La Joie du Printemps…

Arriva Primavera, e gli innamorati si apprestano trepidanti ai loro piccolo fuochi: ogni anno, senza gran clamore, il solito nugoletto di Foux mette le mani nelle proprie terre, con uno sguardo affidato alla bontà del Cielo. Sono Riti antichi, semplici, primordiali: e nonostante siano sempre quelli, ogni volta l’emozione è grande. “Grande grande“, direbbe un bambino.

Si avverte nel cuore la speranza di essere capaci di trovarsi adeguati all’incontro con lo Spirito Universale, all’incontro con la Dama. Più si cammina, meno si pensa: l’affidarsi al vento, al soffio impalpabile delle carezze della Luna, l’ascolto del silenzio, la gioia del colore che credi di conoscere e che muta ogni volta d’intensità e profumo, prende ogni secondo di questa benedetta stagione dell’Animo.

Auguro a tutti di nutrirsi della linfa preziosa primaverile, di ritrovare maggior senso nelle nostre vite, di saper essere semplici, e di ripercorrere le tracce nascoste della Dama, graziosa e misteriosa.

 

Printemps

Primum Vere

E che il Cielo protegga il cuore di quel piccolo nugolo di Foux che accenderanno, con gli occhi pieni dello scintillio dei bambini, il loro piccolo prospero per svegliare il Fuoco Celeste…cum Gratia!

“PYROPHILE:…En effet, peu de Personnes s’imaginoient que les Violettes & les Hyacinthes de d’Espagnet; & les Betes à cornes du Jardin des Hespérides; le Ventre et la Maison du Bélier du Cosmopolite, & de Philalethe; l’Isle de la Déesse Vénus, les deux Pasteurs, et le reste que vous venéz de m’expliquer, signifiassent la Saison du Printemps.”

“EUDOXE: Vous avéz raison en ce qu’on ne peut s’assurer d’entendre les Philosophes, à moins qu’on n’ait une entiere intelligence des moindres choses, qu’ils ont écrites. La connoissance de la Saison propre à travailler au commencement de l’Oeuvre, n’est pas de petite conséquence. En voicy la raison fondamentale. Comme le Sage entreprend de faire par nostre Art une chose, qui est au dessus des forces ordinaires de la nature, comme d’amolir une pierre, & de faire vegeter un Germe Metallique; il se trouve indispensablement obligé d’entrer par une profonde méditation dans le plus sécret intérieur de la Nature, & de se prévaloir des moyens simples, mais efficaces qu’elle luy en fournit; or vous ne devéz pas ignorer, que la Nature dés le commencement du Printemps, pour se renouveller, & mettre toutes les Semences, qui sont au sein de la Terre, dans le mouvement qui est propre à la végétation, impregne tout l’Air qui environne la Terre, d’un Esprit mobile, et fermentatif, qui tire son origine du Pére de la Nature; C’est proprement un Nitre subtil, qui fait la fecondité de la Terre et dont il est l’Ame, et que le Cosmopolite appelle le Sel-petre des Philosophes. C’est donc dans cette féconde saison que le Sage Artiste, pour faire germer sa Semence Métallique, la cultive, la rompt, l’humecte, l’arose de cette prolifique Rosée, et lui en donne à boire autant que le poids de la Nature le requiert; De cette sorte le Germe Philosophique concentrant cet Esprit dans son sein, en est animé & vivifié, & acquiert les propriétés, qui lui sont essentieles, pour devenir la Pierre végétable & multiplicative. J’espere que vous serés satisfait de ce raisonnement, qui est fondé sur les Loix, et sur les Principes de la Nature.”

(da Limojon de Sainct Disdier, Le Triomphe Hérmétique – 1699)

BUONA, DOLCE, PRIMAVERA !

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31 Responses to “La Joie du Printemps…”

  1. Caro Capitano, salute!

    Ogni volta che il giorno e la notte si equivalgono, che il cammino degli dei e dei padri si intreccia, un nuovo mondo ci attende ed un nuovo sacro combattimento, una tenzone per Amore della Gran Dama che non avrà mai fine.

    Ridurre il tempo al non-tempo, lo spazio al non-spazio, ripercorrere la tortuosa via passo per passo con in mano un lume chimico, incedendo a passi incerti in un buio tutto nostro ci fa dimenticare a volte che la Natura con benevolenza ci segue, accorta custode dei nostri passi come nella nota figura del Maier.

    Ogni volta che accendiamo il primaverile fuoco ci rendiamo noti, alziamo la bandiera dell’Arte in questa manifestazione e iniziamo il nostro lavoro silenzioso e protetto da se medesimo. Ad ogni primavera ci rimettiamo in cammino, tiriamo fuori i panni preparati durante l’inverno, calziamo i calzari del cammino di Santiago e ci decoriamo con la merelle affinche ogni viandante che abbia occhi per vedere, ci veda.

    I nostri lavori ci permettono di lanciare sguardi in mille mondi di semplice ma non facile ingresso, anche se restiamo sempre in un luogo soltanto, in un solo posto. Operando in perfetta circolarità speriamo di girare la ruota nel nostro senso, ma qui mi taccio per non mancare di rispetto alla Gran Dama.

    Che l’Arte sappia acquietare la nostra arsura, rispondere ai nostri desideri, perchè noi abbiamo risposto alla Sua Natura.

    Con affetto

    Ptah

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    • Caro Messer Ptah,

      è un gran piacere ritrovarla; ancora ricordo i nostri ‘rencontres‘ in altri luoghi.

      Le auguro anch’io di far gli incontri che s’attende, e che le Stelle le siano propizie!

      Sempre di buon cuore

      Captain NEMO

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      • Sapiente e cauto Capitano,

        come sapete mi sono adoperato in un lungo viaggio lontano dagli incontri e dalle mondanità per dedicarmi ai colloqui a noi cari, ed è stato per me grande gioia ritrovarVi con tanto vigore!

        Avere un punto dove scambiare opinioni è cosa eccelsamente utile, e le Sue fatiche sono lodevolissime, Vi auguro di poter trovare tanto ascolto nel mare di parole da controbilanciare tale vostro impegno.

        Ora che siamo vicini a che dalla luna fluisca possente quanto da noi desiderato, il lavoro ci terrà lontani da altre fatiche, ma Vi assicuro che, se non Vi è sgradito, seguirò i Vostri lavori in questa sede.

        con affetto

        ptah

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  2. Caro Capitano,

    in un giorno fatato come questo, e come tutti quelli che seguiranno, l’augurio migliore è uno solo, e me lo ripete ogni tanto un amico:
    ‘Earn this. Earn it’.

    Pandora

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  3. Che l’energia dell’Equinozio ti sia propizia.

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  4. caro Capitano,

    grazie, a lei ed a tutti i volenterosi e pazienti Cercatori che hanno il compito e la fortuna di accendere il Fuoco. Grazie da parte di tutti noi che ne beneficiamo.

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  5. sig. Nemo,
    chiedo asilo temporaneo e/o saltuario sulla tua fluttuante dimora. credo per sentirmi meno sola a volte. operativa, ogni tanto mi fermo a considerare che forse sarebbe buona cosa il confronto con altri. ma non ne sono ancora completamente sicura. se puoi darmi un consiglio, lo seguo. grazie.

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    • Cara irix,

      benvenuta sul mio Blog! Il Nautilus ha un mucchio di cuccette per chi vuole parlare d’Alchimia…
      Quanto al consiglio, è sempre quello classico: Ora, Lege, Lege, Lege, Relege, Labora et Invenies

      Captain NEMO

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  6. caro Nemo,
    grazie per l’ospitalità e per il consiglio. ora quel che mi ci vuole è un po’ di riposo e di riflessione. quest’anno ho lavorato fino in fondo ma tutto è come sempre perfettibile. la cuccetta è ottima e mi sono di conforto il leggero rollio delle onde e le sommesse voci della compagnia. la tua in special modo.
    grazie

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  7. Caro Capitano,
    sperando di essere perdonato per la mia seconda “intrusione” sul Nautilus, vorrei condividere con Lei un episodio successo nel bel pavese circa un anno fa quando, in studio dal mio Maestro, “venne fuori” questa domanda: “qual è la causa del pero?”……il “seme” verrebbe da dire lì per lì….e invece no! La risposta giusta è “il terreno” e ancora più “l’irraggiamento solare”!
    A Lei tutto ciò farà sorridere e sembrerà banale, ma per me questa “banalità” segnò l’inizio “dell’innamoramento per la gran Dama”!
    Avendo di nuovo fatto lustro della mia scarsa preparazione in materia e della mia “giovanile ingenuità e sfrontatezza” La ringrazio di cuore!

    Buona primavera e buone scoperte a tutti!

    Robin

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  8. caro Nemo,
    vorrei ringraziare il sig. Robin che mi ha ispirato con le sue parole le riflessioni che vorrei condividere qui, tanto per presentarmi un poco. sostanzialmente devo dire che mi sono innamorata di quest’ Arte meravigliosa e asprissima perchè non avevo niente da fare. difficile ma vera, impegnativa ma con una sua leggerezza nonostante il resto. un Maestro? certo sì, direi più un amico che un giorno indicandomi benevolmente la luna mi trovò a non guardare il dito, fatto strano questo per me, perchè di solito… e questo è stato tutto.
    mi chiedevo se… si possono fare domande? ovviamente con cautela.
    grazie
    irix

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    • Cara irix,

      domandare è sempre lecito; al massimo, qualcuno non risponderà!… 😉
      Comunque, come diceva qualcuno, dell’Arte si parla “…per quanto sia lecito parlare, con il consueto stile segreto, quantunque veritiero“.

      A presto!

      Captain NEMO

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  9. Cara Irix,

    prendendo spunto dal Vostro dire, e ancor’più dalle sapienti parole del Capitano, ci complimentiamo del fatto che non dite soltanto di non avere guardato il dito che vi indicava la luna, ma tacete sul bersaglio che in tal momento realmente coglieva la vostra attenzione.

    Chiedete il permesso di chiedere, ma viene il dubbio che avete meno da chiedere di quanto volete farci credere, perchè con questo le Vostre parole integrate pienamente la citazione che il Capitano, evidentemente colto da riflessione simile alla nostra, subito pone all’attenzione dei lettori.

    Diteci ordunque del vostro bersaglio, che nato dalla leggerezza e tramite benevolenza avete così contemplato, che potrebbe essere di beneficio e lume a tutti su questo arduo sentiero di gioioso lavoro.

    Con un sorriso, vostro incuriosito estimatore

    ptah

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    • La prego, caro sig. Ptah!
      Lei mi fa arrossire!

      la Natura mi ha donato un’indole schiva e riservata al limite della salvatichezza, orbene, temo che per questa non vi sia rimedio.
      Da attento studioso qual siete non vi sarà certo sfuggito che non ho tralasciato di apporre “mi trovò” in quanto Maestro eccelso di bontà… questo vi renderà ragione delle sole incrollabili certezze che possiedo, ovvero che è senza merito, e questo nessuno sa quanto mi è perfettamente chiaro, ribadisco, senza merito che mi trovo su questo gioioso sentiero.
      parimenti, con sicurezza, posso dirle che non è né sarà mai in mio possesso.
      quanto a essere di beneficio a tutti, mio Dio lo voglia… e che te lo possa dire un giorno.
      Sappiate che la Vostra stima mi commuove profondamente.
      In verità vi confesso che, almeno nel mio caso, non sapendo affatto “cosa si sta facendo” può accadere di non sapere “affatto” cosa si è trovato. “chiedere lumi” quindi è verosimilmente lecito (grazie Capitano) in quanto non è così estraneo alla Sua Natura dopotutto, non crede? spero in questo modo di aver soddisfatto la sua curiosità, e di grazia! mi faccia conoscere il suo pensiero a tal proposito! grazie.

      la saluto con un inchino, vostra compiaciuta estimatrice

      irix

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      • Carissima irix

        dolci le vostre parole giungono a me, in queste notti di anisosa preparazione.
        sempre più convinto che voi parlate a dovere di cose che giustamente nessuno di noi possiede, ma tutti cercano e qualcuno esercita, mi preme maniferstarvi un pensiero, indotto non già da voi, ma da altra persona, ma in cui vedo temibile errore che va evitato.

        Tra pochi giorni ci sarà la luna nuova, momento a noi superbamente sublime e gravido d’attese, ma inizio di nulla!
        Che nessuno si precipiti ad accendere inutili fuochi in tal giorno, perchè ancor debole è il flusso e triste la vana attesa!

        Dicono alcuni che si debba aspettare la metà del primo quarto, altri anticipano di uno o due giorni al massimo, ma mai nessuno ha visto utile atto nella notte oscura!

        Il perchè è sommamente semplice, e per nulla misterioso. Essendo la luna nostra giuda nelle notturne deambulazioni, essa deve essere visibile. cioè mi pare palese evidenza!

        Là dove la luce del sole toglie, la luce della luna, riflettendo dopo opportuna maturazione, aggiunge, per cui nessuno s’affatichi d’inutili sforzi quando la luna non è visibile!

        Per venire a quanto da voi detto con parole assai invidiose, vi prego darci licenza alla chiarificazione!

        Là ove parlate di selvatichezza, sono sicuro che vi riferite alla figura ben nota del cervo sottomesso nella selva oscura, così sublimemente descritto dal Canseliet nei suoi “luoghi alchemici” alla figura XXIV. Antica cavalcatura di Diana, nume tutelare della collina di Cimiéz e avvezza all’uso dei dardi, anticipate i tempi, mia dolce interlocutrice e parlando d’altro, confondete i lettori!
        Ora invece è il momento di operare come voi stessa dite “senza merito” in quanto si tratta di opera d’attesa, al calor del fimo di cavallo, fino a che l’unità non si completi con la sua metà per esser piena nello splendore delle nostre notti!

        Il vostro riferirvi alla Voluntas Dei mi permette di riconoscere in voi un viandante verso Compostela,e concordiamo pienamente di non sapere cosa sia il contenuto, il significato, il risultato del nostro operare. Lavoriamo per il sasso sulla nostra strada e per il fiore che cresce al suo margine, e nella speranza che la Gloria dell’Altissimo ne possa trovare degno canto!

        Dopo tanto lodare ed essere concorde, non posso che arrivare a contraddirla alla fine, purtroppo, e spero non me ne voglia. La mia curiosità infatti non trova appagamento alcuno, anzi, si trova stuzzicata e dolorosamente infervorita, per cui non posso che chiederle, con tutta l’umiltà d’un viandante in possesso della sola merelle, del bastone e dei sandali, se siete devota della lampada e del suo fuoco o meno.

        Con il rispetto dovuto, vostro affezionatissimo

        ptah

        ps.:
        Non bsdts dspèrtr, ms bidogns esercitare con armonia tale, che ogni atto del nostro laboratorio sia gioiosa danza, come nella figura poco successiva di quella citata del Canseliet, la XXIX. A nulla servono i “saggi soloni”, gli “esperti cultori”, i “profondi conoscitori”, perchè tutto si conclude alla fine in un solo momento descritto meglio da una bella risata, che segue ad un “ma era questo?” e successiva ad una autocritica di quanto si era cretini di non capire per il solo motivo di dover vedere il più, illudendosi che sarebbe stato una maggiore gloria. Arte gioiosa, semplice seppur non facile, il cui adepto cammina sorridento e divertendosi tra i mondi, e non sceinza di grevi saggi, raccolti in austere torri eburnee, tristi custodi di un segreto mai conosciuto!

        Rendetemi felice, ridendo con l’arte, cara irix!

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  10. Mon Captain,

    di certo la Joie du Printemps sarà immensa, se si è passato un buon inverno…

    A’ tout à l’heure, bibò,

    Frà Cercone

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  11. Caro Capitano,
    in riferimento alla primavera….

    “la radice di “Primavera” sembra sia VAS-, che nel sanscrito ha il senso di “ardere,splendere”,e alla quale ricollegasi il latino “Vesta”,la dea del focolare domestico!”

    …….quindi…..”Metti in pratica la tua conoscenza, poiché la conoscenza senza pratica è come un corpo senza vita” (Abu Hanifa)

    Un caro saluto 😉

    Robin

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  12. OH! Uomini, Benedetti Uomini!
    Celebrate la Primavera ed io quì, presso il focolare in ginocchio..
    dov’è la mia scopa di saggina? forse da domani ci sarà da fare qualcosa.
    non vedete come il Sole penetra le finestre e quanto illumina!?
    sembra polvere delle ali di una farfalla. un lavoro da donne..
    già e sempre in ginocchio!!

    Vostra serena cenerentola

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  13. caro Nemo,

    come vedi sto prendendo agio (spero non troppo) nel provare il confronto con altri, cosa che avrei dovuto fare molto tempo fa, quando hai aperto il blog.
    sono appena arrivata e ancora pochissimo ho letto di quanto avete scritto e devo dire che ci sono cose che francamente mi fanno sobbalzare!, letteralmente di meraviglia!
    vorrei se possibile capire se a qualcuno dei compagni di viaggio non è capitato di provare leggendo queste parole, un brivido sincronico di stupore, quanto meno, del mese di febbraio:

    “A nessuno pare più capitare di porsi una domanda semplice: “…e se quegli uomini stessero facendo di tutto per narrare come stanno le cose … E per quale folle motivo quegli uomini si sono impegnati nello sforzo di un linguaggio nuovo, più semplice, più diretto, più onesto, per descrivere a tutti il funzionamento del Creato, se non per un purissimo atto d’Amore?…”senza nulla a pretendere“…”
    Sai, in questo momento sto anche leggendo quanto scrive Canseliet in Alchimia spiegata sui suoi testi classici e a pag. 48 la sensazione, seppure contraddetta ma senza ferma efficacia, è che qualcosa emerge, celato, per manifestarsi con maggiore carità nelle parole del Maestro, e francamente mi lascia basita! e per il sottile metodo adoperato e per il nobilissimo fine. non trovate anche voi gente del Nautilus?
    Inoltre ancora scrivi: …Se fossero proprio loro, quei Foux, a donare ciò che hanno visto? … Hanno lasciato degli scritti. Ermetici. Ma pieni: pieni dell’Amore nel voler condividere lo stupore che coglie l’umano quando vede la Dama far giocare la Materia e lo Spirito nel Gran Teatro della Manifestazione… Lo hanno raccontato…” lo hanno raccontato!

    Che dire poi dello scritto del sig Ptah riguardo all’argomento da lui affrontato il 19 marzo e ancora nelle parole del 21 …”di non facile ingresso…in perfetta circolarità…” … Ci sarebbe da scrivere un libro!..anzi, più di Uno!, e forse qualcuno l’ha già fatto! per noi. sai, è un grandissimo privilegio poterti scrivere e rendermene conto..un giorno forse…speriamo di essere preparata, per non lasciarci sorprendere, come consiglia il Maestro.

    perdonate se mi dilungo ma, veramente ogni rigo meriterebbe una lunga, lunga dissertazione e studio e quindi,.. non è colpa mia!! 😉

    grazie e grazie a chi ha la pazienza di leggermi e di rispondermi.

    irix

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    • Cara irix,

      nelle vostre parole trovo alcuni spunti che mi preme sottolineare a mia volta.

      Ma per primo scusate la mia scarsa dimestichezza con questo mezzo informatico, che mi fa a volte invertire lettere e scrivere le parole con errori – amante maniacale dell’antica scrittura con il pennino e l’inchiostro, mi rendo conto che il toito è solo mio, per cui chiedo, senza scusante, umile venia dei miei errori!

      Vi riferite alla “necessità” dell’Arte Reale, all'”essere incontenibile” d’una pulsione che deriva da una fonte a noi ignota, come detto nell’ultimo capoverso della pagina da Voi citata. Sicuramente dite grande verità.

      In verità infatti cosa vi è di più naturale, di più attraente, di più necessario dell’origine, della fonte, della causa prima dell’essere!

      “Ecce sancte veritatem propalavi: Chaos et enim nostrum est quasi minerali terra, coagulationis suae respectu, et tamen aer volatilis, intra quod est Coelum Philosophorum in centro suo.”

      Del resto del chaos parla un singolare testo sugli affreschi di cimiez, scoperto in rete dal capitano, riferendosi alla sesta immagine della sacristia del convento francescano di cimiez.

      Dal chaos deriviamo, al Chaos andiamo lavorando al forno. E poi dal Chaos deriviamo cose, ma non tutti lo fanno.
      In fondo, non vi è altro.

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      • Carissimo Sig. Ptah,

        sorrido solo perchè siete Voi a chiedermelo così dolcemente. Vi chiedo scusa se Vi do modo di sapere quanto sia insondabilmente smisurata la mia ignoranza. Vi prego perdonatemi. Come forse già sapete sono una persona estremamente semplice, diretta e a volte per inesperienza e scarsa attitudine al dialogo imprecisa, senza reale intenzione. Perdonatemi. Naturalmente il Vostro riferimento alla cerva è perfettamente vero e mi trova pienamente d’accordo. Voi mi chiedete con tanto garbo e con un fervore che mi confonde se sono devota della lampada e del fuoco ma non sono sicura di aver compreso bene ciò che volete dire, sappiate ad ogni modo e con certezza che sono devota a Sophia e che l’amo perchè è Conoscenza e Verità.

        Non c’è cosa più desiderata che rendervi felice, mi creda, ma ora non ne sono in grado e l’impossibilità di ridere di questo mi è dolorosamente attuale. Ci sono persone a cui è negato danzare in armonia con altri, loro pessimo malgrado, certo vengono appagate con altri piacevoli passatempi come la lettura, la musica, la contemplazione di cose belle della natura ma, sono loro precluse le porte del vivere comune.

        Nel mio caso, inoltre sviluppano, per mancanza di un vero supporto di ragionevolezza, una sorta di singolare approccio alla realtà sensibile, questo le rende particolarmente inadeguate. La volontà a volte non può bastare, per cambiare occorrerebbe snaturare il fondamento della loro solitudine e questo è impossibile a farsi. Tuttavia sentono come Voi ben dite la necessità di adempiere a quell’attrazione così inspiegabile di conoscere la fonte, la causa prima dell’essere e in modo che le porta per contiguità a cercare dove è possibile trovare risposte, con altri. Le sono molto grata per i riferimenti che mi avete così generosamente lasciato, Cimiez e altri e in questo particolare momento li ho apprezzati, di cuore, così come sempre tutte le Vostre parole .

        Vi ringrazio per la Vostra comprensione e mi auguro sempre Vostra

        irix

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      • Vorrei aggiungere a proposito del fuoco a cui avete accennato che potrebbe essere un modo per rendere un po’ meno inutile la vita. la mia, per quel che vale.

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  14. Ma la sua scopa di saggina, cara Cenerentola del color della cenere, è forse quella di una piccola donna saggia? E per sopraggiunta immersa nel lavoro fino alle ginocchia anche al calar del Sole? Le auguro di tutto cuore degna ricompensa a sì industriosa fatica !

    Con un sorriso,

    Frà Cercone

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  15. Caro Messer Frà Cercone, da che sono entrata in questa vertiginosa Favola l’ho visto, eccome se l’ho visto quel profondo abisso, gelido e perduto, e per questo non volevo entrare, ma sono entrata per quello che mi ha detto..”ne vale la pena” e gli ho creduto e ho fatto bene. quel che mi aspetto è una “belle débacle” perchè la ricompensa di cui parla mi è sempre apparsa tal quale “onere da sopportare” dal primo inizio. mi perdoni ma.. ha toccato una questione che ho già esaminato con molta severità e in fretta. questo lo prenda pure come principio.

    la saluto e..A’ tout à l’heure mon amì, a presto 🙂

    cenerentola

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  16. Cara Cenerentola,

    sopraggiunge la tristezza, in questa radiosa giornata di Primavera, nel sapere che una giovane dabbene sta per precipitarsi in quell’Abisso di perdizione ove altri, prima di lei, si sono avventurati senza più fare ritorno, solo per incorrere in morte prematura.

    Cosa può un povero frate questuante quale io sono, per farla desistere da un’impresa tanto perigliosa? Stia attenta mia cara, stia molto attenta, tenga gli occhi bene aperti, perché in quell’Abisso è più facile entrare che uscirne; tenga anche a mente che dopo non si potrà più rammaricare per il latte versato.

    Qual consiglio darle, infine? A volte la vita ci conduce a un bivio senza che noi, poveri stolti, ne abbiamo contezza; orbene, nello sfortunato caso ciò dovesse capitarle, ricordi sempre che chi lascia la strada vecchia per la nuova …

    Con apprensione suo,

    Frà Cercone

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