Adeste Fideles

Oggi, oggi, oggi…è Dies Natalis!

'Natività' - Ghirlandaio, 1485

'Natività' - Ghirlandaio, 1485

Sin da bambino questa melodia mi colpiva: non saprei dire esattamente perché, ma era un canto quasi angelico, forse mi immaginavo l’Angelo che annunicava la nascita del Piccolo Re, ed esortava gli uomini, ignari, all’adorazione . Poi, più grande, ho scoperto il testo, e la meraviglia, la dolcezza, lo stupore si sono sommati.

Adeste Fideles è un’emozione antica, ispirata, e che muove il Cuore, al di là di ogni credo o non credo religioso. Sembra sia opera di John Francis Wade, composta attorno alla metà del XVII secolo…la storia è come sempre appassionante: i curiosi troveranno qui una possibile pista storica (con gli spartiti dell’epoca), che sembrerebbe legata – e qui il mio stupore è aumentato ancora – all’ambiente Giacobita che ruotava attorno a Bonnie Prince Charlie.

James Francis Edward Stuart, Bonnie Prince Charlie

James Francis Edward Stuart, Bonnie Prince Charlie

Il Prof. Bennett Zon, a capo del Dipartimento di Musica della Durham University, sostiene – addirittura – che il testo nascondesse una facile cabala fonetica: una sorta di inno per chiamare a raccolta gli Scoti ‘fideles‘ attorno allo Young Pretender (qui, un articolo della BBC con all’interno un audio del Prof. Bennett), dove il Regem Angelorum diventa il Regem Anglorum…!

Sia come sia – e gli Stuart erano molto legati all’Antica Tradizione, alla Prisca Sapientia di cui poi si innamorò Sir Isaac Newton – ecco qui una versione molto bella, interpretata da Andrea Bocelli:

Adeste fideles læti triumphantes
Venite venite in Bethlem.
Natum videte Regem Angelorum,
Venite adoremus, venite adoremus,
Venite adoremus Dominum.
En grege relicto, humiles ad cunas,
Vocati pastores adproperant:
Et nos ovanti gradu festinemus,
Venite adoremus, venite adoremus,
Venite adoremus Dominum.
Æterni Parentis splendorem æternum,
Velatum sub carne videbimus:
Deum infantem, pannis involutum:
Venite adoremus, venite adoremus,
Venite adoremus Dominum.
Pro nobis egenum et foeno cubantem,
Piis faveamus amplixibus:
Sic nos amantem, quis non redamaret?
Venite adoremus, venite adoremus,
Venite adoremus Dominum.
Ergo qui natus die hodierna,
Jesu, tibi sit gloria,
Patris æterni, Verbum caro Factum est.
Venite adoremus, venite adoremus,
Venite adoremus Dominum.

Pare che vi siano state diverse mani che si sono susseguite nell’elaborazione del testo, che potrà quantomeno incuriosire l’appassionato dell’Arte; vi sarebbe anche un’altra strofa, di chiaro stampo Biblico e probabilmente destinata alla celebrazione dell’Epifania, ma anch’essa intrigante:

Stella duce, Magi Christum adorantes,
aurum, thus, et myrrham dant munera.
Jesu infanti corda praebemus:
venite, adoremus Dominum.

Un’interpretazione come al solito eretica potrebbe essere la seguente:

Siate presenti, ‘fedeli’, lieti e trionfanti venite, venite, alla Casa della Pietra, ammirate il nato Re degli Angeli.
Ecco, lasciato il gregge,  si avvicinano all’umile nido i pastori ‘chiamati’, e noi ci affrettiamo pian piano esultanti. Vedremo l’eterno splendore dell’ origine eterna nascosto dentro il corpo, il Dio Infante oscurato nei cenci.

Lascio a chi vuole ogni possibile riflessione sul versante alchemico di questo canto emozionante: è Natale, ed oggi ognuno si raccoglie nella propria famiglia. Talvolta anche un semplice canto fa venire qualche lacrima agli occhi…!

Advertisements

One Response to “Adeste Fideles”

  1. Caro e gentile Capitano,

    grazie per questo bel post! Lei sa quanto nelle musiche Natalizie io non cessi di meravigliarmi ritrovando tanti accenni all’Arte quanto più si provi a cercarne… ed Adeste Fideles non si sottrae a ciò. Le segnalo che in alcuni testi (non so dirle, al momento, quanto ‘originali’, ma che importa…) c’è una strofa con ‘Deum de Deo, Lumen de Lumine…’ ed anche ‘Genitum non factum’, tratti evidentemente dal Credo (altro testo che a tratti mettei brividi!). Così infatti fa Enya, che so che lei apprezza molto, in questo bel video di YouTube (è un montaggio amatoriale, ma chissà perchè l’assemblatore vi ha anche messo, ad un certo punto, un Crescente lunare):

    C’è un’altra versione di Enya dal vivo, molto bella, inserita in un programma televisivo, ma l’orchestra interamente femminile in tenuta da conigliette un po’ distrae…

    Chiudo, sorridendo, dopo che, riscorrendo il testo, mi è caduto l’occhio su ‘gradu festinemus’: affrettiamoci, dunque, ma senza dimenticare di farlo ‘per gradi’.

    Buon Natale e a presto, caro amico.

    Chester

    Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: