Meglio mettere la spazzatura sotto il tappeto…

Leggo ora – ma in Francia se ne parla da tempo – che a Bure si sta costruendo un sito dove verranno sepellite le scorie radioattive prodotte dalle centrali nucleari francesi. A cinquecento metri sotto terra. Sotto la terra di Champagne.

Il 90% dei rifiuti nucleari ha una vita radioattiva pari a circa 30 anni. Meno del 5% ha una vita semieterna: 300.000 anni…! Entro il 2020 si stima che per produrre energia dall’atomo in Francia si produrranno 1.800.000 metri cubi di scorie nucleari. Di queste, solo lo 0,2% è altamente pericoloso, ma – da solo – rappresenta il 95% della radioattività totale. Fanno 3600 metri cubi. Che verranno sepelliti in fusti di circa 60 centimetri l’uno, in acciaio rivestito di vetro. Un cimitero, un tempio oscuro, piuttosto infernale, di materia ancora attiva, molto ‘furiosa’ per essere stata violentata, secondo me: “attiva” per 3000 secoli! Gli esperti dicono che è la migliore soluzione praticabile, oggi. Se lo dicono loro…

La riflessione mia non ha alcun intento politico, sia ben chiaro… E’ solo una riflessione su Madre Natura e ciò che l’uomo fa. Ciò che Le facciamo. E’ il buon senso e l’umiltà che manca. Roba antica, che non riusciamo più a praticare. Ricordo di aver visto una mappa di altri tipi di Templi in Francia: le Cattedrali gotiche, che talvolta venivano erette su qualche antico luogo dove una Fonte sgorgava dalle viscere della terra, dove talvolta venivano poste – chissà da chi – delle statue di Vergine Nere…, simboli di una promessa, di un patto, di un sogno, di un anelito al Cielo:

Mappa delle Cattedrali in Terra di Francia

Le Cattedrali in Francia

Questa invece è una mappa più moderna…le Croci Rosse a quattro braccia sono diventate nere, a tre braccia…

Mappa della Francia Nucleare

La Francia Nucleare

E ripenso a ciò che uno strano tipo disse a Jacques Bergier, nel 1937:

Il signor Andrè Helbronner, di cui voi siete, credo, l’assistente, si dedica alla ricerca dell’energia nucleare. Il signor Helbronner ha voluto tenermi al corrente di alcuni risultati ottenuti e in particolare dell’apparizione della radioattività dovuta al polonio, quando un filo di bismuto è volatilizzato da una scarica elettrica nel deuterio ad alta pressione. Voi siete molto vicini alla riuscita, come d’altronde altri scienziati contemporanei. Posso permettermi di mettervi in guardia? Gli studi ai quali vi dedicate, voi e i vostri simili, sono terribilmente pericolosi. Essi mettono in pericolo non soltanto voi. Sono temibili per l’intera umanità. La liberazione dell’energia nucleare è più facile di quanto non pensiate. E la radioattività artificiale prodotta può avvelenare l’atmosfera del pianeta in pochi anni. Inoltre, esplosivi atomici possono essere fabbricati con pochi grammi di metallo, e radere al suolo città intere. Ve lo dico nettamente: gli alchimisti lo sanno da molto tempo.

…So cosa state per dirmi, ma è senza interesse. Gli alchimisti non conoscevano la struttura del nucleo, non conoscevano l’elettricità, non avevano alcun mezzo di scoperta. Essi dunque non hanno potuto operare nessuna trasmutazione, non hanno dunque mai potuto liberare l’energia nucleare. Io non tenterò di darvi le prove di ciò che ora vi dichiarerò, ma vi prego di ripeterlo al signor Helbronner: combinazioni geometriche di materiali estremamente puri bastano per scatenare le forze atomiche, senza che ci sia bisogno di utilizzare l’elettricità o la tecnica del vuoto.

L. Pauwels, J. Bergier – Il Mattino dei Maghi – Mondadori

Chissà…300.000 anni. 3000 secoli. Non è curioso che si sia scelto lo Champagne?…non è surreale aver visto, da qualche parte, quell’ “Uber Campa Agna“?…mah…vi sono così tante lingue, così tanta confusione.

Chissà se quando accenderemo la lavatrice, o il televisore o una semplice lampadina qualcuno penserà mai che lo 0,2% delle ‘scorie’ di un combustibile usato irradieranno le viscere della terra per qualche migliaio di secoli. E che sarà mai?…Le radiazioni esistono, sono naturali. Ma ve ne sono di buone, e di cattive. E’ facile riconoscerle: sono quelle prodotte ‘per ars diabolica‘.

Il Mistero delle Cattedrali

Ah, Monsieur Fulcanellimercì…mercì…mercì !

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One Response to “Meglio mettere la spazzatura sotto il tappeto…”

  1. Caro Captain Nemo,

    quello che dite è molto triste, ed altrettanto noto anche a chi si avvicina soltanto ai segreti di Madre Natura. Ricordo bene quel passo del ‘Mattino dei Maghi’, così come, grazie alla sua traduzione sul Forum Montesion, qualche eone fa, un articolo di Canseliet (La raccolta alchemica dello Spirito Universale) il quale cita sempre Bergier che afferma ‘Fanno bene gli alchimisti a tenere celati i loro segreti se sono capaci di costruire una bomba all’idrogeno sul fornello della cucina’.
    Questo non fa che acuire un senso di inadeguatezza che ogni tanto, magari nel mezzo di una bella lettura dei nostri amati libri, ci prende. D’altra parte anche le Centrali Idroelettriche, la Rete Satellitare, la Telefonia Mobile, l’inquinamento chimico dei fiumi e dell’aria non fanno bene a Madre Natura.
    Nonostante questo, ogni primavera Lei ci ricorda che il miracolo avviene e la Natura si rinnova: la Natura saprà difendersi, anche a costo di farlo… da noi. INRI, forse, comprende il venturo ‘Battesimo nel Fuoco’, oltre all’annuale rinnovamento primaverile da parte dello Spiroto Universale.
    Se Fulcanelli, forse, già sapeva, allora è tutto scritto: dunque attendiamo, preparandoci come meglio sappiamo, e se saremo benvoluti.

    Chester

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