Un Chapeau surrealista…

Qualche tempo fa, in occasione di una nota su un libro di Eugène Canseliet (qui), mi ero imbattuto in alcune opere di Jorge Camacho: sarebbe difficile dire quale fosse la più bella, tanto trasudano di spirito alchemico quelle rappresentazioni in bianco e nero.

Ebbene, ho ricevuto da parte di Madame Compostela un interessante commento:

Osservando questo disegno (apparentemente) in bianco e nero, mi sono accorta che Camacho ha deciso di ‘giocare’ con i suoi lettori, perché in realtà i colori ci sono, e hanno una precisa valenza alchemica. In araldica, quando si vuole indicare un particolare colore – ad esempio in riferimento ad uno stemma intagliato nel marmo – si tracciano una serie di linee parallele con lo scalpello e, a seconda della direzione data, si indica un colore. Il rosso è riprodotto tracciando una serie di linee parallele verticali, il porpora attraverso una serie di linee parallele diagonali che partono da destra (dell’osservatore) verso sinistra (dell’osservatore), etc.

Il disegno di Camacho può risultare totalmente ‘colorato’, basta interpretarlo in chiave araldica, cosa che ci darà modo di interpretarlo ancor meglio in chiave alchemica.

Lo sfondo è d’argento (il colore è bianco) così come le gocce di pioggia, in basso, come si intuisce anche dal disegno, vi è un mare, infatti le linee parallele orizzontali indicano l’azzurro, dal mare nasce un fuoco che è d’argento anch’esso, sul quale ‘cuoce’ un pesce d’oro, lo si capisce dal tratteggio a puntini minuscoli che riveste il corpo del pesce. Sempre dal mare nasce un altro fuoco argenteo, più vigoroso si direbbe, alla cui estremità si trova un cappello prelatizio di colore verde (Gaetano Moroni, nel “Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni”, scrive che l’uso dei cappelli verdi è proprio degli arcivescovi e dei vescovi, aggiunge che il verde è considerato un colore ‘di mezzo’ situato “tra ‘l bianco, il nero e il rosso”, da usare nei giorni feriali e comuni), il colore verde è reso palese dalle linee parallele diagonali che partono da sinistra (dell’osservatore) verso destra (dell’osservatore). Sotto il fuoco coronato dal cappello, e nel mezzo del mare, vi è una luna crescente di color nero pieno, mentre la curiosa chiave che si trova alla destra del fuoco sopra menzionato, termina ad una delle estremità con il simbolo salino, mentre all’altra estremità ha un teschio, o testa di morto, tratteggiata con minuscoli quadretti, che in araldica indicano il colore nero.

In effetti, solo chi fosse appassionato di Araldica avrebbe apprezzato l’artificio di Camacho, il quale conosceva bene la scienza del Blasone: l’artista cubano, amico di André Breton, ha pubblicato assieme a Alain Gruger anche Héraldique Alchimique Nouvelle (Le Soleil Noir, 1978), con introduzione ed epilogo di Canseliet.

Ho pensato dunque, e mi auguro che Camacho voglia perdonare la mia impudenza, di tentare di ‘colorare‘ quell’immagine secondo queste indicazioni:

img053Camacho_10_00Il ‘gioco’ – perchè di gioco si tratta – rende ancor più evidente l’arguzia con cui Camacho ha voluto raffigurare una sua ‘visione’ alchemica. D’altro canto, nell’ultima parte della sua vita, si deve ritenere Alchimia sia stata per lui qualcosa più di una semplice passione figurativa: pubblicherà infatti, assieme all’amico Bernard Roger, alcuni libri sull’Arte.

Per finire, ecco un’altra immagine, tratta dal suo libro di ‘Novella Araldica Alchemica“:

Insomnis-Drago

Il buon Maitre, dal canto suo, commenterà così l’opera dei due ‘compagni di viaggio‘:

Le blason ne parle que pour ceux qui sont capables d’en saisir le langage indistinct….la voie est longue et difficile que Jorge et son ami inséparable, à la suite de notre cher André Breton, parcourent inlassablement, dans leur quête de l’or du temps; ce moteur perpétuel du Surréalisme…Leurs découvertes sont nombreuses que, dans l’amour et la charité, ils ont transformées en emblèmes et en devises, sur écus et banderoles.

heraldique_alchimique_nouvelleChapeau!

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8 Responses to “Un Chapeau surrealista…”

  1. Caro Capitano ,
    I disegni di Camacho danno la sensazione di trovarci in una ambientazione surrealista, ma non per questo inverosimile.
    Come in un spettacolo di magia, il mago cerca di portare fuori dal capello l’Oro, rinchiuso e circondato da spesse tenebre, pieno di impurità di tristezza e luto.
    La chiave che permetterà di portarlo fuori è data da una materia prima, che è il mercurio, il protagonista corpo principale e acqua ignea.
    Quest’acqua ignea, è una stella, la vergine mistica che è contemporaneamente nostra madre ed il mare ermetico. Annuncia il concepimento e non è altro che il riflesso dell’altra che precede il miracoloso evento del figlio; ossia il pesce.
    Tanti saluti a Lei e a
    Madame Compostela

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  2. Caro Captain NEMO,

    Proverò timidamente a commentare.
    Dunque, l’immagine centrale del post, porta sotto un filatiero la cui scritta si potrebbe anche tradurre; ‘ampia resistenza’ e credo che ci sia, ma anche ‘insonnia del Drago’, lui eccitato dal fuoco…, compie all’interno della materia la sua funzione, di Fuoco s’intende, tutta la materia, a questo punto arde, (i piccoli fuochi).
    E’ rinchiuso in un monte, dove alla sommità s’intravede timidamente una stella…
    Sopra, sempre all’interno dello scudetto, un ammasso di nuvole, forse che da li a qualche tempo piovera?
    Fuori dallo scudetto, tre lance, forse a protezione?
    M’incuriosisce la coda del Drago, ne parleremo!
    Se volessimo usare, a torto, credo, una cronologia potremmo dire anche che tale figura va collocata prima delle altre due… ma forse anche no!

    qui mi fermo, per poi proseguire…

    grazie a Madame Compostela!

    Salut

    anto-az

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  3. Caro Capitano, e Caro Antonio,
    quel monte mi pare non abbia più la vetta, e quella stellina, in parte nascosta, potrebbe star sorgendo dall’orizzonte, quindi non fa parte (forse non ancora) del monte stesso. E dentro il monte c’è (ancora) il drago che veglia (insomnis). Potremmo trovarci nel bel mezzo di una fase operativa, di cui questo stemma è praticamente un’istantanea?

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    • Caro Capitano
      Caro Anto-az
      Caro Chemist

      A me, il disegno del drago, mi spinge, dopo tanto, a derne un’interpretazione morale.
      Il drago in origine era, si sveglio, ma stava bene, dentro la caverna.
      Poi, non so ,chi abbia acceso questi fuochi all’esterno, e come si sa’, il simile è attratto dal proprio simile.
      Il drago stanco di stare rinchiuso, decide di uscire fuori, e di godersi un po di caldo.
      A questo punto, colui che ha acceso il fuoco, deve , pure aspettarsi dal drago un po di pericolo.
      Però, per andare incontro allo sprovveduto, gli si indicano le armi difensive:
      Che sono le tre frecce con il simbolo dell’oro, e la rete nel cielo, che come ha spiegato fulcanelli, ha anche la proprietà di spegnere il fuoco.

      Saluti a tutti
      gianni

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      • Caro Capitano

        Non so se dico una cosa uttile e giusta.
        Alla stranezza del capello verde , l’ho pensata in questo modo:
        Chapeau
        Cha-peau
        X(a)-peau
        Gatto- pelle, o pelle di gatto.
        E si sa che la pelle del gatto emana delle scintille nella notte, se accarezzato.

        Saluti
        gianni

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  4. Caro Capitano

    Un’ultima considerazione, poi prometto d’andare in vacanza.

    Caro Chemist
    L’angelo ( messaggero del fuoco) sopra il monticello, ha uno strumento simile agli angeli nel sogno di Giacobbe, qui non vi è nessun ferro che apre, vi è solo un violento choc di onde, il suono perforante degli ottoni.
    Tromba, ignea e vetrosa o verde (feroce) ; in greco fer, che ricorda il ferro.
    ” Vidi entrare un uomo dal cappello nero, che aveva nella sua mano destra una fiamma di fuoco e nella sua sinistra una tromba di vetro… e non appena fu entrato gettò la fiamma di fuoco a terra, e cominciò a suonare altamente la sua tromba”.Da Adepto anonimo.

    Come ci ricorda F. bisogna prendere in considerazione tutte le parole che contengono il dittongo er-Hp consacrato alla luce attraverso l’aria.

    Saluti a tutti
    gianni

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  5. Gianni, ma ti rendi conto le risate che si farebbero gli alchimisti, quelli veri, di qualche secolo fa, di fronte a tutti questi paranoici giochini “cabalistico-fonetici” ? Tutta colpa di Grasset D’Orcet e della tendenza tutta francese di confondere esoterismo autentico con letteratura e fantasie personali.
    Perfino Lucarelli li prese in giro in qualche suo scritto, poco prima di andarsene…Evidentemente si era reso conto che questa mania aveva tracimato il limite del ridicolo…

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  6. Il genio è sempre incompreso. Anche invidiato, perchè no? Soprattutto perchè inimitabile. Grande.

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