La Rugiada del Mutus Liber

Sono certo che ogni studente dell’Arte si sarà imbattuto – presto o tardi – in una delle opere più famose, curiose ed enigmatiche d’Alchimia: sto parlando del Mutus Liber, il cui autore parrebbe essere Jacob Sulat, alias Altus, Seigneur des Maréez, che costituisce una sorta di pietra d’inciampo quasi obbligatoria, per quanto provvida e proficua negli anni, per tutti coloro che sono in cammino.

Come quasi tutti i migliori libri d’Alchimia, anche il Mutus Liber richiede moltissime, pazienti letture e riletture. Si dovrebbe parlare, piuttosto, di osservazioni, o forse contemplazioni, per arrivare – forse – a qualche piccola visione. E’ solo da una visione che si può trarre qualche possibile ispirazione, l’ho sostenuto molte volte; ma immagino che qualcuno avrà certamente affrontato l’opera di Altus con un occhio attento alla decodifica, alla ricerca di sequenze, indizi e suggerimenti. E’ inevitabile, d’altro canto. Trattandosi di un libro fatto di sole immagini, molti commentatori hanno offerto, più o meno caritatevolmente, la loro interpretazione. I più famosi ed illustri sono stati Pierre Dujols, alias Magophon, con il suo straordinario Hypotypose, dal titolo evocativo; poi Eugéne Canseliet, con il suo preziosissimo L’Alchimie et son Livre Muet, e poi Jean Laplace, il quale riuscì con i suoi commenti ad una supposta edizione colorata dell’opera di Altus, ed alcuni articoli a stampa, a destare l’ira del suo stesso Maitre (il quale, dopo un po’, benevolmente, lo perdonò).

A chi desiderasse addentrarsi in questa parte di bosco affascinante, costituita dall’enigmaticità magnetica del Mutus Liber, consiglio in ogni caso l’attenta lettura dei tre Commenti. Esistono anche altre edizioni, italiane e straniere, ma si tratta decisamente di cose lontane dalla Tradizione antica.

Leggendo i tre commentatori si noterà che Dujols è chiuso e quasi ieratico, pur mostrando la solidità adamantina della esegesi ermetica più profonda e degna – in ogni caso – di ogni meditazione; Canseliet, che talvolta critica l’invidia mostrata da Dujols, appare apertissimo, cristallino, quasi scolastico (e ricordo sorridendo quanto Lucarelli definisse ‘perfido ed estremamente cabalistico‘ il commento al Mutus Liber da parte del suo Maitre); Laplace è sintetico, ficcante e sbadatamente… distratto. Ognuno, come sempre, trarrà le proprie personali conclusioni.

D’altro canto la particolarità del Mutus Liber è proprio quella di poter permettere al lettore ogni ipotesi; ed è tale la suggestione provocata in ogni animo che ogni commentatore – a sua volta – prende spunto da un piccolo particolare per offrire assonanze, connessioni e notule, a loro volta sempre connesse. E’ uno scenario tipico di ogni buon libro d’Alchimia, dove si inizia a cercare una cosa e si finisce spesso per trovare altro. Ma è questa la via dei Maestri, ed a noi tocca camminare servendoci – come meglio possiamo – di questi curiosi quanto illogici punti di riferimento, che appaiono e scompaiono, come fiori magici lungo i bordi del sentiero.

Poiché in questi giorni sto rileggendo il Mutus Liber commentato da Canseliet (Pauvert, Paris, 1967), mi sono imbattuto – more solito – in una mole impressionante di novità, di piccole perline di saggezza, che già avevo letto molte volte, ma su cui mai avevo meditato più di tanto: come ho scritto più volte, è sempre così. Più si va avanti e più ci si accorge di quante cantonate si sono prese in precedenza e di quanto le cose fossero in realtà proprio sotto gli occhi, in bella evidenza; ma ovviamente non viste con il cuore aperto.

Tra le tante curiosità in cui si dilunga il caritatevole ma perfido Maitre di Savignies, ho pensato di presentarne una, che ho trovato divertente.

 

Mutus Liber, Tavola IV

Mutus Liber, Tavola IV

Nel commento alla Tavola IV, celeberrima immagine in cui i due protagonisti del Mutus Liber torcono il telo intriso di rugiada, Canseliet si lancia ad un certo punto nell’inevitabile citazione del Nostoc (tratta da Fulcanelli, ovviamente), per indicare in verità “la fonte e la natura dell’agente cosmico e universale, del quale gli antichi alchimisti dichiarano che fosse la loro materia prima“. Dallo Spirito Universale è immediato il passaggio alla “Magnesia che assorbe lo spirito Universale, come la calamita attira il ferro, cioè il verde, dal punto di vista cabalistico” (Fer, Vert). Seguono due citazioni – immancabili anch’esse –  di Filalete sull’ Acciaio dall’ Introitus (“Qeumadmodum Chalybs ad Magnetem trahitur, Magnesque sponte se ad Chalybem convertit, sic & Magnes Sophorum, trait illorum Chalybem“) , una di Cyrano de Bergerac che narra di come gli riuscì di elevarsi alto nel Cielo grazie ad una quantità di fiale riempite di rugiada che si era legato alla cintura (Les Estats et Empires de la Lune); poi, con un colpetto sulla spalla del lettore, Canseliet ricorda sornione che i membri della Rose-Croix si chiamavano fra loro fratelli della Rosée-Cuite; con sussiego, tira fuori dal cilindro un articoletto tratto dal Journal des Sçavans, quasi a confermare che la rugiada celeste sia fortemente impregnata di un fuoco fisso e di sale solare….e poi – senza preavviso alcuno – cita un passo tratto dalla parte finale dell’Hortulus Sacer:

…des trois Médecines non vulgaires (Triplex Medicina non Vulgaris), le Sophique vert de l’air donne la première qui, en elle, a ses feux – Dat primam Sophicum viride aeris…in se prima suos ignes habet-; que la deuxieme tire à soi les vertus du ciel, à l’exemple de l’aimant – altera virtute Coeli, magnetis adinstar attrahit-; que la troisième enfin:

Et du Ciel et del Terre conjoint les forces,
En arrosant, de la rosée du Ciel, le sel de la mer.

Et coeli et Terrae conjungit tertia vires :
Aequoreum, Coeli rore, rigando salem

L’Hortulus Sacer è un’opera scritta nel 1732 da un Adepto anonimo – così lo definisce Canseliet – di cui nulla si sa, salvo che il suo nome potesse essere Douzetemps o Dauzedan. Si tratta di una raccolta di canoni a tenore religioso, in cui però si intravedono scintille piuttosto curiose ed interessanti per chi studia Alchimia. Si deve credere che l’autore amasse dilettarsi di crittografia, visto che nell’edizione originale la data del 1732 viene indicata in questo modo:

Chara CrVX, Mlhl DVX

Riporto qui il canone LIII, con il suo titolo:

La Médecine est triple, et n’est pas la Vulgaire

Le Vert-de-Gris des Sages  donne la première; l’aimable Vénus donne la seconde; la troisième est issue du Ciel et de la Mer. La première a en elle ses feux; cependant l’oeuvre exige un second et différent feu pour réussir. La deuxième attire les vertus du Ciel à la manière d’un aimant; la coction seule suffit au reste. Et la troisième conjoint les forces du Ciel et de la Terre en imprégnant le sel marin de la rosée du Ciel.

Trovo intrigante e degno di una qualche riflessione questo piccolo testo, se non altro per chiedersi perché mai Canseliet lo abbia inserito alla conclusione del suo excursus. La conclusione più naturale è che si voglia parlare proprio del sale della rugiada raccolta sui prati in Primavera. Direi che è il primo livello di lettura. Ve ne sono, a mio avviso, altri. A questo scopo, è bene ricordare che – come si sarà accorto chiunque abbia letto la raccolta di articoli di Canseliet pubblicati dalla nipote Sylvaine l’anno scorso –  ogni Maestro è stato obbligatoriamente un etudiant

Senza tralasciare di far notare a chi legge che Canseliet conclude la pagina 89 del suo Commentaire con una precisa indicazione sul ‘sujet initial‘, proprio dopo la citazione del curioso brano dell’Hortulus Sacer, lascio ai cercatori l’allegro compito di dare uno sguardo nei dintorni di questo pezzo di sentiero delineato dal Maitre di Savignies; se ci si desse la pena di cercare, forse si capirebbe il motivo per il quale nell’edizione francese dell’opera di Douzetemps, accanto al ‘Le Vert-de-Gris des Sages‘, compaia il rimando ad una nota che recita così:

La note du texte nous reporte au Chap. XIII du Traité.

Il Filo di Arianna è da raccogliere e dipanare.

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5 Responses to “La Rugiada del Mutus Liber”

  1. Hans H. Hammerschlag Says:

    Buona notte …

    Me gustaria conseguir copia de los libros de Douzetemps HORTULUS SACER y EL MISTERIO DE LA CRUZ. Saben Uds. si han sido publicados en español o ingles ? Grazie,

    Hans

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  2. capitano, il collegamento web della parola “L’Hortulus Sacer” con il sito http://www.eklectic-librairie.com/index.php non è più valido, poichè è stato modificato nella primavera del 2010

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    • Cara Matrona Malice,

      La ringrazio della segnalazione. Ho provveduto ad inserire un nuovo Link, che mi pare – so far – funzioni.
      Purtroppo, di tanto in tanto, le cose cambiano sul Web…per questo è sempre meglio, quando è possibile, scaricare i testi che interessano ed inserirli nella propria libreria virtuale.

      Captain NEMO

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  3. […] o poi scorrono le immagini del Mutus Liber (segnalo il bellissimo post del ottimo Captain Nemo qui), la più famosa, secondo il mio parere, è la 4^ ove vi è rappresentata l’operazione di […]

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