Buona Primavera…

Ed i piccoli fuochi si sono accesi, di nuovo, nascosti, in silenzio, lontano dal clamore…ogni anno vivo con emozione profonda quei pochi attimi che precedono l’accendersi del primo fuoco di Primavera: il mio pensiero va a chi ha illuminato la Via come pochi hanno avuto il permesso di fare; ed agli uomini semplici, buoni e leali, che pur avanti nel loro personale cammino, su quella stessa Via dimenticata, perenne e solitaria, tendono la mano e spingono con risoluta fermezza al fare ‘esperientia‘.

Questa notte il fiammifero mi ha indicato un passaggio famoso, e forse poco notato:

Fulcanelli_Tav_XIII

Il Mistero delle Cattedrali – Tav. XIII, Congiunzione dello zolfo e del mercurio

Nel cerchio seguente si vede iscritto un grifone. Il mostro mitologico, che ha testa e petto d’aquila mentre prende dal leone il resto del corpo, inizia lo studioso alle qualità contrarie che è necessario riunire nella materia filosofale. Troviamo in questa immagine il geroglifico della prima congiunzione

[Fulcanelli, Il Mistero delle Cattedrali, Ed. Mediterranee, p. 145]

Naturalmente, Fulcanelli parla a chi ha già almeno percorso una buona parte di quella Via solitaria e dimenticata…e, sempre naturalmente, il lettore seguirà alla lettera l’indicazione che completa la frase. Eppure…

Comunque sia, la Conjunctio – su cui si sono more solito sparsi fiumi d’inchiostro e di chiacchere meravigliose, è quella ‘cosa’ indispensabile senza la quale ….quel che deve nascere, non nasce.

Il che mi porta a sfogliare il mio archivio e a segnalare un’immagine molto bella e parlante:

Aurora_Conjunctio

Aurora Consurgens Ms. Rh 172

Il bellissimo trattato, attribuito addirittura a Tommaso d’Aquino, non è di facile consultazione e sarebbe bello disporre di una trascrizione del codice (Ms. Rh. 172)…

Per la cronaca, il titolo “Aurora Consurgens” (anche conosciuta come l’Aurea Hora) proviene dal Cantico dei Cantici (Vulgata, Cantico di Salomone, 6, 10):

1 dilectus meus descendit in hortum suum ad areolam aromatis ut pascatur in hortis et lilia colligat
2 ego dilecto meo et dilectus meus mihi qui pascitur inter lilia
3 pulchra es amica mea suavis et decora sicut Hierusalem terribilis ut castrorum acies ordinata
4 averte oculos tuos a me quia ipsi me avolare fecerunt capilli tui sicut grex caprarum quae apparuerunt de Galaad
5 dentes tui sicut grex ovium quae ascenderunt de lavacro omnes gemellis fetibus et sterilis non est in eis
6 sicut cortex mali punici genae tuae absque occultis tuis
7 sexaginta sunt reginae et octoginta concubinae et adulescentularum non est numerus
8 una est columba mea perfecta mea una est matris suae electa genetrici suae viderunt illam filiae et beatissimam praedicaverunt reginae et concubinae et laudaverunt eam
9 quae est ista quae progreditur quasi aurora consurgens pulchra ut luna electa ut sol terribilis ut acies ordinata
10 descendi ad hortum nucum ut viderem poma convallis ut inspicerem si floruisset vinea et germinassent mala punica
11 nescivi anima mea conturbavit me propter quadrigas Aminadab
12 revertere revertere Sulamitis revertere revertere ut intueamur te“.

E attorno alla metà del 1500 Vincenzo Ugolini musicò il “Quae est ista” così:
Ecco, mi pare che questa Primavera si apra in modo piuttosto ‘gratioso‘, non vi pare?
Auguri di Buon Primum Vere, a tutti !
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13 Responses to “Buona Primavera…”

  1. Caro capitano,

    Le vostre parole sono come sempre profonde e sopratutto generano quel profondo senso di “tranquilitas” che siede vicino a fuoco, e ve ne ringraziamo.
    Buon lavoro e buona “preghiera” metallica.
    Vostro Ptah

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  2. Compos Stellae Says:

    Caro Capitano,

    continuando a leggere il brano di Fulcanelli da lei postato, si legge che questa “Prima Congiunzione” avviene soltanto poco per volta, a mano a mano che procedono le “aquile”.

    Seguendo lo schema classico siamo in Seconda Opera, e stiamo procedendo al lungo e faticoso lavoro che permetterà, al termine della serie di operazioni denominata “aquile”, l’intima Congiunzione dello Zolfo con il Mercurio. Scopo di tale unione intima è un corpo nuovo, migliore del precedente.

    Lo stesso Fulcanelli spiega che – sempre seguendo il brano – “far volare l’aquila” significa “far uscire la luce dalla tomba e portarla alla superficie”. Ecco uno dei legami con “l’Aurora che sorge” e con l’immagine che lei ha postato, in cui si vede una “Luna tutta Sol che combatte un Sol tutto Luna”, per citare la Lux Obnubilata, perché è evidente che nell’immagine il Sole ha uno scudo “lunare” e la Luna ha uno scudo “solare”.

    Tornando all’Aurora che sorge, Fulcanelli ha descritto questa operazione, sempre nel MdC , a p. 72 dell’edizione 2005, non riporto qui il passo ma è calzante e pertinente, si parla del Labirinto (il Centro) e di come uscirne grazie ad Arianna e al suo filo, si parla di un Magnete che attira e trascina, si parla di un Segno (Stella) e di un “Sole che sorge”ad Oriente e che sale in superficie lasciando le tenebre della notte, ecco l’Aurora, ecco “il momento della nascita” di un corpo nuovo. Per la precisione, parla di un “Astro che esce dal mare”.

    E’ sensato accostare i due brani del MdC o meglio lasciarli separati perché si riferiscono a due momenti diversi dell’Opera?

    Grazie,
    Compostela

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  3. Caro Captain Nemo,

    sentirla riparlare del Grifone è curioso e divertente: trovo inoltre affettuoso oltre che caritatevole metterci in guardia dalle insidie del buon Fulcanelli, ed interessante che lo faccia proprio in questi giorni fatidici.

    Se facilmente si potrebbe dire che (come Compos Stellae puntualmente sottolinea) spesso i Filosofi fanno partire le operazioni alchemiche dalle Aquile, definendole Prima Operazione e tacendo volutamente sulla Prima Opera, assumendo per di più come acquisito il suo prezioso prodotto, tuttavia questo ‘corpo misto’ di più animali sembra essere altro dal frutto delle sette o dieci reiterazioni di unione e separazione di acqua e terra.

    Con tutta la prudenza necessaria, provo ad avventurarmi nell’insidiosa selva delle Dimore Filosofali, a pagina 157-162 dell’edizione italiana, dove il Grifone è definito come un corpo prodotto dalla ‘combinazione delle due materie iniziali’: tale corpo ‘segna il primo stadio della pietra dei filosofi’. “Allora – dirà entusiasta il Cercatore – è il Mercurio dei Filosofi, la Pietra di primo Grado!” Più avanti, però, Fulcanelli avverte, descrivendo accuratamente questo mitologico animale, soprattutto indicando che oltre a corpo di leone e testa di uccello ha un collare di squame di pesce, che quando si produce questo corpo bisogna estrarne – magno cum ingenio – “l’unica parte che ci sia utile, cioè il mercurio dei saggi”. Senza entrare nel dettaglio (Vulcano con la rete, la pesca del pesce ermetico, l’etimo di ‘grifos’ che significa anche rete, eccetera) possiamo dire che il Grifone è la fotografia di un momento operativo particolare che precede l’estrazione del mercurio dei saggi, dunque non può coincidere con esso.

    Tuttavia, più avanti Fulcanelli ci rivela che il Grifone contiene un’acqua chiara e limpida che è anche una luce nascosta, “che l’arte deve riunire ed isolare imitando il Creatore”. Anche qui, la similitudine con il caos primordiale e con i primi prodotti dell’Arte è notevole, e Fulcanelli gioca con queste somiglianze: nella frase successiva nulla impedisce di pensare che parli della Prima Opera anziché di questo stadio molto più avanzato.

    Mi rendo conto di aver proceduto a tentoni su un terreno che mi è sconosciuto, e per questo mi fermo prima di esporre alcune considerazioni che potrebbero essere avventate, siano esse false o giuste.

    Chiudo con un breve commento alla sua scelta del bel brano policorale ‘Quae est ista’: una scelta diversa da quella che feci io a proposito dell’Aurora Consurgens e del testo musicato da Pierre de Manchicourt, che include, precedendo il testo del cantico dei Cantici, un responsorio mariano. Tutte e due le composizioni sono splendide e molto ricche, quella di Manchicourt a 8 voci, quella di Ugolini a dodici suddivise in tre cori. Speriamo preludino ad una Primavera ricca di frutti!

    Un abbraccio

    Chemyst

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  4. Caro Captain NEMO,

    Bellissimo il suo post!

    Le dirò subito, tra le altre cose, cosa mi è per primo balzato alla mente; “L’annunciazione”, che l’arcangelo Gabriele fa alla vergine, il consecutivo nascere del bambino regale, per poi seguire con i tre doni dei re Magi.

    Alle sue primissime battute, mi ha impressionato molto quel; …come pochi hanno avuto il permesso di fare-
    Quel ‘Conjunctio’ mi ha presto evocato la definizione di massa di Sir Isacco Newton, e si sa, che senza, non c’è alcuna generazione… visto che l’anima non lascia il corpo se non per prenderne un’altro, nuovo.

    Scusi la sintesi, ma, sono costretto ad essere breve, ci sarebbe qualcosa in piu da scrivere, me ne rendo conto, però, questa ultima e non ultima, mi consenta questo giuoco di parole, la voglio dire, dunque; a nostro modo di vedere, quello umano intendo, le cose possono facilmente essere confuse, visto la nostra piccola e becera visione della Natura, loddove una cosa per noi è nera, per essa è bianca, e viceversa, la dove si vede una congiunzione, magari, c’è una separazione, e viceversa.
    Insomma, dovremmo abituarci a vedere con altri occhi, a sentire con altri cuori, certo questo l’Arte lo insegna, speriamo di trovarci pronti, e chissà che Natura non ci Doni la visione misteriosa e perenne del suo Operato.

    Grazie dunque, e scusi ancora la mia sintesi.

    a presto,

    anto-az

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  5. Dimenticavo, quel suo fare primavera è semplicemnte straordinario.

    Grazie, e Buona Primum Vere!

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  6. Carissimo Captain NEMO,

    già altri hanno speso delle ottime parole su questo argomento.

    Io vorrei soffermarmi su un particolare del testo di Fulcanelli che mi ha sempre incuriosito: il Grifone prende dall’aquila la testa ed il petto.
    Mi sono sempre chiesto come mai l’autore avesse indicato proprio il petto, o il seno se vogliamo – la poitrine – piuttosto che il busto, o il torso.
    Forse il Grifone, avendo il seno, ha la capacità di emettere latte?
    Ma che latte si potrebbe spremere dalle mammelle derivate da un aquila?
    Naturalmente, se seguo questo filo, la risposta è: l’ornitogala, il latte degli uccelli o, altrettanto propriamente, il latte della Vergine.
    Fulcanelli parla di questo latte nelle Dimore Filosofali, descrivendo uno dei cassettoni del grimoire di Dampierre.
    Questa immagine mi richiama anche quella della sirena, dai cui seni spruzzano proprio due zampilli di latte. Fulcanelli, sempre nelle Dimore Filosofali suggerisce che anche questo essere è il risultato dell’unione di due corpi di natura contraria: infatti la parola σειρήν verrebbe dalla contrazione dei due termini σειρ (sole) e μήνη (luna).
    Mi corregga se trova questi accostamenti troppo avventati…

    Per quanto riguarda la bella immagine dell’Aurora Consurgens, sembra raffigurare lo scontro di due soggetti di natura opposta (interessante notare come le teste e gli scudi, che portano i simboli specularmente invertiti, sembrino uniti le une agli altri: se osservate infatti non sono le mani a reggere questi scudi). Eppure, il soggetto femminile – nudo – ha come cavalcatura proprio un grifone, che è quindi già presente al momento di questo combattimento.
    C’è un altro paio di particolari che mi hanno incuriosito: il primo riguarda lo scudo del soggetto maschile – che a differenza della donna troviamo vestito – nel quale sono raffigurati tre spicchi di luna scuri dai riflessi rossastri: questi sembrano essere complementari alle forme geometriche dello stesso colore che costituiscono il capo del soggetto femminile.
    Il secondo invece è la bocca del leone, destriero del soggetto maschile, dalla quale sembrano fuoriuscire dei raggi contrassegnati con delle X: staranno forse ad indicare la presenza di uno Spirito radiante all’interno del grande felino? O si tratta semplicemente dell’alito dell’animale?

    Ringrazio Lei e tutti i lettori di questo suo blog, soprattutto chi è già intervenuto, e vi auguro una feconda e rorida Primavera!

    Saluti di cuore,

    EmmEnthAl

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    • Caro Capitano,

      come non rimanere affascinati dal blu oltremare, ricavato da una pietra che si trova aldilà del mare?
      Non potendosi mischiare con nessun altro colore, lo si usa solo unito.
      Se si accosta il blu oltremare con il giallo, nell’osservatore si genera con la vista -il verde.
      Un nuovo colore appena nato, come può essere l’inizio del giorno.
      Un frutto ancora acerbo che ha bisogno solo di tempo e altro sole.
      E non mi rimproverate se sarò bruna, perché il sole mi ha tutta colorata.

      Buona Primavera a tutti
      Ritorna qui, ritorna, torna perché ti ammiriamo. 

      Saluti
      Gianni

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      • Gentile Capitano

        Così… tanto per parlare…
        Chiedo scusa se non seguirò un filo logico, ma comunque mi piacerebbe avere un suo parere.

        Sappiamo che il vangelo di Matteo è il vangelo secondo la scienza, l’ultimo tra tutti, ma per noi il primo.
        La strage degli innocenti è un episodio presente soltanto nel vangelo secondo Matteo (2,1-16).
        L’episodio termina ricordando come la strage degli innocenti avesse verificato una profezia bibblica, narrata nel libro di Geremia.
        L’angelo fu attribuito a san Matteo.
        I parigini del 1830 potevano, insieme con Victor Hugo, ammirare《due angeli, di cui uno tiene una mano dentro un vaso mentre l’altro la tiene dentro una nube》(Sainte-Chapelle).
        Fulcanelli si limita a mostrare un esempio tratto dalla quinta finestra, sotto la prima crociera, e che ha per argomento la strage degli innocenti.
        ” Non raccomanderemo mai abbastanza, agli amanti della nostra vecchia scienza, e ai curiosi delle cose occulte, lo studio delle vetrate simboliche della capella alta.
        La chiave del l’arcano più grande è data, senza alcuna finzione, da una delle figure che illustrano quest’opera.
        La prima tavola dello Splendor Solis, non fa mistero sui colori dell’arte.
        Arthur Rimbaud, il poeta “maledetto” che amava la simbologia alchemica, associava il blu alla lettera O, figura rotonda, piena e materna. 

        Non sono mai andato, alla Sainte-Chapelle de Paris, ma per quello che immagino si devono provare dei grossi brividi.

        Buona U

        Saluti
        Gianni

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  7. Caro Gianni,
    In attesa del parere del capitano. …
    ….Perché andare in Francia quando basta alzare gli occhi ed ammirare la bellezza celestiale di Ruach Eloim ?
    G.

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    • Caro Giovanni,

      in effetti è vero, sono d’accordo con Lei…;
      E per di più si potrebbe guardare anche verso il basso ,verso la profondità , come ci suggerisce la parola “Altus” del Mutus Liber (e chissà che magari il Liber Mutus ,possa essere tradotto come “Moto Libero” o Movimento Libero …).

      Saluti
      Gianni

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  8. Caro Gianni
    Guardiamo pure verso il basso ma attenzione alla bava del drago che può essere a volte pericolosa nel suo Moto Libero verso l’ Altus.
    Saluti
    G.

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    • Caro Giovanni,

      certo che sì…,
      però come sappiamo …l’Altus è Misericordioso. Ci fornisce il mezzo giusto proprio nella settima tavola; la Sciabola …,
      uttile per fermare un po di bava di drago, e prenderne agevolmente qualche seme o grano d’aconito “akonè” “pietra”, piantarlo e vederne forse, finalmente… qualche fiore a forma d’elmo oe qualche bambino salvo.

      Comunque per tradizione preferisco conficcare la pietra….. e uttilizzarla come athanor (sempre che sia giusto il paragone).

      Saluti cari
      Gianni

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      • Caro Gianni,
        Il Suo paragone a me sembra molto appropriato. ….”conficchiamo” pure la Pietra nella Pietra ed attendiamo che il seme del suo aconito fiorisca in tutto il suo splendore.
        Un caro saluto
        G.

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