Calor et Humiditas

“Sappi dunque, figlio della Dottrina, e il più caro dei miei Figli, che il Sole e la Luna e le Stelle gettano in perpetuo le loro influenze nel centro della Terra, per pervenire alla quale è necessario per prima cosa passare per le regioni mediane dell’Aria, nelle quali le dette influenze sono assemblate; le quali, mescolate ed unite l’una all’altra, sono poi distillate nei pori della Terra, fino al suo centro, depurandosi di sabbia in sabbia, fino all’ultima goccia della loro umidità aerea; l’Aria è dunque tutta piena di queste influenze, la Terra ne è anche tutta formicolante, e non vi è nulla nel Mondo che non ne sia pieno; perché è il centro di tutte le cose, e l’Anima universale di tutti i Corpi; ma questa semenza è grandemente abbondante di due qualità, cioé calore ed umidità, dalle quali vediamo uscire tutte le cose che sono al Mondo, grazie tuttavia all’avvicinamento del primo Maschio che è il fermento che si unisce alla detta semenza, il quale attira e converte questa alla sua Natura; dividendo così le specie ed ordinandole seguendo la volontà ed il primo ordine dell’Onnipotente, affinché nulla sia confuso e perché ogni cosa produca dei frutti della sua Natura.

Il calore della detta semenza è nascosto nel suo centro, e pertanto è invisibile. Ma la detta umidità è il Corpo o il suo  Sperma (NdT.: “d’icelle“, dell’umidità), il quale ingravidandosi nell’Aria, richiede una separazione e purgazione fisica, che è la preparazione degli estremi; la quale deve essere considerata con riflessione sull’operazione di Natura in questo modo.

La detta semenza, chiamata da Hermès ‘Mercurio Trismegisto‘, a causa della sua tripla Virtù, passando da un luogo all’altro nelle  vie e vene della Terra, purga e pulisce i suoi luoghi attraverso una reiterazione infinita; poiché queste umidità si susseguono come le onde del mare, sino a che esse giungano alla loro fine o termine, che è il focolare o centro della Terra.”

(Nicolas Valois – Les Cinq Livres ou La Clef du Secrets des Secrets, Livre Second – Ed. La Table d’Emeraude, Paris, 1992, pp. 187,188 – mia libera traduzione)

Non è qui il caso di riproporre il grande interesse degli storici dell’Alchimia sull’identità e l’operato dei tre alchimisti di Flers; ma il libro di Nicolas Valois, il quale pare morisse strozzato da un’ostrica nel corso di un sontuoso banchetto nel suo magnifico Hotel du Grand Cheval¹ nel 1541, è decisamente uno dei più belli, se non addirittura più utili, per chi studia Alchimia. Nel 1867 il chimicoChevreul sostenne che si sarebbe trattato di una rielaborazione della Clavis Majoris Sapientiae di Artephius, ma personalmente non condivido questa opinione. Si tratta a mio avviso di un’opera ricchissima, molto amorevole e lontana dalle prose magniloquenti dei secoli posteriori, e che certo venne influenzata dai Filosofi arabi precedenti. Ho scelto questo piccolo passo perchè parla in modo poetico ma estremamente chiaro del perchè lo Spirito Universale sia la vera Anima del Mondo. Mi riallaccio alle risposte di alcuni ospiti al Post sul Finis Gloriae Mundi, dove – credo giustamente – ci si interroga sulle qualità di questo Spirito, sul perché la sua eventuale assenza provoca la giusta rivolta di Madre Natura e sulla sua funzione ineluttabile, inequivocabile e irrinunciabile. Tralasciando qui le visioni apocalittiche – ma Apocalisse viene da Apò-Kaliptein, cioè rivelazione di ciò che è arcano, celato, nascosto – vorrei sottolineare qualche punto che mi pare di possibile interesse per chi studia e pratica l’Arte della Gran Dama:

  • L’influenza perpetua di ciò che è ‘esterno’ alla nostra Terra; per i Filosofi è il loro Mare, eterno, silenzioso, immutabile, disponibile, senza inizio e senza fine; è la loro Mére, la Madre, la Madre Celeste.
  • Queste influenze, che qualcuno ha voluto immediatamente identificare con i Raggi Cosmici (potrei concordare, ma vi è di più: l’essenza reale della cosiddetta radiazione è ancora sconosciuta alla Fisica), si assemblano nell’Aria, e da qui sono attratte dal centro della Terra. E’ un fenomeno di attrazione naturale. La Terra è un Magnete che attira lo Spirito, grazie all’azione costruttiva dell’Aria: nasce la semenza.
  • Questa semenza ha due qualità: calore e umidità. E’ il famoso Vapore Umido degli antichi, e sembra proprio quello che aleggiava sulle acque secondo i miti della Creazione. Non posso non ricordare che la parola che esprimeva l’azione di moto è ‘ferebatur‘, cioé portato. Chi porta lo Spirito, se non una forma di sostanza adatta all’uopo, cioé una sostanza Spirituale? Osserverei anche che bisognerebbe chiedersi: ma perchè, persino prima del Fiat Lux, qualcosa si muoveva sulla terra inane e vacua?
  • Non si da dove venga e chi sia (ma in realtà chi studia con umiltà e passione Alchimia non può non saperlo) il primo Maschio attira a sè la semenza. Ovviamente non si tratta di Adamo, quello del Paradiso terrestre, ma di altro. E’ per l’appunto il fermento, che agisce come fa il lievito nella pasta di pane, che grazie al calore esterno ed a quello che possiede per sua prima Natura, trasforma e specifica  la semenza, convertendola. Dunque la semenza NON è specifica, e necessita – naturalmente – di qualcosa che possa portare l’informazione corretta, dando per l’appunto la forma. Si dovrebbe pensare dunque, che i miti della Creazione abbiano sottaciuto la presenza discreta ed oscura del primo Maschio? Se così fosse, verrebbe da chiedersi perchè tacere su questo punto. Perché tanto segreto su questo Zolfo primigenio? Un altro punto importante è che nell’Aria – dunque in Cielo – avviene una prima attrazione, informale, che precede quella seguente, formale, tra Cielo e Terra, di cui sopra.
  • L’umidità è un corpo – il Vapore Umido – che è di natura generativa, grazie al calore innato; il quale calore è ben nascosto nel centro della semenza; sembra dunque stabilito che la semenza abbia un aspetto formale esterno, l’humiditas o sperma, ed uno occulto, interno, il calor.
  • Dato che la semenza viene ingravidata del seme maschile nell’Aria, come sopra descritto, Valois indica qualcosa di operativo: l’artista ha necessità di poter disporre dei due principi, Zolfo e Mercurio, allo stato primitivo, puro, prima della specificazione (per esempio, prima della specificazione minerale). E dunque occorre separare e purgare; questo si fa, secondo lui, tramite l’enigmatica ‘preparations des extremes‘. La quale operazione deve essere condotta con molto discernimento basandosi su ciò che viene fatto da Madre Natura. Proprio come è stato descritto, occorre liberare l’umidità nascosta, perché portatrice di calore generativo, occulto, segreto ma indispensabile, purificando la terra, attraverso la reiterazione del procedimento. Si tratta del percorso contrario rispetto a ciò che viene descritto: “…dalla Terra al Cielo…”, come direbbe Jules Verne!…grazie all’opera mirabile, perenne, amorevole di Madre Natura, che dagli spazi ‘esterni, porta semenza verso il focolare della Terra, l’artista può ottenere quel Fuoco di origine Celeste, attratto dal Sole centrico della Terra (vide Cosmopolita, ma anche Filalete et alia), grazie ad un percorso inverso, un percorso di liberazione.

Per ciò che riguarda ‘les extremes‘, riporto qui un passaggio tratto da un altro degli alchimisti di Flers, Nicolas Grosparmy:

“Les extremes de nostre Vif argent sont en un premier costé Eau de Lion verd, c’est à sçavoir menstrual ajouté au Corps; et l’austre costé est le Souffre qui est dit nostre Pierre. Et le Moyen d’iceux extremes est nostre Vif Argent.”

(Nicolas Grosparmy – Les Trésor des Trésors, Chapitre Treizeiesme – Ed. La table d’Emeraude, Paris, 1992, pag. 86)

Va notato che qui si parla dell’extreme dell’Argento vivo; evidentemente ve n’è anche un altro, facile ed opposto, che il lettore potrà trovare leggendo di persona l’opera citata. Avverto che Grosparmy è senza dubbio più complesso ed un pochino envieux rispetto al suo compagno Valois!

Se si riflette su quanto scritto da Nicolas Valois, ci si potrebbe rendere conto di quanto sia meravigliosamente semplice la Grande Opera, e per qual motivo si ripeta sempre che l’alchimista imita la Creazione. E perché solo a pochi è permesso arrivare silenziosamente …là dove si deve arrivare.

L’Arcano maggiore dell’Arte è il misterioso Fuoco Segreto, che – come si sa – è proprio un’acqua ignea ed un fuoco acquoso; e per restare nell’ Air-du-Temps sin qui evocata, vi trascrivo, senza traduzione, quest’ultimo magnifico passo di Nicola Valois:

“…S’il n’avoit cette humidité, il ne seroit pas fusible, laquelle humidité donne entreé a nostre Eau et convertit tout le Corps en Elle, comme le Levain convertit tout la masse en sa substance, puis peu à peau, ainsy que l’Eau a fait le Corps Eau, laditte Eau soit faite Corps, par la vertu dudit Levain. Mais premier se fait un combat entr’eux, ensorte que l’un et l’autre se dévorent par une putrefaction apre et violente.

C’est cette Eau prisonnière, qui crie sans cesse, Ayde-moi et je t’ayderay. C’est à dire Eslargis-moi de ma prison, et si une fois tu m’en peux faire sortir, je te rendray Maistre de la forteresse où je suis. L’Eau donc, qui est dans ce Corps enfermeé est la mesme nature d’Eau que celle que nous luy donnons à boire, qui est appeleé Mercure Trismegiste, dont entend parler Parménide, quand il dit: Nature s’esjouit en Nature, Nature surmonte Nature, et Nature contient Nature.

(Nicolas Valois – Les Cinq Livres ou La Clef du Secrets des Secrets, Livre Premier – Ed. La Table d’Emeraude, Paris, 1992, pp. 174)

Le cose sono semplici, come si vede, siamo noi che siamo complicati; siamo noi che leggiamo il complicato nelle cose semplici, ammalati come siamo di materialismo e logica.

Per fortuna, una vera fortuna, l’Alchimia è destinata agli umili ed ai poveri foux…come ripeteva un Amico:

“La Patience est l’eschelle des Philosophes, et l’Humilité est la porte de leur Jardin. Car quiconque persévérera, sans orgueil et sans envie, Dieu luy fera miséricorde.”

(Nicolas Valois – Les Cinq Livres ou La Clef du Secrets des Secrets, Livre Second – Ed. La Table d’Emeraude, Paris, 1992, pp. 195)

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Nota: ¹ L’Hotel d’Escoville era chiamato Hotel du Grand Cheval ai tempi di Nicolas Valois; ecco perché:
Il y a deux représentations en bas relief, l’une en haut où est représenté ce grand cheval en l’air, ayant des nuées sur ses pieds de devant. L’homme qui est dessus avait une épée devant lui, mais elle n’y est plus. Il tient dans sa main une longue verge en fer, et derrière lui il y avait en l’air des cavaliers qui le suivent, et devant lui et au dessus un ange dans le soleil.
Au dessus du rond de la porte, il y a encore une représentation d’un homme à cheval, en petit sur un tas de corps morts et de chevaux que les oiseaux mangent. Il est tourné du côté de l’Orient, à l’opposite de l’autre, et au devant de lui le faux prophète y est représenté et le dragon à plusieurs têtes, et des cavaliers contre lesquels le cavalier semble aller. Il tourne la tête en derrière, comme pour voir la représentation du faux prophète et du dragon qui entre dans un vieux château d’où il sort des flammes dans lesquels ce faux prophète est déjà à moitié corps.
Il y a de l’écriture sur la cuisse du grand cavalier et à plusieurs endroits, comme le “Roi des rois, le Seigneur des seigneurs” et d’autres tirées du XIXe chapitre de l’Apocalypse. Comme ces lettres ne sont pas gravées, je crois qu’elles sont écrites il n’y a pas longtemps ; mais il y a un marbre tout en haut où il est écrit : “Et c’était mon nom, la parole de Dieu.”

(Estratto da una lettera del medico Dubourg indirizzata a Pierre-Daniel Huet – 1699)

Le Grand Cheval

Le Grand Cheval

Hotel dEscoville

Hotel d'Escoville

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19 Responses to “Calor et Humiditas”

  1. Caro Capitano,
    davvero molto interessante il suo bel post. Ricco di spunti e di veritas. Mi riprometto, prossimanente, di entrare più nel dettaglio e approfondire certe tematiche che mi stanno davvero “a cuore”.

    Un piccolo inciso. La frase «La natura gode della natura, e la natura vince la natura e la natura domina la natura…» mi sembra sia stata detta da Democrito. Una frase scritta all’interno di una pietra che si ruppe a metà. Penso sia la stessa pietra che dovette spostare Lancelot.

    Lancelot che deriva dal Francese e, se non erro, vuole dire “leale servitore”.

    Per ora Vi saluto ed ancora complimenti per i bei Post.

    Tonneau Rouge

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    • Caro tonneau_rouge,

      grazie per l’apprezzamento: cerco solo di divertirmi e di raccontare le storie che mi piacciono. Se poi piacciono anche a qualcuno, non posso che esserne contento.
      Come sempre, vi è una certa confusione quando si citano vecchi ‘aforismi’ famosi: ma credo che lei abbia ragione; probabilmente era Democrito.
      E…sì…direi che Lancelot può essere un buon prototipo per un leale servitore. Non era infatti il migliore ed il più leale dei Cavalieri di Re Artù?…al punto che riuscì persino a perdere la testa per la bellissima GuinivéreGwenhwyfar?

      Captain NEMO

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  2. Mio buon Capitano,

    si fa fatica a tenerle dietro, ma è un piacere comunque immenso leggerla. Di straforo ho solo iniziato a leggere, in ospedale, il suo post, e non ho potuto fare a meno di commentare questo passo:

    “Il calore della detta semenza è nascosto nel suo centro, e pertanto è invisibile. Ma la detta umidità è il Corpo o il suo Sperma (NdT.: “d’icelle“, dell’umidità), il quale ingravidandosi nell’Aria, richiede una separazione e purgazione fisica, che è la preparazione degli estremi; la quale deve essere considerata con riflessione sull’operazione di Natura in questo modo.”

    Il Centro è quello ‘abbondante di sale’? Perchè in tal caso quel suo ‘sperma’ è ‘d’icelle’, ovvero ‘di sel’? (saltando qualche passaggino cabalistico… siccome poi si parla di considerazione (prima della … riflessione), forse ci è suggerito anche un modus per preparare gl ‘extremes’… ma sarà meglio finir di leggere…

    A presto!

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    • Caro Chester,

      é vero: Filalete parla un linguaggio molto simile, a riprova di quanto l’Alchimia si sia mantenuta perfettamente intatta lungo i secoli, con buona pace degli scettici che pensano che le uniche Scienze siano quelle tecniche.
      Quanto alla Cabala Fonetica: è certo divertente, e persino molto utile. Però, il mio consiglio resta quello tradizionale: “…seguite la Natura!“…è solo dopo l’esatta comprensione del come e del perché avvengono le cose in Natura che – poi – si potranno scoprire tante coincidenze, eventualmente. Ed ho riportato quel passo di Nicolas Valois perché, rileggendolo, l’ho trovato molto meritevole d’attenzione per ogni étudiant…!

      Captain NEMO

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  3. Lancillotto è “il leale servitore” che libera Ginevra dalla prigione. E chi è Ginevra?
    Dato che un articolo scritto Paolo Lucarelli tratta proprio questo argomento e cita il passo di Valois, spero di fare cosa gradita postando alcuni brani:

    Una lettura alchemica di “LANCELOT, ou LE CHEVALIER A` LA CHARETTE”
    di Chrétien de Troyes:
    “Ginevra dunque è Dama Natura, lo Spirito o, meglio, l’Anima Universale, l’Anima del Mondo, qui corporificata nella Fontana degli innamorati della Dottrina e nella nostra Regina imprigionata in una veste orrende e tenebrosa. Deve esserne liberata. E’ la materia prima, nera, oscura, vile, disprezzata dal volgo, preziosissima per il Filosofo. Per liberarla occorre Lancelot”.
    (…)
    “Per il romanzo di Chretien nel suo insieme, e l’inevitabile amplesso tra Lancillotto e Ginevra, è ottimo un passo di Nicolas Valois che hanno il vantaggio di testimoniare un’antica tradizione simbolica che risale almeno ai greco-alessandrini: ” … E’ questa Acqua prigioniera (la Nostra Regina) che grida senza posa: Aiutami e ti aiuterò. Cioè liberami dalla prigione, e una volta che mi avrai fatto uscire, ti renderò padrone della fortezza in cui sono racchiusa. L’Acqua dunque che è racchiusa in questo Corpo è la stessa natura di Acqua che gli diamo da bere (Lancillotto), che è chiamata Mercurio Trismegisto, di cui intende parlare Parmenide quando dice: “Natura si allieta in Natura. Natura supera Natura e Natura contiene natura”. Perché quest’acqua imprigionata si allieta col suo compagno che la viene a liberare dai suoi ferri, si mescola con lui (l’amplesso, l’adulterio) ed infine convertendo in se stessi la detta prigione, e rigettando ciò che è loro contrario, che è la preparazione, sono trasformati in acqua mercuriale e permanente … “.
    (…)

    “Lancillotto supera il ponte e giunge alla prigione della Regina dove deve combattere contro il suo carceriere. E’ un combattimento violento, come descrivono tutti i Maestri, ma alla fine vince facilmente perché grazie a Ginevra il suo vigore diventa insuperabile: ” …essa ha acceso nel suo corpo la fiamma … e questa fiamma lo rende ardentissimo.”. Il servitore disprezzato è finalmente diventato il fuoco segreto che nulla può vincere, completamente trasformato da potenziale ad attuale, reso ‘ardentissimo’. Contemporaneamente la Regina è libera, e la Madonna nera è diventata la nostra Vergine bianca e pura, l’operazione capitale è conclusa”.

    Anche io, come Tonneau_Rouge e Chester, devo meditare bene il suo bellissimo post, Capitano…e anche il Filalete:
    Il Magnete ha un suo “centro abbondante di sale, che è un menstruo della Luna, il quale si volge verso il Polo, che è il cuore del mercurio, e in questo Polo la virtù dell’Acciaio è esaltata per gradi…”
    “Aiutami e ti aiuterò”.

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  4. Cara Pandora,

    la ringrazio per la citazione di quell’articolo di Paolo Lucarelli; si tratta di un lavoro veramente prezioso e che nasconde – se letto nella sua interezza – molte cose utili.
    Faccio notare che si parla di un ponte: che è ovviamente una via, un passaggio, costruito dagli uomini per rendere agevole il superamento di qualcosa che altrimenti sarebbe più arduo superare.
    Si dice che i migliori ponti fossero costruiti una volta …dal Pontifex !

    Quanto all’aiuto, è sempre divertente giocare con le parole: aiuto viene da ad juvare, cioè portare giovamento. Varrone accostava il suono ed il senso del giovare con la parola giovane: “…iuvenis a juvando; scilicet qui ad eam aetatem pervenit, ut juvare possit…“; dunque giovane sembrerebbe significare colui che combatte, che difende, che respinge. Dunque le cose parrebbero complicarsi: solo un giovane possiede la forza, o il cuore, per difendere, respingendo, e poi liberare. C’è un nemico dunque che il giovane Lancelot deve respingere, per rendere libera Guinivére-Gwenhwyfar?…e chi è costui?

    Ah, le meraviglie del Mito…

    Captain NEMO

    PS:…dimenticavo: tanto per far felici i cultori della Cabala Fonetica, quando pronuncio la parola ponte, mi vien sempre in mente una vecchia filastrocca, che fa:”…Ponte Ponente Ponteppì…“. La nostra versione italica viene dal fatto che i bimbi italiani l’hanno ‘sentita’ dai bimbi francesi; in origine la filastrocca era, grosso modo, questa:

    Pomme de reinette et pomme d’Api, d’Api d’Api rouge, pomme de reinette et pomme d’Api, d’Api d’Api gris“…con le varianti ‘Tapis‘ al posto di ‘d’Api‘…!

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  5. Come è interessante questo spunto sulla preparazione degli estremi.. sembrerebbe che i soggetti vadano separati e purificati per ottenere uno zolfo e un mercurio destinati ad unirsi. Questa unione sarà il suggello(scel) per corporificare il fuoco segreto?

    La parabola del maschio nascosto mi richiama lo zoppo Vulcano che necessita dell’ aiuto del focoso Marte, ma sarà l’ennesimo abbaglio.

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    • Caro Brouillard,

      la separazione prelude sempre ad una successiva congiunzione, e viceversa. Il punto è comprendere cosa si separa e cosa si congiunge. E come.
      Quanto alla sua domanda-ipotesi…potrei concordare, ma così come la pone lei…mi crea qualche disagio!

      E non si preoccupi per gli abbagli; è cosa comunissima…nessuno ne è immune, sa?

      Captain NEMO

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  6. tonneau_rouge Says:

    Caro Captain,

    come promesso cercherò di approfondire i temi da Lei così gentilmente messi sul piatto (… piatto, piatto, dove l’ho già sentito?). Il divertimento e l’Amore per l’Arte sono davvero due cose che emergono netti dai sui post.
    A proposito d’Amor, non è proprio in uno degli scritti di Lucarelli che cita Amor anagrammandolo con Roma, forte di ogni forza.

    Vorrei, se non diventa un “torone”, inserire un passo che mi è sempre piaciuto, anche per gli eventuali sviluppi “intrinsechi”. Quanto segue è un piccolo passo di un trattato di M. de Grimaldy:

    “La vita non è altro che l’azione principale dello spirito puro, che è composto di luce celeste, ovvero di elementi superiori, e della parte più sottile degli elementi inferiori.

    Questo spirito è doppio; l’uno fisso, che è fermo al centro di ciascuna parte integrante del composto, e che è il principio del movimento e dell’azione, è il fuoco centrale, fuoco innato, fuoco di natura; l’altro è volatile, si espande fino alle estremità delle parti, che guida ed anima, come uno strumento di cui si serve lo spirito fisso per comunicare la propria azione. Questo spirito volatile serve anche per mantenere, ovvero nutrire, lo spirito fisso. Questi due spiriti uniti formano ciò che noi chiamiamo l’umido radicale, e sono i principi e il sostegno della vita e della salute. Più tali spiriti sono abbondanti e svincolati (dégagés), più la loro azione è forte, e di conseguenza più la vita è lunga e la salute perfetta.

    Come lo spirito fisso ha bisogno di essere mantenuto e nutrito dallo spirito volatile, allo stesso modo lo spirito volatile ha bisogno di essere riparato da un altro spirito similare, che rimpiazzi ciò che viene continuamente dissipato. Questa dissipazione è più o meno grande secondo la qualità e la quantità delle azioni del composto. Da qui deriva la necessità indispensabile degli alimenti, da cui tali nuovi spiriti riparatori sono estratti. Si può giudicare da ciò quale importanza abbia la scelta degli alimenti e di quanto sia necessario, per la conservazione della vita e della salute , che la loro preparazione (parlo della loro preparazione interiore) sia perfetta.

    Ma, visto che le malattie cui sono soggetti i nostri corpi sono sfortunatamente quasi infinite, in numero e qualità, sarebbe enorme il libro che volesse ragionare in dettaglio su tutti i farmaci particolari a tali malattie. Ci basti dunque, per il presente, dire due cose: la prima, che tutti i nostri mali derivano dal mescolare le parti eterogenee con le parti omogenee, e dalla mancanza di equilibrio, o di proporzione, tra gli elementi necessari per ciascun composto, si potrebbe avere un farmaco che, ripristinando nei nostri corpi questa proporzione, ottenendo la separazione richiesta, potrebbe bastare a risolvere tutti i casi.

    La seconda cosa che abbiamo da dire qui, e che è di massima importanza, è:
    1°. Non si può estrarre alcun buon farmaco altro che da sostanze pure, oppure da ciò che è puro nelle sostanze.
    2º. E’ “puro” ciò che è omogeneo alla natura del composto.
    3º. Bisogna cercare principalmente la parte spirituale, alcoolica (spiritueuse)
    4º. L’agente usato per estrarre tale parte pura, deve essere anch’esso puro, altrimenti la corromperebbe. Deve essere vivo (forte, violento, brusco: vif), penetrante, conservatore; deve essere tutto fuoco, ma fuoco vivificante, agente, non bruciante e distruttore; il farmaco deve essere l’opposto di ciò che causa le nostre malattie; ne deve essere il distruttore, ma nello stesso tempo il conservatore di ciò che produce la nostra salute e la nostra vita. “

    Oltre a questo Grimaldy fa una bellissima descrizione delle “influenze” celesti. Il passo è lungo e sarebbe interessante metterlo tutto, ma mi limiterò a qualche “breve” inciso:
    “CAPITOLO IV
    Intorno ai Metalli in generale

    E’ certo e indubbio che i Metalli e i Minerali – qualunque essi siano – sono stati formati dalla natura per mezzo della stessa materia di cui sono composti i vegetali e gli animali, in modo tale che non ci si possa scoprire in essi altro che lo spiriti universale del mondo, il cielo, e gli elementi, con i quali la natura forma tutte le cose. Perchè essa non ha alcun altro serbatoio o magazzino particolare da cui possa estrarre una materia speciale da impiegare nella composizione dei Metalli o dei Minerali. Così la natura è obbligata a compiere tutte le proprie opere, e produrre tutti i vari misti, con la stessa materia ottenuta dallo stesso laboratorio, e tutte le differenze si riducono ai vari mezzi, a vari vasi e ai vari strumenti di cui essa si serve per portare a compimento il proprio operato.

    Tutti gli elementi, seguendo l’ordine che il supremo Dispensatore di tutte le cose ha stabilito nella natura, si scambiano l’un l’altro ciò che possiedono di puro e perfetto, il superiore verso l’inferiore, poichè si deve sapere che nella generazione i semi non salgono mai, bensì discendono. Così i cieli più elevati spargono i propri influssi, che sono, per così dire, la propria semenza, nei cieli inferirori, in modo che questa semenze, queste virtù, questi influssi discendano dall’uno all’altro fino al centro della terra.

    Qui tutte queste semenze compongono un certo vapore, che poi si risolve in liquido o acqua, che sale e discende attraverso una circolazione perpetua dalla terra al cielo, e lassù si purifica e sublima, e infine si coagula in terra, che viene ancora continuamente spruzzata da questo stesso liquido da cui si è formata, e purificata via via, e lavata di tutte le sue lordure, fino a che diventa bianchissima, purissima e pulitissima. Questo è quello che i Filosofi chiamano Solfo bianco incombustibile. Questa terra bianca, pura e perfettamente lavata dalla sua acqua, come abbiamo appena detto, è imprigionata in luoghi sotterranei perfettamente puri e puliti, dove essa non può essere rovinata ne’ alterata da alcun miscuglio di materie estranee (che non esistono in questo luogo segreto), e dove si cuoce e si fissa in Metallo perfetto e puro argento grazie al suo calore naturale e centrale e ad altri influssi.

    Questa terra, attraverso una cottura più lunga e più forte, da bianca che era diventa terra o solfo rosso, e qualora sia rinchiusa in matrici pure e pulite, senza alcuna mescolanza con terre estranee o solfi impuri, essa si cuoce e si fissa ancora più perfettamente di quanto non faccia il solfo bianco, e forma il re dei metalli, l’oro. Dunque l’oro e l’argento non differiscono che per il grado di cottura e di fissazione: poiché, per quanto riguarda la purezza e l’armonia delle parti, essi sono identici.

    Non si può dire lo stesso dei metalli che vengono detti imperfetti: la loro armonia è differente e discordante, e le impurità di cui sono infettati li alterano e li degradano in modi differenti.

    Poiché, sebbene siano formati della stessa semenza metallica dell’oro e dell’argento, ovvero dell’acqua formata dal vapore che si eleva dalla parte pura dei cieli e degli elementi discesi al centro della terra, tuttavia come quest’acqua, per purificarsi e per assorbire sempre più le virtù celesti ed elementari, circola continuamente dal basso in alto e dall’alto in basso, per coagularsi infine in terra vergine, non acquisisce sempre la purezza che offre questo meccanismo della natura, bensì al contrario spesso essa contrae delle impurità mescolandosi e congiungendosi con parti grossolane, escrementizie, degli elementi incontrati nei suoi movimenti di salita e discesa, cosicché essa si coagula sovente non in una terra, pura e pulita, bianca o rossa, ma in terra nera e fetida, che in questo stato di imperfezione è rinchiusa in matrici impure dove si trovano già solfi grossolani, terrestri, bruciati, e un sale alterato; se laggiù si cuociono e si fissano senza liberarsene, si produce un metallo imperfetto, le cui qualità, virtù e forma sono influenzati dalla virtù del pianeta predominante, e dalla qualità dei solfi e dei Sali che si sono trovati nel sottosuolo; come pure influisce il grado di impurità dell’acqua o mercurio che si è coagulato in terra nera; i metalli imperfetti sono molto differenti tra loro quanto a composizione, per i gradi di imperfezione e per le proprie virtù e qualità.

    Tuttavia, attraverso l’arte si può non solo imitare e aiutare la natura, ma addirittura spingersi anche un po’ più avanti di essa. Si può risvegliare e fortificare questo piccolo fuoco minerale soffocato in un corpo grossolano; lo si può spogliare delle impurità solforose combustibili, dalle parti terrestri non suscettibili di cottura, pulendo e lavando il corpo puro, e dandogli da bere un liquore della propria natura, e dandogli da mangiare una carne della sua sostanza; si può moltiplicare questo spirito e questo fuoco naturale per mezzo di uno spirito ed un fuoco similare; infine si possono riunire assieme i principi della vita e del regno minerale, e renderli analoghi alla nostra natura e ai nostri principi vitali.”

    E’ davvero interessante notare come tutti gli innamorati dell’Arte parlino più o meno delle stesse cose. Anche Artefio nel suo libro, se non erro, parla di un certo “Calorem” che si può definire anche Colore, cosa ne pensa Captain?

    Se non erro le influenze assemblate devono passare nelle regioni mediane dell’Aria prima di essere distillate nei pori della terra. Al centro della Terra arrivano questi influssi depurati dall’umidità, restando quindi solamente il calore. Una cosa interessante è che Valois parla di sabbie che trattengono l’umidità depurando le influenze. Queste sabbie lorde di umidità che ruolo hanno in questo quadro generale? Altra cosa da sottolineare è che il Fermento è diverso per natura diversa, o meglio Valois dice “grazie tuttavia all’avvicinamento del primo Maschio che è il fermento che si unisce alla detta semenza, il quale attira e converte questa alla sua Natura” quindi è chiaro che il Maschio ha una sua Natura, è il portatore di “forma”, in sostanza quello che poi si specifica e noi percepiamo con i nostri sensi. Sul perché si sia taciuto su questo aspetto della creazione non saprei cosa rispondere. Certo è che si aprono diverse porte ad interpretazioni diverse.

    Tornando al piccolo passo di Valois, il calore di cui parla, all’interno della semenza, che quindi ha sia un interno che un esterno e quindi una forma, ha un calore invisibile; ma invisibile si presta anche al gioco in-visibile, ovvero, visibile dentro.

    Un’altra considerazione che vorrei sottoporle è sulla Terra che funge da magnete. Sa, da bambino, come tutti, penso, ho giocato spesso con le calamite e se si mettono due calamite vicine si attraggono i poli opposti. Mi domando allora, se la Terra è un magnete per lo Spirito Universale, di che natura è? Opposta, oppure è come il ferro che è un materiale ferromagnetico? So che in questo contesto questo tipo di esempi non sono “opportuni”, ma è una curiosità di cui mi piacerebbe parlare.

    Vorrei concludere anche con una frase della Bibbia, mi sembra anche ripresa da Canseliet: ”I peccati contro lo Spirito (Santo) non verranno perdonati né in questo secolo, né nel prossimo”; e considerando quanto abbiamo detto se ne capisce il motivo.

    Saluti
    Tonneau Rouge

    P.S.: Spero di ampliare maggiormente il discorso.

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    • Caro Tonneau Rouge,

      lei ha fatto un commento che ha tutto l’aspetto di una valanga!

      Mi ci vorranno due o tre giorni per riprendermi!…scherzi a parte, è difficile risponderle qui su tutto ciò che solleva il suo intervento. Basterà dire che vi sono molte cose sensate…come si dice: “festina lente“…è molto meglio.

      Si dia il tempo di ‘digerire’ ciò che legge…non tutto è sempre buono, ma serve anche quello.

      Un solo commento su Grimaldy: il “breve” passo da lei citato è senza dubbio bello e pertinente; tuttavia vi è di meglio nel suo curioso trattatello…

      Captain NEMO

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  7. Caro Capitano,

    anche io considero Valois un autore buono; e vedo che tra un po’ dovrà fare una conferenza, se continua così !

    Scherzi a parte, mi sembra che l’attenzione sia sull’umido radicale dei corpi. Ma non è facile aprire un corpo e ottenerlo. Fulcanelli ne parla molto, ma dice poco…Forse Basilio Valentino? Che ne dice?

    Saluti

    Asterix

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    • Caro Asterix,

      stia tranquillo…le conferenze mi piacciono poco!
      Concordo, naturalmente, sul fatto che si sta parlando, in qualche modo, dell’umido radicale. E Basilio è un ottimo autore, che però va saputo interpretare meglio di molti altri, pur essendo estremamente onesto e diretto. Come i migliori Maestri, del resto…

      Captain NEMO

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  8. Caro Capitano,
    un post davvero “grasso”, pieno di “sapore”.
    Vedo che già altri ospiti hanno postato le mie stesse domande, quindi attendo pazientemente le Sue risposte.
    Mi ricordo quando sottolineava che a scuola ci viene spiegato molto bene il come si sviluppano le piogge, ma nessuno ci spiega il perchè.
    Personalmente ho ritrovato questa stessa concezione ermetica in un lavoro di Aristotele “Sui colori” (da cui si è ispirato lo stesso Goethe per la sua teoria dei colori). Qui i colori sono dei veri e propri “indicatori di stato” ed il mondo sembra un calderone in continua cottura: il colore è indice di quanto un corpo è “maturo”: la sua natura è una conseguenza di questo grado di lavaggio e cottura. Tutti i colori infatti per Aristotele derivano da due: il giallo della luce ed il bianco puro della terra (la terra pura, alchemisticamente il sale). Il nero è solo una conseguenza dell’umidità che la impregna e col calore marcisce, dando inizio al processo “evolutivo” della cottura. Il colore più maturo è giudicato guardacaso il rosso porpora (pur pur, Plotino direbbe “luce manifesta a se stessa”).
    Insomma facevano bene gli alchimisti a giudicare Aristotele “uno di loro” e facciamo bene noi ad interrogarci (diversamente da quanto non fa la gente comune e gli “scienziati”) sul motivo, sul perchè piove.
    Poi il veicolo per eccellenza nella tradizione è pur sempre l’anima, che per gli antichi era un corpo assai sottile (gli gnostici lo chiamavano carro) che fa da supporto “vegetativo” e da mediatore tra spirito e corpo.
    Ho buttato lì un po’ di roba.
    Ad ogni modo è sempre un piacere leggerLa Capitano.

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    • Caro (simplicio),

      è molto bello il suo parallelo sul ‘senso‘ dei colori, come indicazione della maturità del corpo: certo, andrebbe sviluppato. Magari, un giorno o l’altro ci ritorneremo sopra…
      Quanto ai ‘perché‘, da lunga pezza ho deciso di cercare qualche pezzo di possibile verità, abbandonado i pur utili modelli tranquillizzanti. Ma non pretendo di detenere il Verbo….è solo che avendo il coraggio di chiedersi dei perché radicati, emotivi, lontani…talvolta emergono scenari più completi e che ‘tornano‘ lungo tutto l’orizzonte delle nostre esperienze, piccole o grandi che siano.
      E’ dunque – per me – una questione di ‘orizzonte degli eventi‘…ma ho imparato che esiste pur sempre un orizzonte, qui: è una questione insuperabile, non dipendente dalla nostra volontà. C’è, e così è. Per tentare di superare un orizzonte, si può solo camminare in avanti…l’orizzonte si sposterà sempre. Ma magari troveremo cose nuove o cose già viste. Poi, se si è fortunati, si torna al punto di partenza. Ed allora si comprende che, forse, occorre mutare tutto. Ma questo è un altro discorso…

      Captain NEMO

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  9. caro capitano,
    mentre riflettevo su questo passo, per preparare una “lezione” di Omeopatia mi sono imbattuto nel suo splendido post e nelle altrettanto interessanti considerazioni degli amici/ospiti e così ho pensato di condividere.

    Sembra assurdo supporre una logica diversa dalla sillogistica classica. In che modo si può trarre una conseguenza quando gli elementi dati sono astratti? Ciò è evidentemente possibile solo se una Legge immutabile regge il Divenire.

    Nel processo del generare, che esige un impulso attivo in un ambiente omogeneo rispetto a questa attività, ha sempre luogo, prima di tutto, una decomposizione (putrefazione) di questa materia in una forma caotica, mucillaginosa. La seconda fase è la formazione di un nuovo centro attrattivo (nucleo, cellula) che attira a sé la sostanza nutritiva. Questa a sua volta subisce in continuazione la stessa decomposizione e ciò produce la successione di morte (decomposizione) e Vita (ricostruzione) per ri-generare la sostanza e indurre la crescita (l’alchemico solvet et coagula). Nella decomposizione si trova una parte terra che è fissa (nella cellula il nucleo) e una acqua volatile o nutritiva (nell’esempio della cellula il citoplasma).. quanto alla crescita essa ha il suo proprio limite nel Fuoco attivo (in Omeopatia Forza Vitale) del seme, ossia nel suo potere assimilatore.

    Questo è, grosso modo, il meccanismo del Divenire a partire da un seme specifico e questa funzione si ripete incessantemente fino alla formazione di un nuovo seme. Ciò che costituisce il “mistero” è la natura della sostanza nutritiva. Nell’Universo lo Spirito si riduce a Spazio, o a Cose, che ritornano a questo Spirito dopo aver compiuto il proprio ciclo: dapprima la genesi corporea, quindi il ciclo della genesi della Coscienza.

    il linguaggio/forma è diverso ma la sostanza a me sembra decisamente simile…
    sempre con affetto

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  10. Povero Nicolas Valois un adepto prestigioso che muore nel modo più balordo possibile : strozzato da un’ostrica!? Non vi sembra una storiella per gonzi? Cos’altro potrebbe significare ? Non credo che sia molto difficile trovarne un significato occulto …. semmai questo dovesse esistere.

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  11. Juandelbote, Lei ha perfettamente ragione.
    Io però trovo più comprensibile lo strozzarsi ingerendo accidentalmente una perla prodotta dall’ostrica, piuttosto che l’ostrica stessa, non le pare?

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  12. Caro Captain,
    durante un mio nottambulo studio, mi sono imbattuto in questa bella immagine “attuale” della porta dell’Hotel d’Escoville. Certo mancano alcuni dettagli che si possono trovare nella foto postata, ma qualche particolare può saltare agli occhi.

    Cour de l'hôtel d'Escoville (4)

    con il suo permesso posto il link della foto in questione.

    Un piccolo particolare che si può notare, se non erro, è la mezza luna su cui poggia il cavaliere di “sinistra”.

    Saluti
    Tonneau

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  13. Carissimo Captain NEMO,

    Cercavo proprio qualcosa su Nicolas Valois, che dire, oltre che averlo trovato?

    Bellissimo post!!!

    di cuore, un saluto.

    anto-az

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