cui capo sgorga l’acqua – Canseliet direbbe che si tratta della bava del drago appena ucciso – energia del cosmo allo stato puro, rappresentata dai movimenti sinusoidali continui dei serpenti che lo avvolgono.

Ho atteso a lungo prima di recensire quest’ultima opera di Gratianus: ho voluto rileggerla più volte, con tutta calma. Il contenuto è come sempre straordinario: nei tempi confusi in cui viviamo, nel triste bailamme di ‘scuole alchemiche’ ammantate di patenti e Maestrie di ogni tipo, il libro è la testimonianza chiara della presenza della Tradizione alchemica più antica.

Il Silenzio che parla a chi ha orecchie per ascoltare.

Lo stile è diretto, senza fronzoli ed arzigogoli, privo di sovrastrutture, ricchissimo di indicazioni. Gratianus ci ha regalato un’altra perla davvero preziosa, come sempre ‘in bella evidenza‘ per chi vuol studiare seriamente, per chi vul stare lontano dal clamore e dalla umana stupidità. I brani che ho scelto parlano da soli: l’insegnamento è cristallino. Naturalmente, molti neanche si accorgeranno del valore prezioso di questo testo: in Alchimia tutti cercano la soluzione del ‘mistero’ nel simbolismo, nel dotto discutere, nel ‘parolare‘ per apparir sapienti. Il processo operativo alchemico è qui descritto in modo ben più che esauriente: occorre evidentemente sgomberare il campo dalle proprie presunzioni, ed accostarsi con semplicità e tanta umiltà (merce rarissima al giorno d’oggi) al più bel dono che il Cielo può – se vuole – riservare all’alchimista innamorato.

Gratianus presenterà il libro a Roma il prossimo 9 Maggio, alle ore 18:

 

Un’altra preziosa occasione per incontrare un alchimista vero, gentile, generoso e risolutamente operativo.

Da parte mia – sempre un po’ commosso – non posso che ringraziare Gratianus per il suo tender la mano a chi cerca e a chi lavora, da vero Fratello pellegrino.

 

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4 Responses to “L’Alchimia svelata dal mito – Un incontro a Roma…”

  1. E noi non possiamo che ringraziare lei, Capitano, per averci girato l’invito!

    Luca

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  2. Grazie Capitano, come sempre; ci sarò

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  3. Chi è ??? E’ il risultato, forse, di storie vecchie non risolte, di silenzi, di piccole gelosie, di sopravvalutazioni, di sottovalutazioni, di contrasti continui fra seguaci del pensiero di Lucarelli. Il tizio, dal suo punto di vista, forse non ha tutti i torti, ma non ha capito il senso di quel libro. Zolla, comunque, non è autorità su certi temi, ma solo un estetico , poetico e talvolta confusionario enunciatore di miti e tradizioni. Esistono nomi ben più interessanti, sull’argomento.

    L’intento di Gratianus è, credo, usare certi racconti escatologici per spiegare quello che si crede sia l’Alchimia Operativa, indipendentemente dal fatto se tali miti abbiano avuto ben altre finalità. Sono, forse, spiegazioni false ma utili ( credo… ). Si usano quadrati per spiegare un cerchio.

    Del resto, chi ci garantisce che le formelle di Notre Dame parlino proprio di Alchimia ? Nessuno. Anzi è probabile che parlassero di altro. Forse Fulcanelli le usò pro domo propria, solo per far passare messaggi , suggestioni e suggerimenti precisi, secondo quelle che erano le sue convinzioni.

    Forse sarebbe ora di lasciare miti , fiabe , architetture ed escatologie lì dove stanno e cominciare a usare un altro linguaggio per “svelare” qualcosa, solo qualcosa, dell’Alchimia.

    Magari usando SOLO i testi esplicitamente alchemici e le immagini esplicitamente alchemiche. E magari traducendoli da lingue poco accessibili .

    Diciamo che è un suggerimento per il futuro urbi et orbi, visto che certe modalità di “spiegazione” sono un po’ logore ed usurate dai troppi e troppi tentativi fatti…

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