Iniziare dall’inizio

Anche se non è proprio esatto dire che la Tabula Smaragdina costituisca l’inizio dell’Alchimia, penso che sia uno dei testi da cui cominciare al meglio lo studio dell’Arte.

Tutti ne conoscono il contenuto, per la verità spesso storpiandolo o adattandolo alle cose più balzane. Eppure, a ben leggere, ci sarebbe materiale su cui riflettere a lungo. Questo testo racchiude veramente un meraviglioso, piccolo riassunto dell’Opera, sia che lo si voglia leggere in chiave di Filosofia Naturale, sia che vi si cerchi una sintesi dei lavori.

Parliamo un po’ di pseudo storia: dovunque sul Web, ma anche in sapienti cenacoli, si parla di Ermete Trismegisto come di un personaggio ben conosciuto, di cui qualcuno sa persino narrare gesta e avventure. Ma è bene chiarire che, al contrario, non sappiamo nulla di nulla su di lui: c’è chi dice fosse il Dio egizio Thot reincarnato, c’è chi dice fosse un mago del tardo-Egitto, chi lo ritiene greco, chi siriaco, chi arabo. Chi addirittura sentenzia che si tratti di un nomen attribuito ad una terna di personaggi…Viene sempre da sorridere pensando a quanto abbiamo bisogno di appoggiarci a qualcosa per potersi sporgere nel nulla: eppure un giorno dovremmo voler e poter volare via: e quali rocce ci porteremo attaccate mentre cercheremo le porte del cielo? Invece di raffinare, di purificare, di abbandonare zavorra, ci piace costituirne sempre più, persino quando si studia l’Arte Reale. Mi sono sempre domandato: ma che importanza potrebbe mai avere l’identità di un personaggio che abbia insegnato Alchimia? Hermes è una figura assolutamente indistinta, sfocata, impossibile da percepire storicamente, perduto com’è all’inizio del cammino…certo la storia che ci viene raccontata da Apollonio di Tiana (altro personaggio fantomatico; ma forse si tratta di un tal Balinus) è piuttosto romantica, ammantata di magia e di mistero. In fondo, forse è per questo che la Tabula Smaragdina è così conosciuta, in ogni tempo. Un’altra cosa che mi ha fatto sempre divertire è che tutti citano le parole della Tabula riportate da Apollonio, ma pochi si sono dati la pena di leggere il suo trattato, il Kitab Sirr al-Haliqa (Il Libro Segreto della Creazione). La Tabula Smaragdina è riportata proprio alla fine del trattato di Apollonio, ma il testo meriterebbe tutta l’attenzione di chi voglia iniziare – per l’appunto – a capire come gli antichi Filosofi percepivano il funzionamento di Madre Natura. Certo, non è sintetico e ammaliante come la Tabula; ma perchè non essere un po’ più curiosi?
E tanto per confondere ancor più le tracce, si deve tener conto che Ruska riteneva che il testo attribuito a Apollonio sarebbe in realtà stato tradotto da tal Sagyus, un prete cristiano di Nablus.
Sia come sia, il testo del Kitab Sirr al-Haliqa – un po’ noioso, per la verità, ma piuttosto chiaro ed interessante – viene riportato in latino in Chrysopoeia, Tome 6, 1997-1999- Paris: S.E.H.A.; Milan: Archè, 2000. Avviso che non si troverà una sola nota di alchimia: Sylvain Matton ed i suoi colleghi curatori, del resto, sono degli scholars di Storia dell’Alchimia. Ma il testo, lo ripeto, è interessante.

Il racconto di Apollonio, alias Balinus (così lo chiamavano gli arabi), è grosso modo questo: senza un motivo apparente, il nostro filosofo si trova un giorno davanti alla statua di Hermes e capisce che deve scavare ai piedi della statua: infatti scopre una cavità ed un vecchio seduto su uno sgabello d’oro, con in mano una tavoletta di color smeraldo, ricoperta di incisioni in ogni lingua. Senza pensarci troppo, Apollonio si impossesssa della tavoletta e ritorna fuori. E pubblica il testo che rimarrà famoso.

Questa è una delle versioni apparse più tardi; sta in Theatrum Chemicum, Tomo I, pag. 372, presentata da Gerard Dorn:

Le traduzioni del testo latino sono numerose, in ogni lingua: anche perchè così è facile far dire ad Hermes ciò che meglio aggrada…more solito !

Si deve tener presente che il testo latino fu tradotto dall’arabo nel XII secolo da Hugues de Santalla, spagnolo. Personalmente penso sia sempre meglio attenersi ad una traduzione letterale. Altrimenti i voli pindarici si sprecheranno.

Comunque sia, ricordo che questo non è il solo testo della Tabula; ne esiste anche una versione leggermente diversa, peraltro più poetica, ma – soprattutto – più curiosa. Magari ne riparleremo.

Advertisements

9 Responses to “Iniziare dall’inizio”

  1. Salve Capitano! Ho scovato un altra rotta del Nautilus..

    Like

  2. Salve a lei, Mr. Brouillard…

    Il motto del Nautilus recita “Mobilis in Mobile”…e le rotte possibili sono infinite!

    Like

  3. Lunga vita ai Capitani coraggiosi!!!

    Like

  4. Non so se posso contribuire a questa discussione, ma mi sono imbattuto in questa versione della Tabula Smaragdina, pubblicata in un libro tedesco di Gottlieb Latz del 1869:

    [img]http://hdelboy.club.fr/tabula.jpeg[/img]

    ma su un altro sito essa è attribuita a Chrysogonus Polydorus, De Alchimia, Nuremberg 1541.

    fra le leggende del suo ritrovamento, ce n’è una che dice che fu trovata fra le mani del cadavere di ermete Trismegisto, in una grotta molto profonda e oscura. Fantasia o… simbolo?

    saluti

    Chester

    Like

  5. Salve Pandora !

    …e grazie per l’augurio!

    Like

  6. Caro Signor Chester,

    quella versione è per così dire la versione ‘classica’ latina, molto popolare; attribuirla a questo o quest’altro è un bell’esercizio, ma che temo vano. Comunque cercherò di parlarne meglio.

    Quanto alla leggenda – che secondo me è davvero una leggenda – non trova curioso che una cosa smeraldina possa essere trovata (o ritrovata?) nei pressi di un cadavere, per di più all’interno di una grotta oscura?

    Ah, les merveilles de l’Alchimie …!

    Like

  7. Si CaptainNemo, l’ho messa lì apposta! La grotta, il cadavere, lo smeraldo… manca qualcosa?

    🙂

    Like

  8. Caro Nemo

    cominciamo con 2 parole : OTTIMA IDEA, la sua ! Sappiamo entrambi perchè…Complimenti per le sue riflessioni.

    Piccola aggiunta : visto che si è parlato di un testo molto importante per inquadrare correttamente la Tabula Smaragdina , dò alcuni riferimenti bibliografici.

    Il testo a cui mi riferisco è il ” Kitab sirr-al-haliqa / De secretis Naturae “, tradotto in italiano direttamente dall’originale arabo ( con continui confronti anche con la versione latina ) da Pinella Travaglia. L’opera è edita da Liguori Editore ( Napoli, 2001 ) ed ha come titolo : ” Una cosmologia ermetica . Il Kitab sirr al-haliqa / De secretis naturae “.

    Me lo sono procurato poco più di un mese fa e sono contento di averlo fatto.

    Un salutone.

    DB

    Like

  9. rubelluspetrinus Says:

    Io credo che il libro per iniziare sia “Storia e segreti dell’alchimia, alla ricerca della pietra filosofale”di Paolo Cortesi. Questo grande uomo ha fatto davvero un lavoraccio. E’ un libro completo.

    Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: