Chi NON è Fulcanelli…

Leggendo i suoi due libri, qualcuno si sarà senza dubbio interrogato sull’identità di Fulcanelli. Il mistero sulla sua persona permane totale.
Uno degli studi più famosi e documentati è stato offerto da Genevieve Dubois, qualche anno fa, inFulcanelli . Quando lo lessi, rimasi colpito dalla capacità di indagine e dall’analisi, anche se con un certo scetticismo sulle sue conclusioni, che la portavano ad ipotizzare una sorta di strano mistery in cui era coinvolto – in qualche modo – Eugéne Canseliet.
Si deve dire che, a distanza di tempo, sembra che la stessa Dubois, allora così certa delle sue conclusioni un po’ ad effetto, abbia rivisto in modo radicale le proprie tesi. Fino al punto di, dopo aver gettato nel suo libro un leggero ed altezzoso velo sulla stessa credibilità delle lavorazioni alchemiche, cambiare rotta e diventare lei stessa studente e praticante d’Alchimia!…le voci in Francia la danno addirittura – oggi – come una convinta seguace degli insegnamenti offerti da Canseliet e Fulcanelli. Il che è in qualche modo straordinario e significativo…

Ho sempre pensato che non fosse realmente importante scoprire l’identità profana di un Maestro d’Alchimia, se non come scoop giornalistico. E che in ogni caso, se quella era la regola della Tradizione, la volontà di Fulcanelli andasse rispettata, al di là di ogni cosa. Ciò che conta è l’insegnamento e lo straordinario contributo dato da Fulcanelli, in termini di opportunità, alla riscoperta dell’Arte Sacerdotale e della sua diffusione presso i giovani etudiants.

Come si sa, i tentativi di inchiesta si sono susseguiti, fino a generare una lista incredibile, e talvolta surreale, di possibili identità; mi ha sempre fatto sorridere questa sorta di caccia al tesoro, come se fosse davvero importante conoscere un nome ed un cognome, magari scoprendo persino la vita privata di un uomo, con le sue inevitabili piccole manie e derive, e non – al contrario – approfittare dell’immensa occasione di progresso offerta dal suo insegnamento. Di fronte alla meraviglia, la nostra prima occupazione è sempre quella di trovarne giustificazione razionale, o banalizzare ciò che non si può conoscere demolendo spesso il contatto emozionale, unica vera chiave per comprendere.

Così, ho trovato geniale l’idea di Jean Artero, il quale ha pensato di pubblicare un libro intitolato Présence de Fulcanelli;

Jean Artero

Jean Artero - Présence de Fulcanelli

Si tratta di un testo molto interessante e ricchissimo di dati su chi NON è Fulcanelli. Partendo da questo, l’autore offre al lettore una ricca panoramica su un nugolo di personaggi che in ogni caso hanno ruotato intorno al Maestro nel primo novecento. Credo che i vari detectives avranno pane per i loro denti; ma ciò che a mio avviso è più importante, è la straordinaria messe di citazioni sull’Alchimia – tra cui moltissime di Canseliet – sparse da Artero in modo sapiente e piuttosto intrigante. Quasi che si voglia indicare qualcosa di più importante , più utile della banale identità dell’Adepto. Del resto, si sa, l’Arte percorre cammini preziosi, come un ruscello antico…ma sempre nutriente.

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4 Responses to “Chi NON è Fulcanelli…”

  1. Caro Captain

    ero da tempo intenzionato ad acquistare quel testo di Artero. Avevo quasi desistito…ma ora grazie al Suo post risalgono le possibilità di un possibile acquisto , anche se dovrei “smettere” ..:-)).

    Da quanto ne so, la Dubois è operativa da tempo, linea Dujols-Cotton Alvart. Ma non solo. So anche che conosce Atorene ( che è di Grenoble come lei ).

    Su Fulcanelli : il MdC e le DF sono opere collettive ( l’ha detto anche Canseliet ) dove hanno gran parte Dujols e Schwaller De Lubicz . Il ” centro” ispiratore di tutto quel gruppo operativo potrebbe essere il vero “fulcanelli”.

    Sapere chi fu o chi non fu potrebbe essere in effetti inutile ( qualcuno lo dica a Walter Grosse ) ma, sicuramente , intrigante. Anche perchè secondo me Fulcanelli non fu un “isolato”, ma la punta di iceberg di , chiamiamolo così, un “orientamento”.

    Comunque non dimentichiamoci che Fulcanelli è solo uno degli ultimi epigoni della lunga e secolare catena di alchimisti.

    L’unica utilità che intravedo nel sapere la sua identità ? Beh…leggere eventualmente altre opere-sicuramente non di carattere alchemico- che molto probabilmente scrisse col suo vero nome e cognome. Hai visto mai che ci “cavi” qualche chiarimento in più ! Mah !

    un caro saluto

    DB

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  2. Salve Captain Nemo! Seguo il blog da molti mesi ormai e non ho mai commentato per evitare di “intralciare” le bellissime argomentazioni fatte qui.
    Tuttavia volevo fare una domanda temo anche off topic (come si dice in internettiano!) riguardo le Dimore Filosofali.
    Avendo poca dimestichezza col francese per poter leggere un libro in modo fluido volevo sapere “quanto è sbagliata” la traduzione in italiano reperibile oggi.
    “Dico quanto è sbagliata” tra virgolette perchè chi l’ha tradotta ha sicuramente dimestichezza con la lingua d’oltralpe ma non con l’Arte e con il suo linguaggio.
    Ma nel caso particolare di questo libro è fortemente depistante oppure può valere la pena di leggerlo?
    L’ho già letto una volta quando non sapevo della cosa, ma ero indeciso se rileggerlo o meno.
    Grazie per l’eventuale attenzione e scuse per il fuori discussione.

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    • Caro Signor Divano,

      benvenuto sul mio Blog!

      Apprezzo molto la sua domanda, e cercherò di darle il mio parere; debbo però ricordare, a Lei ed ai miei ospiti, che questa è SOLO la mia povera opinione, e non pretendo di spacciarla certo per Vangelo.

      A) A mio avviso, Paolo Lucarelli ha deciso di tradurre Le Mystere des Cathedrales, e non Les Demeures Philosophales, non per un puro caso e basta. Certo si tratta del primo libro in ordine di tempo, ma…immagino vi siano state anche altre ragioni per tale scelta.

      B) La traduzione in Italiano de Les Demeures Philosophales è – sempre a mio avviso – molto carente dal punto di vista della corrispondenza lessicale, sia a livello di Filosofia della Natura, sia a livello di operatività alchemica, tra il testo tradotto e l’originale francese. Vi sono, inoltre, alcuni grossi ‘svarioni’: mi pare che per almeno tre volte il termine ‘Souphre‘ sia stato reso con ‘Mercurio‘ e/o viceversa.

      C) Nel corso degli anni e degli studi, mi pare di ricavare l’impressione – ed è solo una mia opinione, dunque – che il testo originale francese de Les Demeures Philosophales sia stato il frutto di più mani: tra le quali mi pare di riconoscere quelle di Dujols, estremamente erudito, quelle di Champagne, grande esperto di manipolazioni e tecniche di laboratorio alchemico, quelle di Canseliet, di cui tutti ben conoscono la Maestria, e magari …alia. Sia ben chiaro: il manoscritto primus è certamente di Fulcanelli, e la gran parte è frutto della sua penna e del suo cuore. Ma il testo, lo stile del testo ed alcuni apprezzamenti e approfondimenti, non è come quello de Le Mystere des Cathedrales.

      D) In ogni caso, la continuata lettura de Le Dimore Filosofali non può mai essere considerata inutile da chi studia Alchimia; soltanto, occorre essere più attenti e verificare, magari con l’originale francese, se quanto viene scritto nella traduzione Italiana abbia veramente il senso proposto dal traduttore.

      Dunque, non credo sia proprio esatto porsi la domanda se la traduzione Italiana sia ‘sbagliata‘; si tratta, temo, più di lontananza dal senso alchemico che moltissime frasi, immagini letterarie, o terminologie così tipiche dell’immaginario alchemico – usate da Fulcanelli – dovrebbero essere mostrate al lettore. Basta confrontare il suo testo Francese per rendersene conto.
      Non si dimentichi mai che Fulcanelli, anche ne Les Demeures Philosophales, ha compiuto una straordinaria e preziosissima rivoluzione nel porgere l’insegnamento alchemico agli appassionati veri.
      Lo studente d’Alchimia d’oggi non può prescindere dai suoi due testi.

      Sempre di buon cuore

      Captain NEMO

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  3. Grazie mille per l’utilissima e dettagliata risposta!
    Pensavo fosse un pò approssimativa come domanda e mi fà piacere leggere queste righe di risposta.
    In effetti mi domando perchè Le Dimore Filosofali non è mai stato riedito più accuratamente da un “addetto ai lavori”, ma comunque il testo francese è nella lista dei prossimi acquisti 🙂

    Tra l’altro casco un pò dal pero nel leggere che Champagne è stato alchimista, anche se non mi sono mai informato più di tanto “dell’enturage” alchemico francese Fulcanelli-era.

    Sig. Nemo ancora grazie per la risposta, complimentissimi per il blog davvero unico nel suo genere e buoni lavori.

    ps: essendo io molto giovane e nuovo all’Arte, ogni opinione è una “possibile pietra preziosa”, un pò come un diamante appena tolto dalla cava: da lavorarci sù 😉

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